Eccoci giunti al termine di questo viaggio (o per rimanere in tema, journey), alla scoperta della figura del digital manager. Siamo arrivati al quinto e ultimo post di questa rubrica in cui vi ho accompagnato – e spero appassionato – nel mondo di chi vive il digitale come una grande passione, un lavoro innovativo e un po’ anche un’attitudine.

Siamo partiti da una domanda quasi esistenziale, “Cosa significa essere digitale?” cercando di dare una risposta tutt’altro che banale, aiutandoci con la letteratura sull’argomento e lasciandoci ispirare dall’esperienza condivisa.

Per poi tentare di delineare le caratteristiche del manager digitale, che, in un tentativo estremo di semplificazione, abbiamo scoperto essere cinque, e la maggior parte riguardanti la sfera attitudinale e motivazionale. Che questa attitudine vada però plasmata e formata è stato chiaro fin dal terzo post, dedicato alle acquisizione di competenze e al costante aggiornamento di cui ha bisogno un digital manager per poter essere costantemente sul pezzo, così come questa professione richiede.

Nel penultimo appuntamento invece vi ho portato dietro le quinte della mia giornata tipo, per farvi immaginare, un po’ realisticamente, un po’ in modo romanzato, la vera vita di un digital manager, fatta di tanto digitale, ma anche di disciplina, sana routine e un po’ di detox offline.

Non potevo quindi lasciarvi iniziare la vostra avventura (sì, spero che molti di voi, anche grazie a questi post, abbiano deciso di intraprendere questa carriera, ognuno nelle rispettive specializzazioni) senza darvi dei consigli su come proseguire il vostro viaggio alla scoperta della figura del digital manager.

Un aspetto molto importante nella formazione di un digital manager è il network. Quando ho mosso i primi passi in questo mondo, creare una piccola rete di contatti, di esperti e profili simili a quello a cui aspiravo professionalmente, è stato il giusto modo per iniziare. Imparare dai migliori è un’ottima strategia, sempre rimanendo ben ancorati al nostro spirito critico e non cedendo a (facili) emulazioni.

Con il passare degli anni, infatti, quelli che erano per me i “guru” estremamente circoscritti in una nicchia di contatti facilmente raggiungibili o, al contrario, estremamente remoti, sono diventati dei semplici punti di riferimento, fonti di aggiornamento e voci, per lo più autorevoli e anche un po’ contro tendenza, in ambiti specifici di mio interesse. Probabilmente è superfluo aggiungere che, come per chiunque altro eserciti una professione nel digitale, lo spettro dei miei interessi “digitali” si è allargato di molto negli anni, includendo anche discipline e voci che hanno contaminato il mio modo di approcciare e vivere la professione.

Ho pensato a lungo su questa lista di 5 digital manager da seguire nel 2017, perché credo che il network (e i razionali con cui lo creiamo) sia qualcosa di molto personale, ma, anche grazie ai suggerimenti dei miei contatti di rete, sono alla fine giunta alla lista definitiva.

Prendete nota. Anzi, seguiteli subito!

Partiamo con gli evergreeen

Brian Solis è presente da anni nella mia lista personale di riferimenti del mondo della ricerca digitale, incontrastato al primo posto. È lo studioso - analista, antropologo e, come lui stesso ama definirsi, futurista di Altemeter Group - le cui teorie e modelli mi hanno più ispirato nel corso della mia carriera e formazione di digital strategist.Il 2016 ha visto l’uscita del suo ultimo, brillante, libro: X, the experience when business meets design (http://www.xthebook.com/). Lettura che vi consiglio se, come me, siete appassionati di digital marketing, product design e user experience.

Seth Godin per molti sarà un evergreen e un nome ultra noto. Per me Seth Godin e il suo permission marketing sono stati una scoperta un po’ tardiva (pensate, ho letto il celebre “La Mucca Viola” solo pochi mesi fa), ma davvero un’epifania. Il suo blog rimane una delle letture più ispiranti della mia quotidianità.

Elon Musk Cofondatore di PayPal e CEO di Tesla Motors, oltre ad essere un imprenditore innovativo seriale è l’uomo che rappresenta il futuro e che, probabilmente, ci porterà su Marte a cavallo di un Dragon. Se pensate che sia pura fantascienza, informatevi di più sul suo progetto SpaceX.

Simon Sinek autore, speaker e consulente statunitense, è l’ideatore del famoso concetto e modello del Golden Circle, con il quale dimostra la teoria “Le persone non comprano ciò che fai, comprano il perché lo fai.”, alla base della persuasione e della comunicazione del moderno leader. Vi invito a guardare il suo memorabile Ted talk che sono certa vi sarà d’ispirazione.

E poi concludo con un digital manager italiano, che sogno di “listare” tra nomi più noti molto presto, Jacopo Guedado Mele. Lui è giovanissimo, già noto in qualche lista ben più rinomata della mia (Forbes under 30 Europe, per esempio), è un digital life coach e un imprenditore. A me, che ho la fortuna di conoscerlo dal vivo e che ne ho potuto apprezzare le qualità prima di tutto attitudinali, piace definire Jacopo un “attivatore di reti innovative”, e il progetto di Fondazione Homo Ex Machina Onlus ne dà evidenza.

Siamo davvero giunti al termine di questo viaggio. Dopo che questi grandi innovatori e digital manager, ci hanno ispirato e un po’ fatto sognare rispetto al nostro futuro, vi lascio con l’augurio che la vostra carriera, che sia nel digital o meno, sia all’insegna della passione per ciò che fate.

Futura Pagano è digital project manager, blogger e formatrice. Appassionata e studiosa di trasformazione digitale, strategia d'impresa, innovazione sociale e aziendale. Ama la Puglia, la cucina sana ma non troppo, il pensiero laterale e lo yoga. Il suo motto è "simplicity works best". In rete è meglio conosciuta come @futurap.