A volte le occasioni della vita passano dalla cucina. Non solo per inventare piatti deliziosi, anche per aprire porte nuove e creare opportunità. Certo bisogna lavorare sodo, essere creativi e, perché no, sapere mettere le ali alla propria cucina. Anzi, meglio ancora: le ruote.

E’ questa l’intuizione che ha spinto Giulio Podestà e Alessandro Cattaneo, amici milanesi di 30 e 32 anni, ad abbandonare i ristoranti dove lavoravano per comprare un furgone ribattezzato Zibo e trasformarsi in cuochi itineranti, con un soprannome da supereroi (i raviolizzatori) e divise da chef al posto di costumi da fumetto.

Per affermarsi nel mondo del cibo da strada, oggi bisogna proporre piatti che uniscono alta qualità e artigianalità, ma sono anche facili da trasportare e gustare in piedi. Partendo da questo concetto, i raviolizzatori di Zibo hanno trovato la formula magica che li ha portati a conquistare il Coca-Cola Street Food Award, trionfando ieri nella sfida televisiva contro altri 15 specialisti itineranti condotta dal cuoco Simone Rugiati.

Street Food Battle è il programma tv prodotto da DRY MEDIA andato in onda a partire da metà ottobre tutte le domeniche in seconda serata su Italia 1.


Reinterpretiamo i primi della cucina italiana avvolgendo i sapori delle ricette tradizionali con la pasta fresca”, spiega Alessandro, fresco di una vittoria che include 50mila euro di ricompensa messi in palio dall’azienda.

L’idea di “raviolizzare la tradizione” è nata mentre i due cuochi riflettevano su come creare una carbonara adatta a essere cucinata e mangiata in strada. Quando hanno capito che funzionava, l’hanno allargata ad altre ricette popolari come l’amatriciana, le lasagne, le trofie, i pizzoccheri e perfino il risotto alla milanese: in questo caso il raviolo è fatto con farina di riso, ripieno di brasato d’ossobuco e condito con salsa di midollo e zafferano.

Il raviolo è come una sorpresa di pasta fresca, una caramella che racchiude un gusto classico ma inaspettato”, dice Giulio.

Il progetto di lanciarsi nella cucina da strada è venuto quasi per caso. I due amici si erano conosciuti sui banchi di Alma, la scuola di cucina di Gualtiero Marchesi. Giulio lavorava in un locale a Roma e Alessandro a Milano. Entrambi volevano aprire un ristorante ma non ne avevano i mezzi. Al posto di aspettare che l’occasione giusta bussasse alla loro porta, hanno preferito crearsene una mettendo le ruote ai fornelli. Con un investimento modesto hanno comprato un furgone usato e sono partiti poco più di due anni fa.

Ma il fatto che il successo sia arrivato in modo così rapido, non significa che non sia costato fatica. Prima di dedicarsi alla cucina nomade, Giulio si è allenato parecchio tirando per anni la pasta fresca in un famoso ristorante nel cuore di Milano. Mentre Alessandro, che ha affinato la sua tecnica in un ristorante spagnolo di alta cucina, si è specializzato in carni e ripieni. Nel cassetto, il secondo ha anche una laurea in design industriale. “Non c’entra nulla ma si è rivelata utile: mi ha insegnato un metodo per pianificare e implementare un progetto”, riconosce.

Per entrambi il debutto sul furgone non è stato facile, perché la cucina da strada ha regole diverse da quelle di un ristorante. Fra colleghi c’è solidarietà ma con bar, panetterie e tavole calde è un po’ diverso.

Mappare il territorio e tenere d’occhio il meteo è fondamentale per sopravvivere. “Fai gli scongiuri che non grandini come gli agricoltori”.

A volte, però, la perseveranza premia, anche contro gli agenti atmosferici. Come quando hanno deciso di uscire nonostante la pioggia battente per parcheggiarsi davanti all’Università.

Quel giorno abbiamo venduto solo due piatti, ma uno era per una giornalista che ha scritto una bella recensione facendoci ottima pubblicità”.

Gradualmente gli Zibo hanno preso le misure col lavoro, cominciando a privilegiare manifestazioni, eventi e catering privati. Distinguendosi al punto da vincere il premio miglior street food 2016, organizzato dal famoso ristorante Da Vittorio. Un exploit che ha contribuito ad affermare il loro marchio, aiutandoli ad aprire un ristorante in centro a Milano, chiamato “Campo Base”.

E’ un modo per dare continuità al business, soprattutto nei mesi invernali”, sottolinea Alessandro. “Ma se c’è il locale è perché c’è il furgone, e questo non cambierà”.

La riprova è che, davanti all’opportunità di una sfida televisiva on the road, i due cuochi non si sono tirati indietro, nonostante la concorrenza temibile. Fino a qualche anno fa in Italia il cibo da strada si limitava ai baracchini che si trovano fuori da stadi, concerti e discoteche. Ma ultimamente, l’offerta è diventata più variegata e sofisticata. Nella Street Food Battle televisiva, gli Zibo hanno affrontato cuochi itineranti preparatissimi: specialisti di griglie e affumicati, vegetariani, panini deluxe e crossover asiatici.

Ora che si sono aggiudicati il premio finale, possono tirare un sospiro di sollievo. Una parte del guadagno andrà per coprire gli investimenti fatti per aprire il Campo Base. L’altra per finanziare un nuovo progetto itinerante: a primavera inaugureranno una carro-bicicletta che venderà dolci al bicchiere in centro a Milano. Se le occasioni si sono schiuse una volta mettendo le ruote alla cucina perché non riprovare con i pedali al frigorifero?