Roberto, 21 anni, ciuffo ribelle e...uno sguardo che sorride.

Vuoi raccontaci qualcosa di te prima di Expo 2015?

Nel 2013 mi sono diplomato in arti grafiche. Dopo un anno di serrata ricerca di lavoro e qualche esperienza in fiere, ho avuto l’opportunità di partecipare a Expotour, un corso di 6 mesi per giovani dai 18 ai 25 desiderosi di lavorare nei settori degli eventi e del turismo. La formazione prevedeva anche il conseguimento dell’attestato BULATS, d’inglese commerciale,  rilasciato da Cambridge.

Come sei approdato in Expo e al Padiglione Coca-Cola?

Con una mail! Mi spiego meglio: ho inviato il mio cv a una società per eventi che mi ha proposto Expo. Dopo test attitudinali e una serie di colloqui sono stato selezionato per il Padiglione Coca-Cola. In Coca-Cola ricordo che mi hanno colpito subito l’approccio giovane e informale. Ho sempre patito il rapporto one to one nei colloqui di lavoro, ma in quella occasione mi sono sentito a mio agio e sono riuscito a dare il meglio!

Quale è stata secondo te la tua carta vincente?

Certamente la conoscenza dell’inglese, testata nelle precedenti, se pur brevi, esperienze lavorative, e consolidata durante la formazione con Expotour. E poi credo… la mia spontaneità, la positività, l’essere molto propositivo e sempre pronto a mettermi in gioco fino in fondo!

Sei stato formato per diventare brand ambassador Coca-Cola?

Sì certo! Già la visita al quartier generale di Sesto è stata per me una sorta d’iniziazione al brand. Trovarmi negli uffici di Coca-Cola circondato da contour di tutti i tipi mi ha fatto sentire subito un forte senso di appartenenza. Poi sono seguite le ispezioni al Padiglione in costruzione e la formazione su tutti i temi che oggi raccontiamo ai visitatori. Parole d’ordine: movimento, sostenibilità e riciclo. Prima la Coca-Cola la bevevo e l’amavo come sponsor degli eventi sportivi. Con questa esperienza ho scoperto un volto nuovo dell’azienda. In particolare mi affascina tantissimo il riciclo: non immaginavo quante cose potessero rinascere con il riciclo!

Cosa ti piace di più nel tuo ruolo?

Come per tutti i grandi brand su Coca-Cola i riflettori sono sempre accesi. Poter raccontare molte più cose rispetto alla sola storia del prodotto e quindi l’impegno della società in tema di rispetto e tutela dell’ambiente mi entusiasma. Tante cose non le conoscevo neanche io: mi sono proprio calato nel ruolo di ambassador. È sfidante perché nei 15/20 minuti della visita tu sei l’azienda e devi riuscire a far arrivare dei messaggi chiave, senza annoiare!

Cosa ti ha colpito dei visitatori che hai incontrato?

Qui passano visitatori dagli zero anni in su, di tante culture e provenienze. Ho scoperto quanto sia importante modulare la comunicazione a seconda di chi hai davanti e che per essere veramente efficaci, oltre che sapere la lingua, è importante conoscere usi e costumi.

Ricordi episodi curiosi?

Divertentissimo è ballare con le persone in Just Dance, la pedana che stimola a muoversi tutti insieme. Più ci si muove più il volume si alza e ci si diverte. Solo se sei deciso e divertito ti seguono e scoprono quanto muoversi generi un benessere psicofisico! E poi ho scoperto, osservando la gente, quanto spesso si è distratti e non ci si accorga di tante cose: per esempio molti visitatori credono che anche quando c’è il sole attorno al Padiglione Coca-Cola piova…solo dopo si rendono conto della presenza delle cascate rinfrescanti sulle due facciate. A volte, basterebbe osservare con più attenzione ciò che ci circonda. Siamo tutti sempre troppo di corsa e distratti! Infine non posso non dire che sono tutti pazzi per la Freestyle! Anche se non per tutti è così facile capire come si spinge la leva del ghiaccio….

Cosa ti sta lasciando questa esperienza e cosa ti aspetta dopo?

Devo dire che la scoperta di sentirmi molto a mio agio con le persone mi ha fatto capire che vorrei un lavoro di relazione. Mi piacciono moltissimo anche i bambini. Spesso sono più curiosi e attenti degli adulti…non hanno il pregiudizio di sapere già tutto. Quando racconto per esempio della “PlantBottle™, in PET 100% riciclabile e ricavato per il 30% da materiale di origine vegetale … Mi fanno un sacco di domande!

E se potessi realizzare un tuo sogno?

Vorrei girare il mondo suonando con la mia band, siamo i “Moving to Eliot”…Eliot come il poeta! Ora che il mio inglese è ancora più solido, mi sento pronto anche per un’esperienza di questo tipo. Ho suonato anche qui al Padiglione! Siccome durante il colloquio avevo raccontato di questa mia grande passione, per la festa dello staff mi hanno chiesto di cantare e suonare con la band! In Coca-Cola credono molto nello spirito di gruppo e noi ambassador abbiamo creato legami speciali. Ora stiamo organizzando una serata cinema qui al Padiglione, a fine turno!

Cosa suoni e che tipo di musica?

Suono la chitarra elettrica e il basso. Punk Rock …Green Day per capirci! Ma solo pezzi nostri, perché ci vengono meglio delle cover. Saremmo una spalla perfetta per i Green Day!

Vuoi fare un saluto?

Sì! Ciao Mamma!!!...scherzo! Voglio dire però un sacco di Grazie! In primis, appunto, alla mia famiglia che mi incoraggia e sostiene sempre! E poi a chi mi ha selezionato per questa esperienza, che non è ancora finita, e che mi voglio vivere pienamente fino a ottobre. Poi si vedrà! Sono fiducioso e soprattutto carico di entusiasmo e voglia di fare …oltre che di suonare!

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