Sono i nuovi idoli della Generazione Z e dei Millennial e spesso hanno un’audience da far invidia perfino alla televisione. Pubblicano con costanza e professionalità video online che fanno milioni di visualizzazioni e per strada sono fermati da orde di fan come le stelle del cinema. Eppure quando cercano di spiegare il loro lavoro, spesso la gente storce il naso e non capisce bene di cosa si tratta. Sono i creator, gli autori dei contenuti video che popolano il web, e YouTube in particolare. Uomini e donne, più o meno giovani, capaci di inventare, interpretare e realizzare clip d’intrattenimento per i canali online della più grande videoteca del mondo. Gente che ha unito la passione per il video e la rete, trasformandola in un lavoro redditizio che pochi anni fa non esisteva. E che oggi si trova a far concorrenza ai media tradizionali con una professione nuova di zecca, molto democratica e aperta, ma che resta ancora poco conosciuta.

Per capire meglio la natura di questo lavoro, abbiamo riunito quattro fra i più famosi youtuber italiani – il duo theShow, Ehi Leus e Lasabrigamer – che stanno lavorando alla nuova campagna “Fanta è nelle tue mani” per realizzare il video Fanta più divertente di sempre con il supporto dei teenager italiani, loro followers sui social. E li abbiamo intervistati per capire chi è un creator e come affronta la sua vita professionale.

Non è facile spiegare il nostro lavoro”, ammette Alessio Stigliano, che ha conquistato il web a suon di esperimenti sociali con theShow, duo che oggi vanta più di un milione e mezzo di seguaci e 300 milioni di visualizzazioni. “Tanto che quando mi chiedono che cosa faccio, di solito rispondo: il disoccupato…”.

In Italia sono solo 3 anni che l’intrattenimento su YouTube è fatto in modo professionale, è normale che la gente sia ancora perplessa”, gli fa eco Alessandro Tenace, altra anima di theShow. “Fra 10 anni non sarà più così: YouTube è un mezzo per certi versi anche migliore rispetto alla TV, perché ti permette di creare un dialogo con il pubblico. Su Facebook si è bombardati d’informazioni e si fa zapping. Instagram è come guardare dal buco della serratura: è un rotocalco dove le celebrity si raccontano. Mentre su YouTube il pubblico tende a essere più selettivo. Uno degli aspetti più interessanti, è l’assenza di barriere fra chi crea contenuti e chi ne fruisce, che mette tutti sullo stesso piano stimolando empatia e immedesimazione. Il fatto che l’utente possa decidere il contenuto da guardare, fa sentire padroni del palinsesto creando un coinvolgimento maggiore”.

Alessandro, così come Alessio, Lea e Sabrina hanno cominciato a creare contenuti per YouTube quasi per caso, divertendosi e seguendo i propri interessi. Per diventare creator di professione, però, hanno tutti lavorato sodo, con disciplina e dedizione, dedicandosi a generi ancora poco sfruttati: theShow, la comicità da scherzi; Lasabrigamer, l’intrattenimento legato ai videogiochi visti dal punto di vista femminile; e Lea, il videodiario di una teenager liceale.

Ci vuole costanza, perché bisogna garantire un appuntamento fisso con uscite regolari”, dice Alessandro. “Coerenza perché la finzione non funziona su internet: se non credi in quello che fai, difficilmente riuscirai ad appassionare altri. E autorevolezza, per instaurare un rapporto di fiducia con il pubblico ed essere seguito non solo per quel che fai ma proprio perché sei tu a farlo”.

Costruire un rapporto immediato con la community significa leggere i messaggi e rispondere puntualmente, oltre che postare con una certa frequenza ed essere sempre connessi.

Non ho più una vita privata ma l’ho scelto io e mi piace così”, racconta Lasabrigamer, nome d’arte di Sabrina Cereseto, un passato come modella e animatrice nei villaggi vacanza, che vanta oltre 900mila followers, soprattutto ragazze fra 7 e i 14 anni.

Questo non significa, però, che gli youtuber abbiano necessariamente un rapporto simbiotico con internet. Lea, ad esempio, riesce a mantenere una relazione più equilibrata.

Online racconto solo una parte della mia vita”, dice la 17enne Lea Cuccaroni, protagonista del canale Ehi Leus che ha oltre 200mila iscritti. “Il mio pubblico ha la mia età e sa di cosa parlo se dico che sono in castigo o ho una cotta per uno. Della mia famiglia, però, non parlo mai”.

I genitori all’inizio erano preoccupati da questo modo di condividere qualsiasi cosa su internet, ma col tempo si sono tranquillizzati.

Ogni generazione tende a essere scettica nei confronti delle nuove tecnologie perché non le conosce. Ma il cellulare è il nostro terzo arto e indietro non si torna”, scherza Alessio.

In Italia il web è ancora sottovalutato ed è spesso visto solo come trampolino per approdare altrove”, aggiunge Lasabrigamer. “Ma garantisce di sperimentare in libertà, con canoni diversi rispetto a quelli della televisione”.

I creators sono consapevoli del carattere effimero del successo online e stentano a prevedere le evoluzioni future di questa professione. 

Oggi c’è una community numerosa e attiva, domani smetti di fare video e sparisci”, continua Lasabrigamer, che vive nel presente e non si pone il problema.

YouTube è un mezzo democratico, anche se non necessariamente meritocratico: il video che ha tante visualizzazioni non è per forza interessante. Significa solo che chiunque può provarci”, aggiunge Alessandro.

Lea sta ancora studiando e il suo orizzonte si ferma all’esame di maturità. TheShow sono solo sicuri di non voler mai abbandonare internet. E tutti si sentono fortunati perché, almeno per adesso, hanno fatto della loro passione un lavoro di successo.