Coca-Cola è molto più italiana di quanto non si creda. Il nostro motore tricolore ogni anno genera un impatto importante sull’economia del Paese, dove le bevande del marchio The Coca-Cola Company vengono prodotte ogni giorno in 5 stabilimenti, dal Veneto alla Sicilia grazie ai nostri partner imbottigliatori, Coca-Cola HBC Italia e Sibeg.

In Italia i lavoratori impiegati direttamente o indirettamente sono quasi 26.000 (lo 0,11% della forza lavoro); le persone che dipendono, parzialmente o completamente, dai redditi di lavoro generati dall’azienda sono 60 mila; e in un anno la sua filiera produttiva immette nella nostra economia 813 milioni di euro, pari allo 0,05% del PIL.

Per comprendere meglio il peso economico di Coca-Cola è utile fare un confronto con un gruppo di aziende simili per attività”, sottolinea Fabrizio Perretti, professore dello SDA Bocconi School of Management e autore insieme al collega Stefano Basaglia della ricerca da cui sono tratte queste cifre. “Nel settore delle bevande, che è formato da 2135 imprese, Coca-Cola è prima dal punto di vista dell’impatto economico e distribuisce il 7,2% delle risorse totali”.

Sono queste le cifre identificate da una ricerca intitolata “L’impatto economico e occupazionale di Coca-Cola in Italia” firmata dai professori Fabrizio Perretti e Stefano Basaglia dello SDA Bocconi School of Management, che hanno analizzato l’impatto di Coca-Cola Italia, Coca-Cola HBC Italia e Fonti del Vulture in termini di risorse economiche generate e distribuite, utilizzando i dati relativi al 2015.

Il sodalizio fra l’Italia e la Coca-Cola risale a ormai 90 anni fa, quando la bevanda arriva per la prima volta, e si radica a partire dal 1927, con la prima produzione italiana. Ancora oggi, molti non sanno che Coca-Cola, così come Fanta, Sprite, Powerade e le altre bevande del gruppo, sono imbottigliate in Italia e rappresentano una parte importante della nostra economia.

I dati della ricerca svolta dalla SDA Bocconi tracciano un quadro chiaro: in Italia Coca-Cola è la prima realtà nel settore bevande e bibite e produce il 32,6% delle risorse complessive del comparto, pari a 2.852 milioni di euro: le sedi e i quattro impianti d’imbottigliamento di Coca-Cola HBC Italia creano posti di lavoro, sostengono l’occupazione, e generano redditi ed entrate fiscali, grazie all’acquisto di beni e servizi e alla vendita dei propri prodotti. Questo modello di business – che tende a mettere profonde radici economiche, sociali e culturali – è applicato a tutti i Paesi in cui Coca-Cola è presente: la produzione avviene sempre localmente per opera di una o più società d’imbottigliamento (nel caso italiano, oltre a Coca-Cola HBC Italia, le bevande in Sicilia vengono prodotte nello stabilimento a Catania di  Sibeg), che acquistano i concentrati da Coca-Cola ma sviluppano in loco la lavorazione del prodotto, contribuendo allo sviluppo dell’economia domestica.

Un confronto con la precedente edizione dello studio, dimostra inoltre la stabilità dell’impatto occupazionale di Coca-Cola in Italia.

Questo è quello che mi ha più sorpreso”, commenta Perretti. “I dati fotografano la situazione al 2015 e, visto il periodo non certo favorevole di crescita con conseguente contrazione occupazionale, non mi sarei aspettato una tenuta che invece c’è stata”.

Non solo Coca-Cola genera lavoro in Italia, impiegando direttamente 2.100 persone. I suoi dipendenti godono anche di condizioni migliori rispetto a quelle dei lavoratori medi italiani. Secondo i risultati della ricerca, l’azienda offre una retribuzione superiore del 11,9% ai suoi operai, del 26,7% agli impiegati, del 20,9% ai quadri e del 7,5% ai suoi dirigenti. L’azienda impiega anche una forza lavoro piuttosto giovane: il 72% dei lavoratori appartiene alla categoria 30-50 anni. E dimostra una maggiore attenzione rispetto alla parità di genere: rispetto alla media delle imprese, nel mondo Coca-Cola sono impiegate più donne sia a livello di quadri (34% contro 28%) che di cariche dirigenziali (24% rispetto al 13%).