La cosa che mi ha salvato è il fatto di non essere un vero artista”. Detto da uno che ha collezionato dischi di platino, duettato con Pavarotti e partecipato più volte a Sanremo suona strano. Ma fin dal 2003, quando ha cominciato a far ballare mezza Italia con il tormentone del Capitan Uncino, Francesco Facchinetti sapeva che il suo obiettivo professionale andava oltre la musica. E oggi, al sentirsi definire artista, gli scappa quasi da ridere.

Sono sempre stato più affascinato dal lavoro dietro le quinte che da quello sul palco. Ho qualche gene creativo, ma sono decisamente molto concreto anche nel mio essere artista”.

Una natura che l’ha portato a mettere da parte la musica e buttarsi nel mondo digitale, fondando nel 2013 Newco Management, agenzia di talenti che ha cullato e segue  profili come il comico Frank Matano (prima diventato “Iena” e poi approdato al cinema), Selvaggia Lucarelli, Tess Masazza, iPantellas e Francesco Sole.

Facchinetti ha fatto tesoro degli insegnamenti di Claudio Cecchetto, che gli ha fatto da manager quando si faceva chiamare DJ Francesco. A quell’esperienza ha aggiunto la passione per il web e il suo fiuto personale. E si è messo a scavare nei meandri della rete in cerca di astri nascenti.

I giovani non bussano più alla porta degli agenti per chiedere un provino. Mettono un video su internet nella speranza che qualcuno li noti”.

Ormai il rapper-imprenditore sa giudicare in un istante se un personaggio funziona su internet. A furia di scandagliare questa miniera digitale, di pepite ne ha trovate dozzine, diventando un’autorità in tema di valorizzazione di talenti online. Per questo gli abbiamo chiesto di svelarci qualche segreto per brillare nel mare magnum di internet.

Ormai il digitale è l’estensione del mondo reale. La rete offre risorse e opportunità di lavoro che compensano quelle che vanno scomparendo nella realtà fisica. Conosco ragazzi di 18 anni che guadagnano 50.000 euro al mese lavorando esclusivamente su web. Basta pensare che il 92% dei miliardari under 30 hanno fatto soldi grazie al mondo tech”.

Un consiglio che daresti a chi s’affaccia al web?

La prima domanda che ti devi fare è: perché qualcuno dovrebbe guardare il mio video? Poi, visto che la rete è un meccanismo che funziona in base al giudizio degli altri, bisogna sapere coltivare il pubblico e capire cosa vuole”.

Quali sono i criteri con cui valuti un talento?

Oltre alla bravura, guardo se esiste quella che io chiamo la combo: la faccia, il contenuto, il talento e la magia che s’instaura con il pubblico che ti guarda

 Raccontami il retroscena di una storia di successo. Prendi Tess Masazza, l’autrice di “Insopportabilmente donna”. L’abbiamo incontrata quando ci ha mandato il suo primo video, che poi è diventato l’incipit della serie. Non la conosceva ancora nessuno: pochi like, zero follower, ma era molto brava e, soprattutto, aveva una capacità innata di identificare le manie e i tic del mondo femminile, e portarli in scena con autoironia. Abbiamo cominciato a lavorare insieme, costruendo un palinsesto settimanale. Per più di sei mesi è andata avanti guadagnando solo 200 like alla settimana. A un certo punto, è arrivata la svolta virale e il suo nome ha preso il volo, passando da 500 like a settimana a 50mila al giorno. Frutto di un lavoro costante che l’ha portata a rispettare le regole d’ingaggio col pubblico, ma anche di quella magia che, a volte, accade sul web”.

Internet è ormai sempre più affollata, uno svantaggio per chi cerca di emergere?

L’imbuto è sempre più stretto ma le opportunità crescono, perché il mercato cerca nuovi sbocchi nel digitale. Il 90% dei lavori che esisteranno fra 10 anni, ma che non sono ancora stati inventati, sarà in ambito digitale. Facebook ha creato 7 milioni di posti di lavoro nel 2014, generando più di 200 miliardi di dollari, se si sommano gli introiti della piattaforma più quello che hanno fatturato tutti quelli che la usano per fare affari. In Italia questa torta vale 5 miliardi di euro”.

Quando hai cominciato a intuire il potenziale della rete?

Nel 1996, quando ho comprato il mio primo computer. Giocavo a un gioco che si chiamava Red Alert in collegamento via web con un coreano di Seoul. Lì ho capito che il web era il futuro. Il fatto di essere in più posti contemporaneamente avrebbe permesso di lavorare da casa, dal treno, da una spiaggia. Avrebbe cambiato tutto”.

Che impatto avrà l’evoluzione della rete sulle nostre vite?

Potremo trarre profitto da ogni momento della giornata. Tutto l’universo della nostra esperienza-utente sarà frutto di guadagno. Domani tutti potranno essere influencer, non sono quelli che già hanno milioni di follower. Questo non deve farci paura perché tirarsi indietro significa perdere un’opportunità”.

Molti temono la rete per possibili derive da Grande Fratello e la criticano per come influenza le menti favorendo episodi di bullismo, violenza e perfino terrorismo.

Spesso il web è accompagnato da un sentiment negativo ma per me è solo uno specchio: certo, avvengono cose orribili ma non è il peggiore dei mondi possibili, o perlomeno lo è nella misura in cui lo è anche il mondo reale”.