Trasformare un problema in opportunità. Da quest’idea nasce l’ambizioso progetto di ricavare energia pulita dagli scarti della produzione di agrumi siciliani, sfruttando i residui umidi derivati dalla produzione industriale di succhi.

Le arance sono il simbolo della Sicilia, principale produttrice italiana del “frutto d’oro” che nella mitologia greca rappresenta la fecondità e l’amore. Pochi sanno, però, che il 60% della produzione di agrumi viene gettata: una volta spremuti, polpa, bucce e semi diventano scarti, chiamati pastazzo in gergo. Ogni anno, le aziende devono smaltire circa 340mila tonnellate di scarti, spendendo oltre 10 milioni di euro. Non stupisce quindi che, al momento, il pastazzo sia visto dai produttori come un rifiuto ingombrante e costoso da gestire. Grazie a un progetto promosso dal Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia e finanziato da The Coca-Cola Foundation, però, questa prospettiva sta per essere ribaltata. Ad Aprile, insieme all’Università di Catania e alla Cooperativa Empedocle è stato presentato un impianto pilota per trasformare gli scarti di agrumi in energia elettrica, biometano, bioprodotti e nutrienti per il terreno.

Il progetto ha il merito di aver acceso i riflettori su un problema reale legato al riutilizzo di un sottoprodotto, il pastazzo, che da fattore critico ha tutte le potenzialità per divenire risorsa”, sottolinea Federica Argentati, Presidente Distretto Agrumi di Sicilia.

Fino ad oggi, una parte di pastazzo era riutilizzato come mangime per animali, fertilizzante in agricoltura e compost. Nessuna di queste soluzioni, però, era in grado di assorbire interamente la massa di scarti prodotti dalle aziende siciliane.

L’impianto sperimentale, composto da 5 serbatoi di acciaio montati su un pianale trasportabile, serve invece per testare come varie miscele di biomasse, a partire dal pastazzo, riescano a produrre biogas tramite digestione anaerobica. A sua volta, il gas può attivare un generatore elettrico in grado di alimentare il consumo medio di oltre 300 abitazioni.

Il progetto rappresenta una rivoluzione a tutto tondo perché, oltre a ridurre i costi di smaltimento del pastazzo, comporta anche vantaggi ambientali, abbattendo l’emissione di anidrite carbonica attraverso la produzione di energia rinnovabile.

"Si tratta di un'opportunità innanzitutto per la Regione Sicilia, che può diventare un modello virtuoso per l'intero territorio italiano” dice Vittorio Cino, Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali Coca-Cola Italia.

La Sicilia è la prima regione italiana interessata all’agrumicoltura, con una produzione di circa 19 milioni di quintali, di cui 13 milioni di arance. Coca-Cola Italia si approvvigiona esclusivamente qui per acquistare il concentrato di succo di arancia necessario a produrre Fanta Aranciata. Il “frutto d’oro” rappresenta un vero simbolo delle eccellenze agricole dell’isola. E il progetto, oltre ad aiutare la filiera a risolvere un problema concreto, mira a dimostrare che nella produzione agroalimentare il rifiuto non esiste: tutto può essere rimesso in circolo e diventare fonte di reddito. Oltre al pastazzo di agrumi, infatti, l’impianto è in grado di valorizzare anche altri sottoprodotti della filiera alimentare come la sansa, le vinacce e le pale di fichi d'India. L'obiettivo finale del progetto promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia, infatti, è ambizioso e si estende all'intera Regione: è stato calcolato che basterebbero 20 “digestori meccanici” come l'impianto sperimentale per risolvere il problema dei residui agrumicoli in tutta l’isola.