Ogni sapore nuovo e audace, ogni confezione smart parte sempre da un’idea. Il direttore tecnico di The Coca-Cola Company per il Nord America, Nancy Quan studia le idee migliori e come portarle nel mercato. In questa intervista, Quan ci riporta le ultime considerazioni relative alle bevande a basso o nullo contenuto calorico, quelle sulle nuove bottiglie d’avanguardia e le altre innovazioni che stanno delineando il futuro di The Coca-Cola Company.

 

Di quali opportunità di mercato può dirsi entusiasta oggi?

Stanno accadendo molte cose davvero interessanti. C’è molta innovazione negli ambiti del naturale e bio, nella ricerca di sapori e gusti differenziati e livelli di zucchero minori. Ma c’è anche molta innovazione nell’ambito del packaging, per offrire formati premium e porzioni ridotte grazie alla cura per la confezione e a un’attenzione speciale su come essa possa rivestire un ruolo del tutto nuovo in questo ambito.

 

Parte del suo incarico consiste nello studiare il gusto del dolce e sulle alternative allo zucchero. Qual è il criterio con cui affronta la sfida di creare alternative a basso o nullo contenuto calorico, che conservino in ogni caso un sapore eccellente?

L’aspetto più critico per noi è trovare l’equilibrio tra il gusto e la riduzione di calorie e zucchero. La nostra ricerca sui dolcificanti naturali è stata molto interessante, perché quando si cerca un ingrediente naturale, questo effettivamente è così in natura. Non si può cambiare o modificare. E in qualche caso questo ingrediente ti pone delle sfide dal punto di vista del sapore – può lasciare un retrogusto indesiderato in bocca, per esempio – oppure dal punto di vista della continuità dei rifornimenti, soprattutto se in natura non è disponibile su ampia scala.

Ci siamo messi alla ricerca del miglior “armamentario” possibile, perché di questo si tratta, non di un’unica soluzione magica. Mescolando insieme questi ingredienti si ottiene un grado di dolcezza perfettamente bilanciato e il gusto di cui si era alla ricerca. Nel mondo ci sono molti nostri partner che lavorano con noi per cercare nuovi ingredienti dal sapore eccellente.

In ogni caso, una volta che li hai trovati sei appena all’inizio: resta ancora molto da fare per individuare la migliore catena di rifornimento, specialmente se lavori con ingredienti vegetali i cui cicli di crescita esigono un tempo specifico e di conseguenza attesa. Oltre a ciò, il processo di approvazione normativa per i nuovi ingredienti spesso richiede anch’esso molto tempo, necessario a garantire che tutto sia approvato per l’uso nei vari Paesi.

Infine, naturalmente, inserire questi ingredienti nei prodotti è una vera e propria arte. È indispensabile trovare il giusto equilibrio e il sapore ottimale per soddisfare i gusti del consumatore e far sì che la bevanda resti stabile: è una sfida complessa, soprattutto se il consumatore è abituato a un profilo sensoriale differente.

 

Conosciuta come l’Affordable Small Sparkling Package o “ASSP” la nuova bottiglia da 250 ml venduta in India risolve molti problemi in un Paese che ha una superficie di oltre 2,5 chilometri quadrati e una popolazione di oltre un miliardo di abitanti: mantenere i prodotti freschi e a un prezzo accessibile a tutti.

 

Parliamo di packaging: dal punto di vista dell’innovazione, in che modo il packaging può supportare gli obiettivi dell’azienda?

In India abbiamo lanciato una piccola bottiglia in PET che sta dando risultati veramente incoraggianti: si tratta di una bottiglia messa a punto con una tecnologia innovativa. Il nostro team ha lavorato benissimo affrontando i vari aspetti che rendono possibile alle confezioni di dimensioni ridotte darci un vantaggio sulla concorrenza, possibilità di una lunga vita del prodotto sullo scaffale, e un abbassamento dei prezzi.

 

Che cosa ha fatto sì che sceglieste l’India per lanciare questa bottiglia?

Questa bottiglia si prestava a un utilizzo molto ampio in molti mercati. Il motivo per il quale abbiamo iniziato dall’India è raggiungere la popolazione delle aree rurali per le quali l’organizzazione delle forniture risulta più difficoltosa a causa delle spese e delle difficoltà legate alla vita del prodotto sullo scaffale. Se avessimo spedito in India una bottiglia PET standard, a causa delle condizioni climatiche estreme legate alle temperature e all’umidità del Paese, la durata sullo scaffale del prodotto sarebbe stata limitata, subendo, per esempio perdita di parte del gas aggiunto. Questa nuova confezione, invece, consente una vita a scaffale più lunga per il prodotto e poiché può essere offerta in dimensioni ridotte, offre un formato dal costo ridotto. Siamo riusciti a rendere questa innovazione una realtà insieme ai nostri imbottigliatori partner in India.

 

Su quali sfide pensa di doversi concentrare in futuro?

Che si tratti di una piccola bottiglia PET o di dolcificanti migliori occorre tempo per prendere debitamente atto delle occasioni che presenta l’innovazione. Scoprire e individuare la tecnologia giusta è soltanto l’inizio. Per creare una catena di rifornimento ed espandere il sistema così da consentire alla confezione o al prodotto di entrare sul mercato è tutt’altra storia: per noi c’è sempre una sfida da affrontare.

Facciamo sempre il possibile per cercare di capire dove si orienterà in futuro il consumatore e come potremo migliorare l’innovazione in nuovi settori, quale sarà la prossima generazione di succhi, di prodotti a base di latte e altri ancora, come possiamo far evolvere il profilo sensoriale dei consumatori con nuovi prodotti entusiasmanti e come si consumeranno le bevande in futuro. In questo panorama che evolve rapidamente per noi ci sono moltissime opportunità per continuare a mettere a punto nuove bevande. È questo a rendere il nostro lavoro estremamente interessante, anche se spesso ci fa fare le ore piccole al lavoro.