Sul campo da calcio è famoso per la sua difesa impenetrabile tanto quanto lo è per la tenacia con gli avversari. Quando si tratta di fermare un attaccante, Leonardo Bonucci è in prima linea, pronto a dare il massimo e spendere tutte le energie, anche se sempre nel rispetto sportivo dell’avversario. Questa grinta è parte della ricetta che ha permesso al difensore juventino di diventare uno dei giocatori più ricercati d’Europa e collezionare un palmares da record, con cinque scudetti vinti di seguito con la maglia della Juventus , oltre a un argento agli Europei 2012 e un bronzo alla Confederations Cup 2013 con quella azzurra. Ed è la stessa grinta che, fuori dal campo, lo trasforma in tifoso autentico.

Per questo è stato scelto da Coca-Cola, Official Partner di UEFA EURO 2016TM, come testimonial d’eccezione per la campagna #tifiamoinsieme.


In tutte le cose che faccio, mi piace partecipare anima e corpo, gettarmi con tutto me stesso in qualsiasi esperienza”, dice Bonucci. “Sono un tifoso acceso e colorito, che ha sempre avuto la Juve nel cuore”.

Questa passione per lo sport in generale si riflette soprattutto nello spogliatoio, tanto da essere considerato un grande motivatore della squadra e una delle voci più ascoltate  insieme a Buffon.

Gigi è il nostro capitano e tale rimane”, sottolinea Bonucci. “Io sono semplicemente un calciatore che pensa sempre e comunque al bene della squadra. Compreso protestare con vigore, ma sempre con educazione, nei confronti delle situazioni di gioco che si creano”.

A volte è capitato che quest’ardore venisse mal interpretato, dando luogo a equivoci. Il gesto di sciacquarsi la bocca, ad esempio, divenuto la sua cifra di esultanza dopo i gol, è stato anche scambiato per un atteggiamento di superiorità nei confronti di chi parla di calcio. Ma Bonucci tiene a correggere il fraintendimento.

E’ un’interpretazione completamente sbagliata”, spiega. “Quel gesto è nato per sfottò con quattro dei miei migliori amici. Quasi una sfida nei loro confronti. Se avessi fatto alla mia prima stagione almeno cinque gol in bianconero esultando così, loro si sarebbero rasati i capelli. Cinque gol non li ho segnati, ma l’esultanza è andata avanti”.

Anche gli scontri serrati di cui è protagonista sul campo, assicura il difensore dai piedi d’oro, restano tutti all’interno di una sana competitività sportiva. Ne è una riprova la tranquillità con cui Bonucci condivide lo spogliatoio della Nazionale con gli stessi giocatori con cui duella in campionato.

Sembrerà incredibile, ma davvero non mi sono mai trovato a dover seppellire l’ascia di guerra con nessuno. Siamo tutti professionisti e con molti dei miei avversari c’è uno stretto rapporto di amicizia che va ben oltre il rettangolo verde. Poi, com’è giusto che sia, nei 90 minuti ognuno pensa al bene del club in cui milita. In campo, quando si gioca nel club si pensa solo ed esclusivamente ai propri colori ed esattamente con lo stesso principio, quando s’indossa la maglia della Nazionale si suda e si lotta l’uno al fianco dell’altro per il bene dei colori azzurri”.

Ed è proprio questo spirito di gruppo che permette al difensore di affrontare gli Europei con una certa fiducia nella squadra, vestendo i panni del tifoso ottimista.

Come in qualsiasi competizione è impossibile pronosticare il risultato finale di un torneo perché intervengono troppe variabili difficili da prevedere. Ma sono convinto che l’Italia sia sempre e comunque ostica da affrontare perché ben organizzata e, soprattutto, capace di fare gruppo proprio nei momenti più delicati”.