La Spezia si è tinta di rosso in occasione della XXXIII edizione dei Giochi Nazionali Estivi di Special Olympics, rassegna sportiva dedicata alle persone con disabilità intellettiva che usa lo sport come strumento d’inclusione. Le bandiere fiammanti simbolo dell’evento hanno decorato la centralissima cattedrale del Cristo Re e buona parte della città ligure in onore dei 1000 atleti che hanno partecipato alle gare di basket, calcio, badminton, ginnastica ritmica e artistica svolte negli ultimi quattro giorni. E sono servite da cornice per questo evento che, come da tradizione, è sostenuto da un brand con la stessa tonalità di rosso: Coca-Cola


Dopo il successo dell’edizione invernale dei Giochi mondiali tenuti in Austria lo scorso marzo, l’azienda era presente anche alla manifestazione spezzina, uno dei tre appuntamenti nazionali, insieme a Terni e Biella, per selezionare la delegazione che rappresenterà l’Italia agli Special Olympics World Summer Games  di Abu Dhabi nel 2019.

Gli atleti sono scelti non solo in base alle loro prestazioni sportive, ma anche per il percorso di maturazione, crescita e autonomia dimostrato sul campo. L’agonismo qui è inteso come uno stimolo al superamento dei propri limiti in senso lato. Ma questo non significa che i risultati sportivi perdano d’importanza.

La priorità è partecipare e divertirsi ma ci tengo a fare del mio meglio”, dice Carlotta Sanna prima di salire in pedana per la prova di corpo libero, sua specialità nella ginnastica artistica

Carlotta, 21 anni – ginnastica artistica

Carlotta, 21 anni, ha già partecipato agli  Special Olympics Worls Summer Games  di Los Angeles del 2015 e spera di ripetere l’esperienza anche ad Adu Dhabi, perché conosce bene il valore di queste manifestazioni. “Prima dello sport, praticamente non facevo niente e non avevo punti di riferimento. Grazie alla ginnastica ho conosciuto tante persone nuove e ho fatto nuove amicizie. Ora faccio anche teatro, sono cambiata molto e mi sento quasi pronta ad aprire il cassetto di sogni che ho tenuto chiuso per tanto tempo: dentro c’è anche l’idea di diventare un’attrice famosa”.

Tutte le gare di squadra disputate in questa edizione dei Giochi Estivi hanno visto la partecipazione di atleti con e senza disabilità intellettiva che giocavano insieme componendo squadre miste, un progetto introdotto una decina d’anni fa nei tornei di Special Olympics per estendere al massimo il senso di apertura verso la diversità.

All’inizio anch’io dubitavo che potesse funzionare”, confessa Carlo D’Amico responsabile marketing di Special Olympics Italia che allena squadre tradizionali e unificate di pallacanestro e canottaggio. “Ma i risultati mi hanno fatto ricredere: a questo torneo partecipano 52 squadre di calcio di cui 30 unificate. E ci sono atleti senza disabilità che vanno ai mondiali grazie ad atleti con disabilità. Praticamente sono portati in giro da chi un tempo era preso in giro: il massimo dell’integrazione”.

Un effetto positivo testimoniato anche dai diretti interessati.

Ho imparato a crescere con i miei compagni e questo mi ha dato tanta indipendenza”, dice Roberto Ioncoli, calciatore di una squadra unificata della provincia di Roma. “Grazie allo sport sono stato anche a Tbilisi e a Los Angeles”.

Roberto, 28 anni – calcio


Il confronto con i compagni disabili ha aiutato questo atleta 28enne a convivere con la sua condizione, facendolo sentire meno solo. E il rapporto con quelli “abili” l’ha aiutato ad acquistare confidenza e autostima. Al punto che oggi, Roberto sta per aprire un bar che gestirà in prima persona.

In questa edizione dei Giochi nazionali, Coca-Cola non è si è limitata a essere sponsor ufficiale ma ha partecipato attivamente, offrendo il contributo di oltre trenta di dipendenti, che hanno lavorato facendo assistenza agli atleti e dando una mano allo svolgimento della manifestazione. Hanno accompagnato le delegazioni sportive durante la cerimonia di apertura dei giochi, uno dei momenti più importanti per il senso di riconoscimento che trasmette agli atleti, hanno distribuito pasti, rassettato i tavoli, assistito alle gare, supportato gli sportivi e fatto il tifo per loro. Un’esperienza che li ha segnati positivamente perché, come non mancano mai di sottolineare gli organizzatori, “il modo migliore di apprezzare davvero la magia di questo evento è partecipare di persona”.

Ho trovato tanto affetto e il meglio della competitività, fatta di voglia di vincere ma anche di solidarietà abbracci e sorrisi: è stata una bella lezione”, dice Ciro Indolfi, business analyst di Coca-Cola Italia, alla sua prima esperienza con gli Special Olympics. “Il valore aziendale dell’inclusione qui lo tocchi con mano. Ho aiutato dei bambini a fare attività sportive insieme ad altri bimbi disabili e l’ho trovato davvero un bel modo per combattere da subito i pregiudizi”.

Ciro, volontario @Coca-Cola Italia


Ti allarga il cuore e ricevi sicuramente di più di quello che dai: impari a guardare la tua vita con occhi diversi”, dice Laura Balestrini di Coca-Cola HBC Italia.

Ormai mi manca se non vengo”, le fa eco il collega Maurizio Crestan, ispettore cold drinks alla sua terza edizione di Special Olympics, quest’anno impegnato nell’assistenza al torneo di calcio. “E’ un mondo che ti aiuta a pensare e a dare il giusto valore alle cose. Faccio già il volontario per un’associazione di calcio per bambini ma qui noto una grande differenza: non esiste quella frustrazione creata dall’agonismo esasperato. E’ un’esperienza rigenerante e tornerò di sicuro anche l’anno prossimo”.

Maurizio, volontario @Coca-Cola HBC Italia