Ciò di cui parliamo è certamente uno dei grandi paradossi dell’epoca moderna: essa ha sì apportato benefici significativi all’umanità – una ricchezza aggregata in aumento, salute e alimentazione migliori, la fine di malattie spaventose, e standard di vita complessivamente migliori – ma ciò nonostante in tutto il mondo la disuguaglianza è in forte espansione e le ricchezze sono distribuite in modo non equilibrato tra le singole comunità, tra le varie nazioni e al loro interno. Le conseguenze sono gravi, e forse lo si comprenderà fino in fondo soltanto in futuro. 

Il mese scorso Muhtar Kent, presidente e amministratore delegato di The Coca-Cola Company, in un suo discorso al Museo dell’Acropoli di Atene ha detto che le multinazionali come Coca-Cola possono e devono aiutare a colmare il divario nella distribuzione della ricchezza nel mondo.

Pronunciando il suo discorso proprio nella culla della democrazia, Kent ha offerto una forte difesa delle capacità e delle responsabilità del settore privato a fare del bene in un mondo sempre più diviso in due dalla diversa distribuzione della ricchezza.

Io so che noi che ci occupiamo di business a livello mondiale possiamo fare di più, in particolare per quanti vivono in condizioni difficili: i poveri, i malati, i disoccupati e i sotto-occupati, gli sfruttati e i disperati”, ha detto Kent a un gruppo di imprenditori di spicco e di importanti esponenti della società civile, radunatisi per celebrare l’ottantesimo anniversario dell’Ethymiadis Agrotechnology Group. “Le grandi aziende possono dare una mano a portare la luce nell’oscurità”.

Con l’Acropoli sullo sfondo, Kent ha detto che le grandi imprese possono veramente aiutare a risollevare le sorti degli oppressi e dei disperati su quattro fronti:

·         tramite la creazione di crescita e valore

·         tramite un preciso impegno nei confronti della stabilità

·         in partenariato con i governi e la società civile

·         condividendo i loro valori e portando avanti l’impegno preso nei confronti dei lavoratori.

 

Il presidente e amministratore delegato di The Coca-Cola Company Muhtar Kent

 

Motori di valore

“Prima di qualsiasi altra cosa, possiamo contribuire ad alleviare le situazioni di grave difficoltà economica diventando motori di crescita e di creazione di valore” ha detto Kent. “Le imprese creano valore per gli azionisti, per i dipendenti e per i partner in affari. È così da sempre. Adesso, tuttavia, dobbiamo espandere il ventaglio delle persone per le quali creiamo valore”.

Questa visione allargata dovrebbe includere i mercati e le comunità servite dalle aziende, i governi e le ONG partner, oltre che l’opinione pubblica nel suo insieme.

Io so che noi che ci occupiamo di affari a livello mondiale possiamo fare di più, in particolare per quanti vivono in condizioni difficili: i poveri, i malati, i disoccupati e i sotto-occupati, gli sfruttati e i disperati. Le grandi aziende possono dare una mano a portare la luce nell’oscurità. Non si tratta di un’idea nuova” ha ammesso Kent, “ma le multinazionali di oggi devono perseguire questi obbiettivi con più passione, se vogliamo continuare a crescere in un mondo sempre più interconnesso”.

Un elemento fondamentale in questo processo è quello di diventare un’azienda locale nella misura più ampia possibile. Il modello imprenditoriale di The Coca-Cola Company, che si affida a imbottigliatori partner locali e a personale locale, supporta l’azienda nel creare maggiore valore nelle zone nelle quali opera, ha detto Kent.

The Coca-Cola Company opera in Grecia dal 1969 e il sistema oggi dà lavoro a oltre 1800 persone sostenendo indirettamente altri 20mila posti di lavoro. In Grecia l’azienda lavora con quattromila fornitori greci e ha 13mila punti vendita per la clientela. Il 96 per cento delle bevande vendute in Grecia sono prodotte in loco.

Creare valore per la comunità

Kent ha detto che le grandi aziende possono rivelarsi determinanti nel fare davvero la differenza scegliendo di creare maggiore valore per la comunità rispetto al passato. The Coca-Cola Company, per esempio, è coinvolta nei progetti delle “tre W” relativi alle donne, all’acqua e al benessere (rispettivamente Women, Water e Wellbeing).

L’azienda si sta impegnando molto per supportare entro il 2020 cinque milioni di imprenditrici in tutto il mondo con l’iniziativa 5by20, moltiplicando gradualmente gli sforzi più validi e influendo nella vita delle imprenditrici con formazione business, servizio di mentoring e migliore accesso al capitale.

In nazioni profondamente segnate dalla scarsa disponibilità di acqua come la Grecia, The Coca-Cola Company è impegnata a fare la sua parte, ha detto Kent. A tal fine nel 2007 l’azienda ha sottoscritto l’impegno ufficiale a diventare “water neutral” entro il 2020, ossia a restituire alla natura e alle comunità ogni litro di acqua utilizzato per le sue bevande e nella catena di produzione. Poche settimane fa, l’azienda ha annunciato di aver raggiunto il proprio obiettivo nel 2015, con cinque anni di anticipo sul previsto.

In Grecia l’iniziativa Mission Water si concentra in isole con gravi problemi idrici: vengono utilizzati sistemi di raccolta dell’acqua in 29 isole greche per restituire all’uso della collettività oltre 200 milioni di litri d’acqua l’anno e per migliorare la vita di 49mila abitanti.

Possiamo alleviare le emergenze economiche come motori di crescita e creazione di valore. Le aziende creano valore per i nostri azionisti, i nostri dipendenti e i nostri partner commerciali. Così è sempre stato. Adesso, tuttavia, dobbiamo espandere il numero delle persone interessate per le quali creiamo valore”.

Kent ha proseguito dicendo che nell’ambito del terzo punto sul quale si incentra l’attenzione di The Coca-Cola Company, il settore benessere, l’azienda riconosce che l’obesità e le malattie che a questa si accompagnano sono di primaria importanza per l’azienda.

Sappiamo di dover far parte della soluzione. Lavoriamo per soddisfare le esigenze dei consumatori del futuro con confezioni di bevande più piccole, ma anche con maggiore disponibilità e un’offerta allargata di bibite a ridotto contenuto calorico o a zero calorie, con più innovazione per ciò che concerne i dolcificanti naturali, con nuove bevande dal sapore eccezionale e un minore apporto calorico”.

Il Triangolo d’Oro e la Regola Aurea

Kent da tempo propone quella che egli definisce “il Triangolo d’Oro”, una partnership tra imprese, governi, organizzazioni della società civile come le Ong e le università. Tale forma di partenariato può contribuire efficacemente a superare l’ostacolo nel quale si imbatte ognuna di queste organizzazioni quando idee, esperienza e risorse sono limitate. Fare squadra insieme significa che “Le opportunità diventano illimitate” dice Kent. “Ogni settore contribuisce al lavoro di tutti con qualcosa di specifico ed efficace”.

 “Quando facciamo affari nel modo giusto ci guadagnano tutti. Noi abbiamo il potere di emancipare lo spirito umano con modalità che arricchiscono tutti gli esseri umani. E io credo che abbiamo il dovere di farlo”.

Infine, ha detto Kent, con il loro modello di business le multinazionali possono essere davvero determinanti per le persone che appartengono al ceto medio e a fasce sociali più basse. Le aziende globali possono migliorare gli stili di vita trattando la gente con dignità e rispetto, patrocinando i diritti umani e i diritti dei lavoratori, e facendo sì che nessuno sia sfruttato nella loro catena di valore.

In sintesi, ha detto Kent, ciò significa rispettare la Regola Aurea: trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati.

 “Quando facciamo business nel modo giusto ci guadagnano tutti. Noi abbiamo il potere di emancipare lo spirito umano con modalità che arricchiscono tutti gli esseri umani. E io credo che abbiamo il dovere di farlo. Oggi più che mai”.