Una strada sterrata. Sul bordo della carreggiata, qualcuno ha parcheggiato un pulmino che si fa notare già da molto lontano per un’enorme bottiglia di Coca-Cola installata sopra il tettuccio. A terra, una cassa di legno, semplice e senza fronzoli, contiene 24 bottiglie già stappate e pronte per essere consumate.

È il 12 luglio del 1954, è il 37° giro d’Italia e la foto in bianco e nero coglie i ciclisti in gara nel momento esatto in cui arrivano al punto di rinfresco, un attimo prima di poggiare i piedi a terra e raccogliere una bottiglia di Coca-Cola.

È un’immagine ricca di significato, che sa raccontare più storie contemporaneamente: quella di uno sport, il ciclismo, con i suoi eroi che macinavano chilometri e chilometri lungo le vie accidentate di un’Italia diversa, tutta da ricostruire, con famiglie che sudavano e faticavano come quegli atleti lungo salite impervie, per aiutare il Paese a rialzarsi e ritrovare se stesso nel primo dopoguerra. E poi, ancora, la storia di un legame ormai lungo 90 anni: quello tra Coca-Cola e gli italiani.

Sbarcata nella penisola negli anni dieci del Novecento come bevanda d’importazione e registrata come marchio nel 1919, la Coca-Cola diventa un prodotto “locale” con l’apertura del primo stabilimento nel 1927, la Società Romana Acque Gassose.

Il resto è storia: da novant’anni la bevanda con le bollicine viene imbottigliata qui da noi portando lavoro e benessere alla comunità locale. E legandosi sempre più profondamente all'immaginario degli italiani che non si sono limitati a berla, ma sono andati oltre, legandola a momenti di convivialità carichi di sentimenti ed emozioni, come per esempio le cene di compleanno o il Natale. Quei momenti che vedono di fatto la famiglia protagonista.

Dopo novanta anni trascorsi insieme, per Coca-Cola e gli italiani è tempo di fare un bilancio e di celebrare. Il tema è come: da un lato, si può sicuramente ricorrere all’esattezza dei numeri contenuti in un recente studio targato SDA Bocconi, che descrivono efficacemente una realtà economica solida, radicata, capace di creare valore sul territorio, allo stesso tempo multinazionale e marcatamente italiana.

Oppure - e meglio - si può puntare sulle persone che lavorano in azienda, sulle loro storie, sulla loro esperienza umana. E facendo questo, arrivare a identificare, tra le tante, due “storie d’amore” in cui l’idea stessa di Coca-Cola e famiglia finiscono con il sovrapporsi, confondersi, identificarsi a vicenda.

È così che si scopre la storia d’amore tra Elisa e Nicola, due dipendenti che 15 anni fa si incontrano lungo le linee di imbottigliamento dello stabilimento veronese di Coca-Cola HBC Italia - il principale imbottigliatore della The Coca-Cola Company in Italia - si inseguono, si innamorano e creano la loro famiglia.

E poi ancora quella tra una donna e l’azienda in cui mette piede per la prima volta negli anni ‘60, ancora giovanissima, della quale si innamora da subito, e alla quale dedicherà gran parte della sua vita. Negli anni, Maria Cristina Elmi Busi è stata prima amministratore delegato e poi presidente di Sibeg, la società che produce e distribuisce i prodotti di The Coca-Cola Company in Sicilia.

Noi siamo una famiglia, ci dice mentre siede alla sua scrivania e ci racconta la sua di storia. Non prova nemmeno a nascondere l'orgoglio per la storia della sua azienda e per il legame con The Coca-Cola Company che - spiega - le ha dato la fiducia e l’opportunità per fare impresa ai massimi livelli in Sicilia già decenni fa. Poi ci offre quella che potrebbe essere la sintesi definitiva della sua esperienza umana e imprenditoriale: “Quello tra Coca-Cola e le persone è un rapporto magico”, dice, e basta guardarla negli occhi per capire che sta parlando anche e soprattutto di sé.

 

Luca Sartoni
ph. Luca Sartoni
 Alessio Jacona, giornalista, si occupa di tecnologia, innovazione e nuovi media. Come freelance collabora con Wired, La Repubblica, l’Espresso, Nòva24 (Il Sole 24 Ore). Tra novembre 2012 e febbraio 2013 è stato inviato sul tema Invenzioni e nuove tecnologie per la trasmissione E Se Domani, in onda su RaiTre. Nel 2015 ha condotto Lifeapp, trasmissione televisiva dedicata al mondo dei device mobili e delle applicazioni in onda su La3.