The Coca-Cola Company ha recentemente reso noti i risultati del quarto trimestre 2016 e dell’intero anno . Abbiamo parlato di questi e del futuro dell’aziendacon James Quincey, presidente e chief operating officer.

Il 2016 è stato il suo primo anno intero da COO di The Coca-Cola Company. Cosa pensa dei risultati conseguiti dall’azienda?

Il 2016 è stato un anno di grandi cambiamenti per la nostra azienda, il nostro sistema e la nostra industria, dato che le preferenze dei consumatori si evolvono, la tecnologia e l’e-commerce trasformano il panorama delle vendite al dettaglio che ci circonda e la situazione economica globale, soprattutto nei mercati emergenti, resta una sfida che dobbiamo continuare ad affrontare. 

Malgrado tutto ciò, abbiamo dato priorità al re-franchising degli impianti di imbottigliamento di nostra proprietà, abbiamo continuato a concentrarci per aumentare le entrate piuttosto che i volumi, abbiamo introdotto un nuovo approccio marketing per Coca-Cola per accelerare la crescita delle varianti a basso o nullo contenuto calorico, e abbiamo continuato ad allargare il nostro portafoglio di marchi per adeguarci ai desideri in continua evoluzione dei consumatori di tutto il mondo. A tutti coloro che lavorano nell’azienda va reso il merito di aver ottenuto così tanti progressi in tutti questi ambiti. L’anno si è chiuso con una crescita continua e costante degli utili, in linea con le aspettative.

Premesso ciò, dobbiamo fare di più. Per il 2017 dovremo concentrarci attentamente per consolidare ed espandere il nostro portafoglio di bevande su misura per i consumatori, comprese quelle con meno zucchero e a basso contenuto calorico. Dovremo evolvere ulteriormente il nostro approccio mirando all’aumento degli utili con l’ampliamento della nostra offerta di bevande. Dovremo guidare la produttività in azienda in un percorso di semplificazione orientando la nostra crescita in un mondo con modelli di consumo in rapida evoluzione”.

Come spiega il calo significativo dei ricavi e dei profitti riportati nel 2016?  

In sintesi si spiega col fatto che abbiamo molti settori in movimento nella nostra azienda: per esempio è in corso il re-franchise delle società imbottigliatrici di proprietà dell’azienda in Nord America e in altre parti del mondo. Con queste operazioni tuttora in corso, parte dei ricavi e dei profitti riportati sono in un certo senso impattati dalle vendite, e quindi gli utili sembrano inferiori. Ma lo sembrano soltanto. Fino a quando non avremo portato a termine l’intero processo di re-franchising continueremo a vederne l’impatto sui nostri ricavi.

Ci aspettiamo lo stesso nel 2017, visto che porteremo a termine la parte più consistente del programma. Tutto ciò, però, è in sintonia con la nostra strategia che mira a tornare al nostro obiettivo principale, cioè quello di creare grandi brand ed essere a capo di un solido sistema di franchise globale.

Il ritmo col quale si attuerà il cambiamento sarà in funzione della nostra capacità di innovare, vendere e lavorare così da soddisfare le esigenze dei consumatori con bevande dall’ottimo sapore e con una gamma in evoluzione soprattutto nel contenuto di zucchero. Se ci riusciremo, avremo successo a prescindere da quale sarà il mix delle bevande che venderemo”.

La crescita organica dei ricavi è stata robusta nel trimestre, ma i volumi restano sotto pressione. Quanto è importante secondo lei aumentare il ritmo dei volumi per mantenere il successo in futuro?

Il volume è soltanto una delle componenti dell’equazione che spinge i ricavi. La nostra attenzione è mirata a garantire un approccio equilibrato tra volumi e prezzo e offerta di prodotti. Nel quarto trimestre del 2016 abbiamo ottenuto la maggior parte della nostra crescita globale in gran parte dal forte rapporto tra prezzi e offerta di prodotti che dai volumi. Col passare del tempo dovremo occuparci di entrambi i fattori in maniera più equilibrata, ma ogni trimestre presenta sfide uniche che dobbiamo affrontare e superare.

Comunque, nel quarto trimestre abbiamo assistito a una buona crescita dei volumi, sia delle bevande gassate sia di altre categorie, nei mercati maturi come gli Stati Uniti. Ma le recessioni economiche che perdurano in altri mercati come Brasile, Venezuela e Argentina hanno impattato sulla nostra capacità di aumentare i volumi a livello globale. Pur potendo intensificare l’attività promozionale per spingere la crescita dei volumi in quei mercati, abbiamo creduto che non fosse quello il modo migliore di investire le nostre risorse. Per quanto concerne il futuro, i nostri team locali stanno lavorando e perfezionando l’aspetto prezzo/confezione in mercati come il Brasile, per essere certi che la nostra offerta risponda alle esigenze dei consumatori alle prese con una situazione economica complessa. 

In termini di utili netti, nel trimestre abbiamo ottenuto una robusta crescita dei ricavi organici e al contempo abbiamo un aumento globale di valore per azione nel settore delle bevande non alcoliche pronte per il consumo”.

Lei ha citato l’esigenza di creare più bevande con un contenuto inferiore di zucchero e calorie. Fino a dove si spinge il piano volto a modificare la gamma dei prodotti che produciamo e vendiamo?

Di anno in anno stiamo adattando il nostro portafoglio per soddisfare le esigenze dei consumatori ed essere competitivi sul mercato. Nell’ultimo decennio questo è avvenuto apportando un grande cambiamento al nostro portafoglio, compresa l’aggiunta di nove nuovi brand del valore di miliardi di dollari con più o meno mille nuovi prodotti.

A questo punto dobbiamo riflettere su tutte le categorie di bevande a nostra disposizione per implementare la crescita in maniera organica. Quando pensa alle bevande, il consumatore non lo fa in termini di “gassato” o “non gassato”: vede un’ampia gamma di bevande che soddisfano una molteplicità di esigenze, da quelle energetiche all’idratazione, dall’apporto nutrizionale al semplice piacere. In futuro vediamo la possibilità di crescere in modo significativo in tutta questa gamma di categorie.

Il ritmo col quale procederà il cambiamento sarà in funzione della nostra capacità di innovare, vendere e lavorare così da soddisfare le esigenze dei consumatori con bevande dall’ottimo sapore e una gamma in costante evoluzione nel contenuto di zuccheri. Se ci riusciremo, avremo successo a prescindere dall’offerta.

Nella storia della nostra azienda, i nostri successi più rilevanti sono arrivati da prodotti che soddisfacevano in modo connaturato le esigenze dei consumatori”.

Che ci dice del America del Nord? Pare che venti contrari sempre più forti stiano esercitando crescenti pressioni sui nostri affari nel nostro mercato più grandi. Questo può avere un impatto sui nostri risultati?

L’andamento delle nostre attività in America del Nord è solido. Durante il 2016 l’America del Nord ancora una volta ha surclassato la crescita del valore al dettaglio sia del settore delle bevande non alcoliche pronte per il consumo in Nord America, sia di quello complessivo delle aziende che vendono prodotti al consumo confezionati negli Usa. Questo sfrutta la crescita alla quale abbiamo assistito negli ultimi due anni. Abbiamo infatti visto il forte aumento degli utili netti del 4 per cento per il 2016, che è andato a sommarsi all’aumento del 6 per cento dell’anno precedente. In America del Nord abbiamo un grande team di persone al lavoro sotto la leadership di Sandy Douglas, che ha portato una trasformazione nel nostro mercato maggiore per assicurare questo tipo di utili e di crescita dei profitti aumentando l’offerta di prodotti e modificando il package per rispondere alle esigenze della gente”.

Tenuto conto del successo conseguito nel rimettere in sesto l’America del Nord negli ultimi anni, di che cosa crede che ci sarà bisogno per ripristinare la crescita nei mercati emergenti?

La traiettoria della crescita nei mercati emergenti è molto diversa da quella che vediamo in atto nei mercati sviluppati. Ciò dipende in primo luogo dal fatto che i mercati emergenti e in via di sviluppo sono colpiti in maniera maggiore da pressioni significative sui redditi a disposizione dei consumatori ai quali piacciono i nostri prodotti. Mentre un tempo la nostra azienda prosperava assieme alla crescita dei mercati emergenti e al ceto medio globale, adesso molti di questi mercati assistono a crescite attenuate o addirittura negative del loro prodotto interno lordo.

La buona notizia è che la nostra azienda ha un’esperienza pluriennale e ha molte strategie alle quali ricorrere per garantire che i nostri prodotti restino alla portata di tutti anche quando i mercati sono colpiti da recessioni prolungate. Tra queste strategie vi è quella che prevede la costante introduzione sul mercato di confezioni più piccole e più convenienti, che oltretutto si addicono perfettamente alla nostra strategia a livello più alto di supportare i clienti a gestire sapientemente il loro consumo di zuccheri. Questo ci rende fiduciosi nel fatto che la crescita ritornerà”.

Da poco lei è stato nominato amministratore delegato di The Coca-Cola Company. Quando avrà preso in mano il timone dell’azienda, quali saranno i primi cambiamenti che vuole che si profilino all’orizzonte?

Ci muoveremo rapidamente per continuare a immettere sul mercato bevande e confezioni che rispondano alle esigenze dei consumatori. Nel corso della nostra storia, i più grandi successi sono sempre arrivati da prodotti nati per rispondere alle esigenze dei consumatori. In Giappone, per esempio, il nostro brand di tè verde più popolare, Ayataka, risponde alle esigenze di chi vuole il vero tè verde, genuino come quello fatto in casa, ma disponibile ovunque e da portarsi dietro. Negli Stati Uniti, invece, le mini lattine di Coca-Cola rispondono al desiderio dei consumatori di praticità e di minor apporto di zucchero e calorie. Grazie al loro rapporto diretto con le esigenze dei consumatori, entrambi questi prodotti stanno facendo registrare un aumento costante e significativo e tassi elevati di crescita a cifra unica. La verità è semplice: le nostre decisioni non possono essere prese sulla base di ciò che noi vogliamo vendere ai consumatori, ma su quello che loro vogliono acquistare da noi”.

Nota

La presente intervista include alcune “misure finanziarie non-GAAP” (Generally Accepted Accounting Principles), così come sono intese dalle normative federali degli Stati Uniti che regolamentano i titoli. Per una panoramica completa dei risultati finanziari e una concordanza delle misure finanziarie non-GAAP si prega di fare riferimento ai rapporti sugli utili del quarto trimestre e dell’intero anno 2016 resi noti il 9 febbraio 2017 e disponibili sul sito web dell’Azienda www.coca-colacompany.com (nella sezione “Investitori”).

Questa intervista può contenere dichiarazioni, stime o proiezioni che costituiscono “dichiarazioni a carattere previsionale” secondo la definizione contenuta nelle normative federali statunitensi che regolamentano i titoli. In linea generale, i termini “crede”, “prevede”, “intende”, “stima”, “anticipa”, “proietta”, o i verbi coniugati al futuro ed espressioni simili si riferiscono a dichiarazioni a carattere previsionale, che per loro stessa natura non si basano su informazioni che hanno fondamento storico. Le dichiarazioni a carattere previsionale sono soggette a taluni rischi e incertezze che potrebbero determinare risultati effettivi materialmente diversi rispetto all’esperienza storica di The Coca-Cola Company e alle nostre attuali aspettative o proiezioni. Questi rischi includono, ma non si limitano a, obesità o altri problemi di salute; scarsità delle risorse  idriche e  scarsa qualità dell’acqua; evoluzione delle preferenze dei consumatori; maggiore concorrenza e maggiori capacità di altri operatori sul mercato; preoccupazioni legate alla sicurezza e alla qualità del prodotto; la percezione negativa delle conseguenze di alcuni ingredienti per la salute, per esempio i dolcificanti non-nutritivi e le sostanze messe a punto con processi biotecnologici, e altre sostanze presenti nei nostri prodotti o nei materiali delle confezioni; un’incapacità ad avere successo nelle nostre attività di innovazione; una domanda in aumento di prodotti alimentari e una minore produttività del settore agricolo; i cambiamenti nel panorama delle vendite al dettaglio o la perdita di clienti importanti per la vendita al dettaglio o i servizi del settore “ristorazione”; un’incapacità a  espandere le operazioni nei mercati emergenti e in via di sviluppo; le fluttuazioni nei tassi di cambio delle valute estere; aumenti dei tassi di interesse; un’incapacità a mantenere buoni rapporti con le società imbottigliatrici in franchise; un deterioramento della situazione finanziaria delle società imbottigliatrici in franchise; aumenti delle aliquote fiscali sul reddito, cambiamenti nelle normative tributarie o risoluzione sfavorevole di questioni fiscali; aumento o introduzione di nuove  imposte indirette negli Stati Uniti o in uno o più mercati importanti; aumento dei costi, interruzione delle forniture o carenze di energia elettrica o di combustibili; aumenti dei costi, interruzione delle forniture o carenze nelle forniture di ingredienti, altre materie prime o materiali usati per il packaging; modifiche di normative e regolamentazioni riguardanti i contenitori delle bevande o il loro confezionamento; significativi cambiamenti dei requisiti di etichettatura aggiuntiva, o di avvisi  o restrizioni imposte alla commercializzazione o vendita dei nostri prodotti; un’incapacità a proteggere i nostri sistemi informatici da interruzioni di servizio, appropriazione indebita di informazioni o violazioni della sicurezza; condizioni economiche sfavorevoli negli Stati Uniti; sfavorevoli condizioni economiche e politiche nei mercati internazionali; controversie o procedimenti legali; inadempienza nell’adeguata protezione di, o vertenze giudiziarie relative a marchi, formule e altri diritti di proprietà intellettuale; condizioni climatiche avverse; cambiamento del clima; danni all’immagine del nostro brand e alla reputazione della nostra azienda derivanti da pubblicità negativa, anche se  ingiustificata, in relazione alla sicurezza o qualità del prodotto, diritti umani e sul posto di lavoro, obesità e altre problematiche; cambiamenti o inottemperanza delle normative e delle regolamentazioni applicabili ai nostri prodotti o alle nostre attività aziendali; cambiamenti negli standard delle norme relative alla responsabilità; un’incapacità  a raggiungere i nostri obiettivi complessivi di crescita  a lungo termine;  peggioramento delle condizioni del mercato creditizio globale; insolvenza o fallimento di una o più delle istituzioni finanziarie della nostra controparte che vengono così meno ai loro obblighi nei nostri confronti; un’incapacità a concretizzare tempestivamente gli interventi precedentemente annunciati per ridare slancio alla crescita, o a concretizzare i benefici economici che ci aspettiamo da simili interventi; la mancata comprensione di una parte significativa dei benefici anticipati del nostro rapporto strategico con Monster Beverage Corporation; un’incapacità  a rinnovare in termini soddisfacenti gli accordi contrattuali collettivi di lavoro, o nel caso in cui noi o le società imbottigliatrici in franchise dovessimo sperimentare scioperi, sospensioni del lavoro o agitazioni sindacali; future spese di deterioramento; un piano tra più datori di lavoro multi-employer plan per interruzione delle responsabilità in futuro; un’incapacità a integrare e gestire con successo le nostre attività di imbottigliamento di proprietà dell’Azienda o controllate dalla stessa; un’incapacità a gestire con successo le eventuali conseguenze negative delle nostre iniziative legate alla produzione; un’incapacità ad attirare o conservare una forza lavoro con eccellenti qualifiche; eventi catastrofici a livello globale o regionale; e altri rischi ancora descritti nelle relazioni della nostra Società depositate presso la Securities and Exchange Commission (SEC), tra cui la nostra Relazione annuale sul Modulo 10-K per l’anno conclusosi il 31 dicembre 2015 e le nostre Relazioni trimestrali successivamente depositate sul Modulo 10-Q, disponibili presso la SEC. Non si deve fare affidamento in modo indebito sulle dichiarazioni a carattere previsionale, in quanto esse si riferiscono soltanto alla data alla quale sono fatte. The Coca-Cola Company non si assume alcun obbligo in merito all’aggiornamento pubblico o alla revisione delle dichiarazioni a carattere previsionale.