Ernest Woodruff
Nel 1919, un sodalizio tra investitori capeggiato da Ernest Woodruff e W. C. Bradley rilevò The Coca-Cola Company per 25 milioni di dollari e 500.000 azioni ordinarie furono cedute al pubblico per 40 dollari ciascuna.

Quattro anni dopo, Robert Winship Woodruff, figlio di Ernest, fu eletto Presidente dell’azienda, dando il via a più di sei decenni di leadership nella società.

Il nuovo Presidente puntò moltissimo sulla qualità del prodotto. Lanciò una campagna dal titolo "Quality Drink", che impiegò operatori esperti nella formazione del personale dei punti vendita per proporre e servire correttamente la Coca-Cola. Inoltre, con l’aiuto dei principali imbottigliatori, il management di Woodruff fissò gli standard di qualità per ogni fase del processo di imbottigliamento; Woodruff comprese lo smisurato potenziale commerciale della bevanda in bottiglia e incrementò gli investimenti in pubblicità e marketing. Alla fine del 1928, le vendite di Coca-Cola in bottiglia superarono per la prima volta quelle al bicchiere.

Negli anni, la guida di Robert Woodruff portò Coca-Cola a livelli ineguagliati di successo commerciale. Alcuni concept di merchandising in uso ancora oggi furono introdotti proprio da Woodruff. Nei primi anni ’20, ad esempio, l’azienda precorse i tempi con l’adozione dell’innovativo cartone da sei bottiglie, che rendeva più agevole il trasporto a casa di Coca-Cola. La semplice confezione di cartone, descritta come “la confezione facile da portare a casa”, divenne uno dei più potenti strumenti di merchandising del settore.

Nel 1929, al cartone seguì un altro oggetto rivoluzionario: il frigorifero a pozzetto in metallo che consentiva di servire Coca-Cola ghiacciata nei negozi. L’invenzione fu in seguito migliorata con un sistema di refrigerazione meccanica e il dispositivo automatico di apertura a moneta. In fabbriche, uffici e molti altri luoghi, gli spazi pubblici divennero punti vendita di bevande dissetanti.

Proprio come la bottiglia con il marchio in rilievo, nel 1929 fu introdotto un riconoscibilissimo bicchiere per il servizio al banco. Ancora in uso in molti distributori alla spina, questi bicchieri sono la prova tangibile della popolarità senza tempo di Coca-Cola.

La Fiera Mondiale di Chicagodel 1933 segnò l’introduzione di erogatori automatici alla spina, all’interno dei quali sciroppo e acqua gassata venivano miscelati al momento. Fino ad allora, gli addetti a chioschi e banconi avevano dosato Coca-Cola manualmente; così, i visitatori della fiera rimasero strabiliati nel vedere il cameriere servire la bevanda azionando una semplice leva. Di lì al 1937, l’erogatore automatico divenne un elemento importante di tutti i banconi. Oggi, le moderne tecnologie continuano a evolvere per erogare sempre più velocemente e sempre meglio i prodotti di The Coca-Cola Company.

Rinfrescare senza frontiere

Forse il principale contributo di Woodruff fu la sua visione di Coca-Cola come prodotto internazionale. Lavorando con i suoi collaboratori, tutti di grande talento, creò il potenziale che finì per portare Coca-Cola in ogni angolo del pianeta.

Nei primi due decenni del ventesimo secolo, l’espansione internazionale di Coca-Cola era avvenuta in modo casuale. Era iniziata nel 1900, quando Charles Howard Candler, primogenito di Asa Candler, portò con sé in vacanza in Inghilterra un bricco di sciroppo. Ne seguì un modesto ordine di cinque galloni, inviato per posta ad Atlanta.

Quello stesso anno, Coca-Cola raggiunse Cuba e Portorico; non molto tempo dopo ebbe inizio la distribuzione all’estero. All’inizio del secolo, furono aperti impianti di imbottigliamentoa Cuba, a Panama, in Canada, a Portorico, nelle Filippine e a Guam. Nel 1920, una società di imbottigliamento iniziò a operare in Francia, si trattò del primo imbottigliatoreCoca-Cola in Europa.

Nel 1926, Woodruff ufficializzò l’impegno di espansione internazionale organizzata dell’azienda creando l’Ufficio Estero, che nel 1930 si trasformò in una società controllata che prese il nome di The Coca-Cola Export Corporation. A quel punto, il numero di Paesi in cui erano stati aperti stabilimenti di imbottigliamento era quasi quadruplicato e l’azienda aveva avviato una partnership con l’organizzazione dei Giochi Olimpici, che trascendeva anche i confini culturali.

Coca-Cola e il Comitato Olimpico inaugurarono la collaborazione nell’estate del 1928, quando una nave da carico attraccò ad Amsterdam trasportando la squadra olimpica americana e 1.000 casse di Coca-Cola. Quarantamila spettatori affollarono lo stadio per partecipare a due prime assolute: l’accensione della Fiamma Olimpica e la prima vendita di Coca-Cola a un’Olimpiade. Con giacche e cappellini a marchio Coca-Cola, i venditori dissetavano i tifosi, mentre fuori dallo stadio bancarelle, caffè, ristoranti e negozietti chiamati "winkels" servivano Coca-Cola in bottiglia e al bicchiere.

La visione di Woodruff sul potenziale internazionale di Coca-Cola viene ancor oggi seguita e affinata dall’azienda, dai suoi imbottigliatori e dalle filiali, che fanno di Coca-Cola un sistema mondiale senza eguali, tutto orientato a servire un semplice momento di piacere.


Leggi qui il resto della storia:
1a puntata: Nascita di un'idea che ha rinfrescato il mondo 

2a puntata: L'era Candler
4a puntata: Un simbolo di amicizia
5a puntata: Al passo coi tempi
6a puntata: Un'azienda nel mondo