Il segreto del successo di una pubblicità sta nel saper comunicare gioia e felicità”. Cristiano Minellono ha pochi dubbi sulle ragioni che portarono lo spot trasmesso da Coca-Cola in Italia nel dicembre del 1983 a diventare la colonna sonora per eccellenza degli auguri natalizi targati anni Ottanta. Certo, in quanto autore del testo, il musicista potrebbe essere considerato di parte. Ma il modo in cui Vorrei cantare insieme a voi è rimasto impresso nella memoria collettiva sembra dargli ragione. Basta intonare il ritornello di fronte a chiunque abbia vissuto quella decade per averne conferma.
È una musica accattivante che puoi mettere sotto l’albero di Natale come fosse Jingle Bells, accompagnata da immagini evocative che suggeriscono allegria e condivisione”, spiega Renata Metastasio, sociologa che insegna comunicazione pubblicitaria all’università Sapienza e autrice di uno studio sulle strategie di marketing di Coca-Cola. “È uno spot che evoca valori universali di facile identificazione”.
L’autore dei testi e il musicista che firmò gli arrangiamenti, Oscar Prudente, riconoscono di aver avuto solo un ruolo marginale nella traduzione del jingle, che riprende la versione originale intitolata I’d Like To Buy The World A Coke. Il brano era stato usato più di dieci anni prima in un famoso spot americano di Coca-Cola chiamato Hilltop, girato nel 1971 su una collina vicina a Roma. A causa del maltempo, lo spot finì con l’essere uno dei più cari della storia della pubblicità – furono spesi ben 250.000 dollari per realizzarlo, una cifra enorme se attualizzata rispetto ai prezzi di allora. Ma lo sforzo fu premiato: le immagini di ragazzi di tutto il mondo che cantano all’unisono furono un successo immediato e la canzone, interpretata dai New Seekers, divenne una hit richiesta da tutte le radio degli Stati Uniti. L’idea originale fu del direttore creativo dell’agenzia McCann-Erickson, Bill Backer che, insieme ai musicisti Roger Cook e Roger Greenaway, riuscì nel giro di una sola notte a scrivere i testi e comporre la canzone.
A più di dieci anni da quel successo, in Coca-Cola Italia decidono di tentare un esperimento. Natale è alle porte e vogliono creare uno spot di auguri per la famosa bevanda, che ha sempre puntato molto su questo genere di pubblicità, fin da quando ha creato le prime campagne con Babbo Natale negli anni Trenta. Decidono di riprendere le immagini di Hilltop in versione natalizia (con i ragazzi che cantano con una candela in mano, formando un albero di Natale) e di arrangiare testo e musiche per farne una versione italiana.
L’operazione però è azzardata: il cast è formato da ragazzi con abiti estivi anni Settanta che si ritrovano a celebrare il Natale negli anni Ottanta; e il video parte con una sequenza di primi piani, che mette in luce il labiale, rivelando il tentativo di doppiare in italiano un jingle inglese.
Non a caso, il committente aveva chiamato due professionisti già affermati. Oscar Prudente, che ha arrangiato e prodotto la musica, aveva esperienza nel mondo dei jingle ma soprattutto era conosciuto per aver firmato insieme a Ivano Fossati Pensiero Stupendo, immortalata dall’interpretazione di Patti Pravo. Mentre Cristiano Minellono era uno dei parolieri più conosciuti della canzone italiana grazie a titoli come L’italiano, cantata da Toto Cutugno, e Felicità, di Al Bano e Romina.
Pur contenendo elementi che generalmente funzionano, un successo così straordinario era tutt’altro che scontato”, conferma Metastasio.
Invece, grazie al loro messaggio di speranza e tranquillità, musica e parole catturano l’immaginario comune. E trasformano lo spot in uno dei jingle più famosi della storia della pubblicità italiana.
Come spesso succede nel mondo della pubblicità, gli autori lavorarono febbrilmente per consegnare in tempo il materiale finito.
Dovemmo fare tutto in fretta. Non riuscii ad andare neanche in sala di registrazione”, ricorda Minellono. “Ebbi giusto il tempo di studiare il testo originale e trovare le parole adatte in italiano”.
Mi chiamarono dagli studi CGD di Caterina Caselli e nel giro di poche ore dovetti produrre e arrangiare la musica”, gli fa eco Oscar Prudente. “Fu un lavoro contro il tempo ma alla fine fui soddisfatto”.
Abbiamo cercato di mantenere il senso dello spot originale”, continua Minellono. “Mi piaceva la versione inglese, con il suo messaggio idealistico e positivo, capace di coinvolgere la gente. La dimostrazione è che, sotto Natale, la pubblico sempre sul mio profilo Facebook e, a distanza di oltre 30 anni, le reazioni continuano a essere entusiaste”.