Nella vita lavorativa, esattamente come in quella accademica, gli esami non finiscono mai. Che si sia professionisti avviati o neolaureati in cerca del primo impiego, il colloquio è sempre un momento di confronto con il possibile futuro datore di lavoro, oltre che con se stessi. Ma come affrontarlo al meglio? Alcuni fattori irrimediabilmente sfuggono al controllo del singolo (si possono immaginare, per esempio, ma non prevedere le domande del selezionatore), ma ve ne sono altri sui quali è possibile agire per poter dare il meglio di sé.

Stefania Montesano, Talent Manager di Coca-Cola HBC Italia - il maggiore produttore e distributore delle bevande a marchio The Coca-Cola Company sul territorio italiano - ha stilato la top 10 delle cose da fare durante un colloquio, sulla base della sua carriera di più di dieci anni nell’ambito delle Risorse Umane.

1. Prepararsi         

Qualsiasi colloquio si affronti, qualunque sia il nostro passato professionale, è importante prepararsi e non affidarsi alla fortuna. Ripensare al proprio percorso, sia esso accademico o di lavoro, e fare una sintesi strutturata delle attività gestite e dei principali risultati raggiunti facilita fluidità e chiarezza nell’esposizione. Quando le informazioni sono facilmente accessibili in memoria, il candidato risulta più veloce e preparato!     

2. Informarsi        

Per conoscere davvero un’organizzazione sono necessari anni, ma è sintomo di interesse e proattività da parte del candidato l’aver ricercato informazioni riguardo l’azienda. Interrogarsi circa la strategia, la struttura e il business del possibile datore di lavoro, sfogliandone anche solo il sito internet, permette inoltre di avere un’idea più chiara di chi si avrà di fronte.            

3. Essere puntuali              
La giornata lavorativa di un recruiter è frenetica e sono tanti i candidati che vengono intervistati anche a poca distanza l’uno dall’altro. Farsi notare per un disastroso ritardo che finisce con l’avere un effetto domino sulla programmazione dell’intera giornata è quindi sicuramente sconsigliato. La regola d’oro? Presentarsi con 10 minuti di anticipo. Il candidato rimanderà all’altro un’immagine di sé professionale e affidabile.               

4. Vestirsi in modo appropriato

Scegliere un look in linea con l’identità (più o meno formale) dell’azienda presso cui si è attesi è l’ideale. Ma non sempre si ha una chiara idea di quale quest’identità sia. Nell’incertezza due i consigli da seguire: indossare un abito con cui ci si sente a proprio agio e non farne una questione di vita o di morte. Sentirsi più sicuri anche grazie a ciò che si porta consente di concentrarsi su quello che si sta dicendo, nella ferma convinzione che occorre colpire con le parole e non distrarre con il look.

5. Contatto visivo

stretta di mano

Mantenere lo sguardo del proprio interlocutore è sinonimo di sicurezza, determinazione e capacità di gestire la relazione. Fissare di continuo altrove potrebbe invece rivelare una difficoltà nell’interazione con l’altro e non permettere al recruiter di stabilire uno scambio empatico con il candidato, cruciale per potersi conoscere al meglio nel breve lasso di tempo di un colloquio.         

6. Attenzione ai turni della conversazione             

Rispettare i turni della conversazione evitando di sovrapporsi all’altro e/o interrompere è sicuramente un elemento apprezzato perché dimostra capacità di ascolto e comunicazione, requisiti base per lavorare all’interno di un team in qualunque organizzazione.     

7. Non strafare o mentire
Essere se stessi è sempre importante e lo è ancora di più tanto sul proprio curriculum quanto durante un colloquio di selezione. Un bravo recruiter nota incertezze e incongruenze: tradirsi mentre si dialoga con l’altro incide negativamente sull’andamento del colloquio di selezione e incrina il rapporto di fiducia che è alla base di qualsiasi contratto di lavoro.     

8. Non tergiversare           
Meglio rispondere in maniera precisa e diretta a ciò che viene chiesto, altrimenti si rischia di dare l’impressione di non essere padroni della materia, oltreché di ascoltare con scarsa attenzione o di essere poco coinvolti nella conversazione.                     

9. Non essere generico   
Lo scopo ultimo di un colloquio è farsi conoscere. Rispondere alle domande del nostro interlocutore con frasi fatte o generiche, senza andare a fondo, non permetterà all’altro di avere un’idea chiara su chi si trova di fronte. Ulteriore rischio è quello di trasmettere un senso di superficialità e vaghezza. 

10. Sorridere

Questo può sembrare un errore da poco, ma la prossemica, ovvero la disciplina che studia tutti gli elementi non verbali della comunicazione, ci informa che essere sorridenti durante un colloquio facilita la buona riuscita dello stesso. È quindi importante che il candidato contribuisca, con il suo atteggiamento, ad instaurare un clima disteso e si dimostri capace di reggere lo stress che immancabilmente una situazione di colloquio comporta.

Si tratta di consigli generali, ma che permettono sicuramente di migliorare la propria preparazione in vista di un colloquio.

Proprio con lo stesso scopo, Coca-ColaHBC Italia, che produce e distribuisce le bevande a marchio The Coca-Cola Company sul territorio italiano, ha dato vita a #YouthEmpowered, un progetto avviato per supportare i ragazzi tra i 16 e 30 anni nella conoscenza delle proprie attitudini e nell’acquisizione di competenze professionali.

#YouthEmpowered prevede una serie d'incontri di formazione in tutto il Paese, a cui partecipano i dipendenti di Coca-Cola, affiancati da persone di realtà con cui l’azienda collabora, che mettono a disposizione dei giovani le proprie competenze professionali, fornendo consigli e illustrando i percorsi di carriera all’interno delle aziende.

Un portale di e-learning permette di accedere a un modulo di formazione di Life Skill, con consigli e attività interattive per comprendere meglio i propri talenti, i punti di forza e di debolezza, imparando a svilupparli e a comunicarli efficacemente in diverse situazioni, come ad esempio durante un colloquio di lavoro. Il sito include anche un secondo modulo di Business Skill, utile per il passaggio dal mondo dell’istruzione a quello del lavoro o per sviluppare una propria idea imprenditoriale.

Scoprilo al link www.youthempowered.it