A giugno 2015 The Coca-Cola Company ha presentato, in anteprima mondiale a Expo 2015, la prima bottiglia di PET al mondo di origine completamente vegetale, frutto di un lungo lavoro di ricerca nel campo dell’innovazione sostenibile.

Dal 2009 – anno in cui lanciò l’attuale versione del suo packaging PlantBottle, formato al 30% da materiali di origine vegetale, Coca-Cola ha distribuito oltre 35 miliardi di bottiglie ai consumatori di quasi 40 paesi. Questa tecnologia rivoluzionaria ha inoltre catalizzato gli sforzi per riorientare il settore delle fibre di poliestere e delle resine plastiche verso un futuro rinnovabile. 

Continuiamo a far progredire quella che è stata accolta come un’innovazione destinata a trasformare profondamente il mondo dei materiali”, ha dichiarato Scott Vitters, direttore generale della piattaforma PlantBottle Packaging Innovation. “Siamo convinti che il potere di un’idea stia nell’uso che se ne fa e vogliamo raggiungere una dimensione globale, pienamente coscienti di non poterlo fare da soli”.

Negli ultimi cinque anni, l’adozione della tecnologia da parte dell’Azienda ha evitato l’immissione dell’equivalente di circa 360mila tonnellate in emissioni di diossido di carbonio. Il packaging PlantBottle ha incontrato anche il favore dei consumatori e della stampa, oltre a vincere premi per la sostenibilità e l’innovazione e a catturare l’attenzione collettiva dei fornitori, degli investitori e della comunità scientifico-accademica. In occasione di un’audizione in Campidoglio a Washington, nel 2014, gli imballaggi PlantBottle hanno ricevuto un riconoscimento dal Comitato per l’Agricoltura, l’Alimentazione e le Risorse forestali del Senato USA per aver contribuito al boom della produzione di materiali bio.

L’effetto tam-tam nasce anche dal fatto che la tecnologia PlantBottle non viene utilizzata soltanto per produrre bottiglie di plastica. Sin dall’inizio, Coca-Cola ha deciso di concedere in licenza il know-how ad aziende non competitor per estendere il campo di applicazione e creare una filiera mondiale per i materiali PlantBottle.

Nel 2011, Coca-Cola ha concesso in uso la tecnologia PlantBottle a H.J. Heinz perché fosse utilizzata per le bottigliette di ketchup. Nel 2013, la Ford Motor Company ha utilizzato il materiale rinnovabile dei packaging PlantBottle negli interni in tessuto della berlina ibrida Fusion Energi.

Una volta che abbiamo davvero capito il potenziale della tecnologia PlantBottle, ci siamo resi conto che c’erano applicazioni concrete a livello globale, ben oltre quelle contemplate per i nostri prodotti", ha ricordato Vitters. "Queste collaborazioni dimostrano che la tecnologia ha sbocchi in tutto il mondo del poliestere, sotto qualsiasi forma, dall’interno di un’auto alla moquette e agli indumenti, e tutto con un’impronta ecologica più tollerabile per il pianeta”.

Per velocizzare la commercializzazione di bottiglie in PET prodotte da materiale vegetale, The Coca-Cola Company ha inoltre investito in tre aziende leader del settore delle biotecnologie: Virent, Gevo e Avantium .

Il percorso del packaging PlantBottle è solo agli inizi. Coca-Cola sta pianificando la conversione di tutte le bottiglie di PET, che rappresentano circa il 60% degli imballaggi utilizzati dalla rete mondiale degli stabilimenti, al sistema PlantBottle entro il 2020.

Ecco tre cose che Coca-Cola ha imparato nel suo viaggio nella tecnologia PlantBottle:

1. Il packaging PlantBottle si è dimostrato un efficace strumento di marketing

I vantaggi economici e ambientali di lungo-termine di PlantBottle sono emersi chiaramente sin dall’inizio, ma i consumatori hanno dimostrato un favore verso questa tecnologia che va oltre gli aspetti razionali. Gli imballaggi PlantBottle hanno influito sulla percezione positiva e sulle vendite di molti prodotti Coca-Cola nel mondo.

Sicuramente non si tratta di piazzare un logo sull’etichetta e basta”, ha chiarito Vitters, “ma di presentare il packaging PlantBottle in maniera trasparente e adeguata, coerente con l’essenza di ciascun brand o prodotto”.

2. Quel che conta di più è ottimizzare i costi, non pareggiarli

La tecnologia PlantBottle ha il potenziale, nel lungo termine, per apportare vantaggi sotto il profilo dei costi a mano a mano che la fornitura dei materiali vegetali si andrà sviluppando. Scott Vitters e il suo team continuano a lavorare per mettere a punto nuove tecnologie, sempre meno costose e sempre più stabili rispetto alle risorse fossili come petrolio e gas naturale.

Vediamo le tecnologie passare dal livello della Ricerca e Sviluppo alla produzione su scala commerciale, diventando possibilità più concrete di giorno in giorno”, ha rivelato Vitters. “Stiamo investendo e lavorando a soluzioni che ci permetteranno di ottimizzare i costi e rendere più prevedibile l’andamento dei prezzi dei nostri materiali da imballaggio più importanti”.

3. Cresce il sostegno della comunità ambientalista e accademica

Lavorando fianco a fianco con le organizzazioni ambientali e i ricercatori, Coca-Cola ha rivolto le proprie attenzioni alle fonti vegetali attuali e future in grado di assicurare una maggior sostenibilità, senza entrare in competizione con l’agricoltura a fini alimentari.

È in corso un dibattito scientifico molto florido attorno ai possibili utilizzi delle biomasse, nel quale sempre più spesso si vede con favore il loro impiego in prodotti come gli imballaggi PlantBottle, che si prestano a più riutilizzi, a differenza delle bioenergie o dei biocarburanti”, ha affermato Vitters. La tecnologia PlantBottle sfrutta gli zuccheri naturali delle piante per produrre ingredienti identici a quelli, di origine fossile, solitamente impiegati nelle fibre di poliestere e nelle resine per la produzione di bottiglie. 

Coca-Cola è concentrata sull’uso che la tecnologia PlantBottle fa di biomateriali approvvigionati secondo modalità responsabili, che possono essere riutilizzati e riciclati più e più volte. Si sta inoltre lavorando allo sviluppo di nuove tecnologie per ricavare zuccheri da scarti vegetali, quali cortecce, steli e bucce.

Secondo Vitters, il progetto PlantBottle ha vissuto questi progressi grazie al lavoro di un team variegato e multidisciplinare -  che include R&S, Supply Chain, Marketing, Procurement e altre funzioni -  insieme alla volontà di Coca-Cola di condividere la tecnologia con altre realtà, per creare un effetto di scala.