Sono la prima matricola dello stabilimento e ne vado fiero”.

Quella di Oricola è la storia di un impianto cresciuto dal nulla che in trent’anni è diventato un gioiello d’avanguardia che imbottiglia bevande di successo a un ritmo eccezionale. Ma, come spesso avviene nelle migliori realtà industriali, è una storia fatta soprattutto di persone, che hanno saputo animare lo stabilimento abruzzese con tanto lavoro, impegno ed entusiasmo. Gente come Egidio D’Ortenzio, appunto, primo operaio a trovare impiego qui nel 1989, che si definisce “alpino, ottimista e innamorato della vita”.

Egidio ebbe un ruolo strumentale alla realizzazione dell’impianto di Oricola (AQ), ancor prima di essere assunto da Coca-Cola HBC Italia.

Un giorno stava innaffiando i campi su cui oggi sorge l’impianto, quando vide fermarsi una macchina nera da cui scese un signore distinto, vestito di grigio. Era l’amministratore delegato dell’azienda concessionaria dell’imbottigliamento per Coca-Cola che, vedendolo lavorare la terra, gli fece delle domande sul territorio e l’area circostante. Egidio capì al volo che poteva essere una buona occasione per la comunità di Oricola, mise in contatto l’uomo d’affari con il presidente dell’associazione che affittava la terra. Fu così che nacque l’accordo per creare l’impianto.

Quell’incontro ha portato fortuna a me, che sono stato assunto, ma anche al paese e all’azienda, che non ha mai smesso di crescere. Da questo punto di vista mi sento un po’ come la numero uno di zio Paperone”, scherza Egidio, paragonando il numero della sua matricola alla moneta-amuleto del famoso personaggio dei fumetti.


In questi anni ho visto il lavoro cambiare in meglio grazie a investimenti e tecnologia”, prosegue l’operaio 57enne, oggi divenuto capoturno con responsabilità di supervisione.

La presenza umana resta fondamentale per controllare le macchine e assicurarne la manutenzione, verificare la qualità dei flussi di produzione e delle materie prime in arrivo. Ma la qualità del lavoro è cambiata grazie agli ammodernamenti che ha subito l’impianto: “Si fatica meno con risultati migliori.”

L’atmosfera, secondo Egidio, è rilassata e fra i lavoratori c’è la stessa solidarietà “di una grande famiglia.

Ci diamo del tu con tutti, compreso il direttore, e lavoriamo come una squadra. C’è tanto orgoglio. È un’azienda che si prende cura dei suoi dipendenti.”

Fra poco più di anno Egidio raggiungerà l’età pensionabile. Ha già versato quasi 41 anni di contributi e merita l’opportunità di dedicarsi ad altro. “Questo posto mi mancherà. Lavorare qui mi ha dato tanti amici e mi ha permesso di far studiare i miei figli: oggi uno è ingegnere e l’altra è attrezzista in sala operatoria”.