Il 20 marzo è la Giornata Internazionale della Felicità: un appuntamento importante e globale, che l’ONU ha istituito riconoscendola come un obiettivo umano fondamentale.
La felicità è anche oggetto di molti studi scientifici. Nessuno ancora ha scoperto una formula universale per trovarla, ma alcuni ci aiutano a capire meglio i fattori e i comportamenti che la favoriscono, alcuni dei quali forse vi sorprenderanno.
 

1. E vero che la felicità è contagiosa.

I ricercatori dell’Università di Harvard e della University of California-San Diego hanno scoperto che la felicità si diffonde nei gruppi sociali come un virus: parte da una persona per poi trasmettersi a coloro che le vivono accanto, ai colleghi, agli amici e persino agli amici degli amici che non ha mai incontrato. Ciò significa che se il vostro vicino dovesse, ad esempio, ottenere una promozione, non solo voi avvertireste un’ondata di positività riversarsi su di voi, ma anche i vostri amici e gli amici dei vostri amici.  

2. Guadagnare di più rende molto felici (ma c’è un limite).

Più denaro non significa sempre più felicità. Anzi. Uno studio dell’Università di Princeton del 2010 ha rivelato che, se retribuzioni più elevate sono in effetti correlate con una sensazione di felicità più percepibile, questa proporzione diretta vale solo fino a una certa soglia, ossia, per essere precisi, fino ai 75.000 dollari all’anno. Una volta raggiunto questo livello di reddito, i livelli di felicità di stabilizzano e rimangono statici, non evidenziando un aumento della felicità a fronte di guadagni ulteriori.

3. Sotto sotto, siamo tutti mattinieri.

Almeno per qualche ora. Alcuni ricercatori della Cornell University hanno scoperto che, in base al tono e al mood dei post di Twitter, in tutto il mondo si tende a sentirsi felici al risveglio, indipendentemente dalla cultura o dalla geografia.

4. Fare rende più felici che comprare.  

Se dovete decidere tra andare in vacanza o acquistare un nuovo televisore per la famiglia, optate per la fuga. Uno schermo piatto può sembrarvi la scelta più ragionata, ora come ora, ma secondo uno studio pubblicato dalla San Francisco State University, nel tempo gli oggetti acquistati ci lasciano sempre più insoddisfatti, soprattutto quando escono versioni aggiornate, che generano forti ripensamenti sull’investimento. Al contrario, se la felicità prodotta da un acquisto esperienziale è alta all’inizio, essa non fa che crescere nel tempo, ogni volta che ci soffermiamo su un bel ricordo.

5. In Bhutan, la felicità viene misurata come prodotto nazionale.

Il benessere psicologico è tanto importante per la cultura bhutanese, che il governo misura la prosperità del paese in termini di Felicità Nazionale Lorda (GNH), anziché come Prodotto Interno Lordo, il parametro standard utilizzato da tutti gli altri paesi del mondo. Ideato per preservare la salute spirituale e sociale dei cittadini del Bhutan, il GNH ha influito su molti provvedimenti legislativi del paese, come quello che fissa un limite tassativo di 8 ore alla giornata lavorativa (tanto che coloro che lavorano di più vengono considerati “poveri di tempo”). 

6. Alcuni ritengono che i 33 anni siano letà doro.    

Sette adulti su dieci affermano di essere stati al massimo della felicità all’età di 33 anni, secondo uno studio del social network britannico Friends Reunited. Gli psicologi affermano che fra i trenta e i quaranta ci si sente più positivi rispetto alla vita, grazie all’ottimismo che si nutre per il futuro, alla realizzazione professionale e alla conquista di quel senso di sicurezza che manca ai ventenni.

7. Un brano allegro può strapparci dallumore nero.  

Quando ci si sente da schifo, una musica piena di energia riesce a farci sentire molto più felici, purché si stia cercando davvero di tirarsi su. In un recente studio dellUniversità del Missouri, i soggetti che ascoltavano musica gioiosa nel tentativo di migliorare lo stato d’animo riferivano di avvertire livelli di felicità più alti dopo l’ascolto, mentre coloro che ascoltavano lo stesso pezzo senza scopi particolari non segnalavano alcuna variazione umorale.

8. Il verde ci rende felici se non altro durante un allenamento.  

Basta vedere il colore verde per sentirci più felici e rilassati durante un allenamento. In uno studio dell’Università dell’Essex, i ciclisti indoor che guardavano videosimulazioni con un filtro verde si sentivano più calmi e riferivano di essere di migliore umore e più carichi di energia rispetto a coloro che vedevano le stesse immagini alterate da filtri di colori diversi.

9. Più arriverete lontano, più felice sarà la vostra vacanza.

Dopo aver analizzato oltre 37 milioni di tweet geolocalizzati, i ricercatori dell’Università del Vermont hanno determinato che più gli utenti si allontanavano da casa, più i post si facevano allegri. I tweet più positivi citavano destinazione quali “spiaggia”, “nuovo/a” e “ristorante”, termini che gli studiosi affermano collegare le nuove esperienze di vita con un grado aumentato di soddisfazione percepita. 

La felicità è da sempre l'ispirazione di Coca-Cola e oggi vi invitiamo a brindare con noi alla Giornata Internazionale della Felicità #bacialafelicità