“Uno smartphone di oggi è 180 milioni di volte più potente del computer usato dalla Missione Apollo per mandare l’uomo sulla Luna”.

Chi, come Andrea Benedetti, ha il compito di spiegare le ultime frontiere dell’innovazione, usa spesso questo dato per rendere l’idea della strabiliante accelerazione che il progresso tecnologico ha registrato negli ultimi anni.

“Oggi l’unico vero limite è la nostra fantasia”, aggiunge il Director of Technical Evangelism di Microsoft Italia, che per mestiere racconta lo sviluppo dell’innovazione per renderlo più accessibile e comprensibile. “Perché qualsiasi cosa ci venga in mente è praticamente fattibile”. Anche predire il futuro? “In un certo senso sì, non con certezza matematica, ma con calcoli probabilistici sempre più accurati. La capacità attuale di raccogliere ed elaborare dati ci permette di conoscere il passato per prevedere il futuro”.

Che, per quanto riguarda la tecnologia, si sta concentrando in tre settori principali, interconnessi fra loro: l’intelligenza artificiale, la computazione quantistica e la realtà digitale.

Nel primo campo il sacro Graal è creare una macchina in grado di superare al 100% il test di Turing, ovvero di pensare per dare risposte talmente precise da essere scambiata per un umano. Il traguardo non è ancora stato raggiunto. Oggi i computer più avanzati passano il test nel 60-70% dei casi, ma i primi frutti si possono già assaporare: ci sono macchine in grado d’imparare dall’elaborazione dei dati e di autoprogrammarsi, migliorando autonomamente le proprie prestazioni.

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 “Un esempio d’intelligenza artificiale alla portata dei consumatori è Skype Translator, programma capace di abbattere le barriere linguistiche traducendo in tempo reale conversazioni a distanza in 9 lingue diverse”, dice Benedetti. I calcolatori quantistici sono quelli che memorizzano le informazioni su atomi o molecole al posto che su chip, permettendo così di compiere calcoli incredibilmente complicati. Oltre a conoscere il passato, comprendere il presente e prevedere meglio il futuro, questo settore d’avanguardia ha il vantaggio di favorire la sostenibilità della tecnologia, perché rendere i calcolatori più efficienti significa anche risparmiare energia.

La realtà mista, invece, è l’ultima frontiera della realtà virtuale. La realtà aumentata consente di immergersi in un mondo completamente artificiale grazie a visori speciali ma ha un limite: può causare cinetosi, ovvero nausea, disorientamento e giramenti di testa, dovuti al fatto che il cervello è immerso in un mondo digitale in movimento mentre il corpo reale è fermo. Questo crea una sorta di cortocircuito nei ricettori del cervello, che reagisce mandando segnali d’allarme sotto forma di cinetosi. La realtà mista, invece, non astrae completamente l’utente dal mondo reale ma consente di visualizzare ologrammi che interagiscono con il mondo fisico, ovviando quindi al problema della cinetosi e consentendo utilizzi molto concreti.

“Microsoft HoloLens è il primo computer olografico al mondo che crea scenari di realtà mista, spiega Benedetti. Fra le applicazioni più interessanti, c’è quella sulla Stazione Spaziale Internazionale, utilizzata dagli astronauti per simulare in sicurezza le missioni che dovranno affrontare all’esterno del veicolo per riparare le apparecchiature. Oppure quella usata da alcuni chirurghi francesi, che sfruttano Microsoft HoloLens per avere informazioni in tempo reale sui parametri vitali dei pazienti o sulla loro storia clinica, senza distogliere lo sguardo dal campo operatorio.

Microsoft HoloLens è uno strumento pensato per professionisti, ma in futuro il suo utilizzo potrebbe essere esteso ai consumatori che ne hanno avuto un assaggio in questi giorni al LabyrinTea all’Arco della Pace di Milano.


 

Qui è stato allestito un labirinto arricchito da ologrammi digitali, dove perdersi seguendo delle volteggianti foglioline di tè o ammirando lo sbocciare dei fiori: un evento esperienziale per di vivere in prima persona le fusioni inaspettate FUZETEA, i nuovi tè freddi di Coca-Cola, in una modalità innovativa come il suo gusto che unisce perfettamente il tè e la frutta, con una nota di erbe o fiori.

“Il bello del progresso è che ci permette di fare meglio e di più”, conclude Benedetti. “Calcolatori quantistici, intelligenze artificiali e realtà digitali sono i fronti su cui si scommette il futuro. Se vincessimo, il premio sarebbe una capacità di conoscenza infinita”.