Mauro Carissimi ha il fiatone e le guance arrossate per lo sforzo. Ha appena concluso una manche di sci di fondo su un percorso lungo un chilometro a Rohrmoos, stazione sciistica nelle alpi austriache. “Sono caduto tre volte ma non fa niente, mi sono sempre rialzato”, dice con un gran sorriso negli occhi a chiunque lo avvicini.

A complimentarsi con lui per la performance, arriva anche il cuoco che cucina per delegazione italiana alle Special Olympics. E’ un uomo con i baffoni all’insù e un cappello di feltro verde tipico di queste montagne austriache. Dopo avergli raccontato dell’impegno per non mollare nonostante le cadute, Mauro gli chiede con aria sbarazzina: “Stasera mi prepari uno strudel? Anche se con tutte le cadute che ho fatto, forse mi meriterei più un mezzo panino…”, aggiunge ridendo. Lo sforzo sugli sci ha reso questo 40enne con gli occhi da ragazzo euforico e soddisfatto. Dubita che il tempo ottenuto gli regalerà una medaglia, ma non importa. “Quando tornerò a casa a Lecco festeggerò comunque questa esperienza austriaca andando a mangiare una bella pizza con i miei genitori, gli amici e la mia fidanzata”.

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Quali sono le tue passioni?

Lo sport e la musica. Conosco un sacco di canzoni dei Beatles a memoria. Quando ero piccolo le traducevo dall’inglese all’italiano. Anni fa ho cominciato a suonare il pianoforte e ora suono il sax contralto. E poi mi piace tantissimo ballare”.

E cosa balli?

Mi piace la zumba, è divertente e poi si suda un sacco. Così mi faccio la tartaruga agli addominali…”, scherza battendosi un pugno sulla pancia.

Che sport pratichi?

Il nuoto è sempre stato la mia passione, fin da bambino. Faccio un po’ di ginnastica di mantenimento. E poi nel 2000 ho cominciato con sci di fondo. Ma non avrei mai immaginato di arrivare agli Special Olympics e di viaggiare all’estero per gareggiare”.

Cosa ti ha insegnato lo sport?

Ad essere più disponibile con gli altri e a lavorare in squadra. Lo consiglierei sempre a chiunque. Lo sport è come la gramigna”.

In che senso come la gramigna?

Nel senso che continua sempre a svilupparsi e non muore mai”.