Il cibo non ha mai avuto confini. Fin dai tempi di Marco Polo, che ritorna dall’Asia carico di spezie e spaghetti, e di Caterina de’ Medici, che parte da Firenze per diventare regina di Francia portando con sé ingredienti e ricette toscane, la gastronomia è sempre servita per avvicinare i popoli e le culture.

Coca-Cola, che da sempre unisce le persone attorno a un tavolo, conosce bene questo potere del cibo e per questo ha invitato uno chef viaggiatore come Simone Rugiati a firmare un nuovo piatto che unisce due tradizioni gastronomiche millenarie: quella italiana e quella cinese.

Quando uno dei cuochi più famosi della televisione italiana ha viaggiato fra India, Nepal e Cina, sopravvivendo con due euro al giorno e dormendo a casa della gente, la cucina è stata un elemento fondamentale per conoscere i suoi ospiti e creare scambi veraci.

“Avevamo esperienze e culture molto diverse e spesso c’era una barriera linguistica ad aumentare l’imbarazzo. Lavorare insieme intorno ai fornelli, scambiare ricette e farsi incuriosire dai piatti tipici del luogo era il modo migliore per rompere il ghiaccio ed entrare in sintonia”, ricorda Rugiati.

Da buon toscano, il cuoco originario della Valdarno inferiore è cresciuto con una tradizione gastronomica forte e ben radicata. Un’educazione fatta di scuola alberghiera e tanta gavetta nella cucina di famiglia, grazie soprattutto a una nonna che avrebbe vinto a mani basse le tante competizioni televisive a cui Rugiati ha partecipato. Una formazione classica che si è aperta alle contaminazioni esotiche quando lo chef 38enne ha cominciato a viaggiare all’estero.

“Osservando gli ingredienti nei loro paesi d’origine e vedendo il modo in cui sono curati e trattati, mi sono reso conto che valeva la pena unire le migliori forze delle tradizioni più disparate. Per questo credo che, per chi fa il mio lavoro, muoversi sia fondamentale. Non ho mai voluto aprire un ristorante fisso proprio per continuare a viaggiare ed essere influenzato da stimoli diversi. Fare cucina fusion significa capire come combinare i migliori sapori di stagione, indipendentemente dalla provenienza, ma senza forzature. Con tecniche italiane e ingredienti stranieri o viceversa. L’importante è seguire sempre la prima regola della cucina: farlo con amore e passione”.

Il Wok ‘e press, un panzerotto morbido ripieno di spaghetti di riso, che Rugiati ha creato per Coca-Cola insieme a uno chef italiano e uno cinese, è un buon esempio di fusion: ingredienti orientali, chiusi e cotti con tecnica italiana. Alla base del successo di un piatto ibrido, secondo Rugiati, c’è la conoscenza profonda delle ricette originali che si vogliono incrociare. In questo modo, chi è avvezzo alla cucina italiana è invogliato a provare un sapore cinese perché è presentato in una forma familiare. Viceversa, chi è abituato a quella cinese è spinto ad assaggiare un piatto diverso perché contiene un sapore che riconosce.

“È un modo per fare cultura attraverso il cibo”, dice Rugiati che per presenterà il piatto a Napoli, in un luogo rappresentativo di questa fusione, una piazzetta su cui affacciano una tipica trattoria napoletana e un ristorante cinese. All’angolo fra via Giulio Cesare Cortese e via Maio di Porto, sorgerà così un temporary restaurant dove Rugiati cucinerà la ricetta senza confini del Wok ‘e press, che il pubblico potrà gustare gratuitamente venerdì 27 (dalle 21 alle 24) e sabato 28 settembre (dalle 19 alle 24).

Il vero piacere della cucina fusion – conclude il cuoco – è riuscire a unire gli estremi in un unico piatto che mette tutti d’accordo, ascoltando solo ciò che dice la pancia.”