Fabbriche Aperte
L’arte del riciclo, come tutte le forme artistiche, si nutre di creatività e fantasia, oltre che naturalmente dei materiali più diversi: con le bottiglie vuote di PET si costruiscono lampade molto particolari, mentre con le lattine di alluminio si possono creare vasi per fiori, portamatite e perfino mosaici. Le linguette di alluminio possono diventare collane e braccialetti, così come le vecchie riviste si trasformano in originali sedili.

Queste sono solo alcune delle idee proposte da Fabbriche Aperte, il programma ludico-educativo per le scuole promosso da Fondazione Coca-Cola HBC Italia e patrocinato da Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi, e dall’associazione di consumatori Cittadinanzattiva, che nel 2016 raggiungerà oltre 2.900.000 italiani.

programma Fabbriche Aperte

Rivolto agli studenti delle classi quarte e quinte della scuola primaria e delle scuole secondarie di primo e di secondo grado, il progetto ha l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi sull’importanza del riciclo dei rifiuti e sul corretto uso delle risorse idriche, perché, come ha sottolineato l'Unione Europea, gli scarti sono prima di tutto risorse e la nostra deve diventare al più presto una "società del riciclo".

Fabbriche Aperte è anche un’occasione per conoscere da vicino la realtà industriale di Coca-Cola HBC Italia: tra marzo e novembre 4.500 studenti sono invitati a visitare gli stabilimenti di Nogara (VR), Oricola (AQ), Marcianise (CE) e Rionero in Vulture (PZ), scoprendo i processi di produzione delle bevande, oltre alle innovazioni e agli impegni per l’ambiente.

Stabilimento Marcianise
A disposizione delle scuole aderenti ci saranno anche materiali didattici con informazioni, curiosità e suggerimenti per approfondire i temi del progetto: 2.500 kit educativi composti da una guida per il docente, un gioco didattico, un quaderno operativo con approfondimenti e proposte da condividere in classe e un questionario rivolto alle famiglie per rilevare le conoscenze e le abitudini in fatto di riciclo e di consumi idrici.

Per la prima volta nel 2016 Fabbriche Aperte è entrato nelle scuole anche attraverso laboratori educativi che hanno coinvolto a marzo e aprile 3.000 studenti delle scuole di Veneto, Abruzzo, Basilicata e Campania. Tre speciali postazioni hanno guidato gli alunni alla scoperta dell’importanza degli equilibri del nostro ecosistema, con un focus sull’importanza del riciclo dei rifiuti e di un corretto utilizzo della risorsa idrica.

Il progetto prevede anche una prova educativa, La Capsula del tempo, in cui gli studenti sono chiamati a ideare un elaborato relativo a un’innovazione futura che renderà più sostenibile il nostro pianeta. Lo spunto è offerto proprio dal ritrovamento di una capsula del tempo, cioè un contenitore speciale realizzato per conservare oggetti o informazioni destinati a essere ritrovati in un’altra epoca, che invece di arrivare dal passato, viene dal futuro.

La scadenza per l’invio del lavori è fissata per il 30 maggio 2016. I primi tre istituti, uno per ogni grado scolastico, riceveranno una borsa di studio per l’acquisto di materiali didattici.

Per conoscere tutti i dettagli del progetto Fabbriche Aperte: www.fabbriche-aperte.it