Arte e innovazione sociale: questi e altri temi sono stati al centro di uno degli appuntamenti del ciclo Meet the Leader, organizzato dall'hub romano dei Global Shapers. Ospite Anna Mattirolo, storica dell'arte, ex direttore del Museo MAXXI Arte. Oltre a questo importante incarico ha al suo attivo numerose curatele di mostre e pubblicazioni.

Con lei abbiamo parlato di arte contemporanea, arte pubblica e street art e del ruolo attuale dei musei nella società.

Cos'é un museo per Anna Mattirolo?

E' un luogo che genera benessere emotivo e intellettuale, favorendo tranquillità e concentrazione rispetto alla frenesia della quotidianità. Oltre a una lettura tutta personale del suo rapporto con il museo, Anna Mattirolo si é poi soffermata sulle nuove sfide che oggi i musei si trovano ad affrontare.

Essi, in particolare, devono saper interpretare il territorio circostante e instaurare un dialogo con esso, conoscerne le problematiche, provando inoltre a proporsi come luoghi di mediazione, incontro e contaminazione.

La funzione del museo è al centro di un processo, seppur lento, di cambiamento: da istituto di mera conservazione ed esposizione ragionata di reperti, come lo definisce anche l'art. 101 c.2a del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio a centro di conoscenza. La programmazione culturale organizzata per linee tematiche e la creazione di occasioni di dibattito che coinvolgono un pubblico quanto più numeroso possibile rendono le sue collezioni vive e dinamiche. Sapendo interpretare il suo nuovo ruolo, il museo si presta sempre più a essere un incubatore di creatività e innovazione sociale.

Nel contesto italiano, che si caratterizza per la presenza di un patrimonio culturale disseminato sul territorio, costituendo una sorta di museo diffuso, una delle chiavi per la valorizzazione sostenibile del patrimonio culturale é la partecipazione culturale. Essa rappresenta non solo un diritto garantito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (Parigi, 1948) ma anche un momento di formazione per lo sviluppo personale, il benessere e la creatività. Ogni territorio ha un capitale sociale e culturale che si basa sul patrimonio culturale locale e che occorre trasmettere e rigenerare nel tempo. A tal fine é necessario progettare interventi aderenti ai principi di partecipazione democratica ai processi decisionali e di promozione del dialogo interculturale e della diversità. Si può dunque ragionevolmente affermare che le iniziative realizzate dai musei contribuiscano alla riduzione delle disparità e agevolino l'inclusione sociale e il dialogo intergenerazionale.

Si è discusso anche di street art. Roma negli ultimi anni é stata interessata da diversi esperimenti in alcune delle periferie più degradate della città, da San Basilio a Tor Marancia e Tor Pignattara, realizzati da associazioni o istituzioni culturali che si sono poste l'obiettivo di riqualificare urbanisticamente e culturalmente tali quartieri. Il linguaggio dei murales, informale e ibrido, può farsi veicolo della rinascita di un quartiere e conferire nuove auto-percezioni ai suoi abitanti. Secondo Anna Mattirolo, tuttavia, la street art non deve essere istituzionalizzata. Essa, infatti, nasce come forma d'arte/azione eversiva rispetto all'ordine precostituito; la sua istituzionalizzazione e musealizzazione (fenomeno a cui sempre più si sta tendendo) non fa che snaturarla e farle perdere la sua forza.

Un ulteriore tema, strettamente collegato anche all'attività dell'hub, riguarda la nascita e lo sviluppo di progetti di successo. A tal riguardo, Anna Mattirolo ha evidenziato, a partire dalla sua esperienza personale, alcune metodologie fondamentali di lavoro.

Particolare attenzione deve essere posta sulla fase iniziale del progetto. In questo momento è necessario strutturare attentamente il lavoro da svolgere, pianificandone le tempistiche e fissando obiettivi da raggiungere realistici e condivisi con i collaboratori. Occorre inoltre essere capaci di fare sistema e creare connessioni positive all'interno e all'esterno della propria organizzazione: il successo dipende strettamente dalla disponibilità delle persone a lavorare insieme per un fine comune.

Michela De Risio.jpg
 Michela De Riso nata a Milano, laureata in Economia e gestione dei beni culturali e in Storia dell’arte. Dopo un periodo di tirocinio presso la Galleria di Arte Moderna di Milano vince nel 2012 il concorso per funzionario per l'Area Promozione Culturale del Ministero degli Affari Esteri e dal 2013 lavora nell'Ufficio che gestisce la Collezione Farnesina di Arte Contemporanea.