Arianna, 28 anni. Instancabile globetrotter, ama la musica, il teatro e… la pampa argentina!

Prima di Expo hai vissuto per alcuni anni in Sud America, che tipo di esperienza è stata?

Dopo la laurea in comunicazione ho voluto realizzare un sogno che avevo nel cassetto: un lungo viaggio zaino in spalla alla scoperta di un Paese lontano… e così sono partita! È stata un’esperienza straordinaria, di cui ricorderò soprattutto la sensazione di assoluta libertà: non avevo programmato niente, ogni giorno decidevo – o variavo - il mio itinerario in base alle persone che incontravo e all’estro del momento. Ho visitato l’Argentina, il Cile, l’Uruguay, il Paraguay, la Bolivia e il Perù… quindi ho deciso di trasferirmi per un po’ a Buenos Aires, completamente rapita dal fascino e dall’esuberanza di questa metropoli così diversa da Milano. Ci sono rimasta un anno e mezzo, mi mantenevo facendo l’insegnante di italiano.

Quindi hai imparato a ballare il tango?!

Per la verità non troppo! Però ballare mi piace, amo la musica… e se c’è da scatenarsi sul tappeto di Just Dance non mi tiro indietro!

Come sei arrivata in Expo e al Padiglione Coca-Cola?

Sono rientrata dall’Argentina lo scorso gennaio e ho cercato un lavoro che mi desse l’opportunità di stare in mezzo alle persone, in un ambiente giovane e internazionale. Al Padiglione ho trovato tutto questo! Sono entusiasta non solo del rapporto di amicizia che si è subito creato con i miei colleghi – con cui ci divertiamo parecchio – ma anche di quello che si instaura con i visitatori: il tour del Padiglione dura circa un quarto d’ora o poco più, ma si trova sempre il tempo di scambiare quattro chiacchiere e socializzare.

Che tipo di curiosità hanno i visitatori del Padiglione?

Molti sono incuriositi dall’aspetto locale dell’imbottigliamento e ci fanno domande per capire meglio come funziona. Alcuni cercano di farsi svelare la ricetta segreta della Coca-Cola. Tutti vorrebbero portarsi a casa la Freestyle al termine della visita! Anche gli italiani, che credevo più tradizionalisti, sono completamente affascinati da questo distributore che permette di provare tantissimi gusti… Coca-Cola Cherry, Lampone, Vaniglia… alcuni ce lo chiedono prima ancora di iniziare la visita!

E tu, hai scoperto qualcosa che non conoscevi del mondo Coca-Cola?

Mi hanno molto colpita gli aspetti legati all’impegno ambientale dell’azienda, la ricerca continua per studiare packaging più sostenibili o nuove forme di riciclo, i progetti  in giro per il mondo a favore delle comunità locali. Come l’Ekocenter, il chiosco che fornisce acqua potabile e corrente elettrica alle comunità africane. Mi auguro che l’Expo possa contribuire a far conoscere alle persone anche questi aspetti meno noti del mondo Coca-Cola.

Un altro tema che mi appassiona è il legame con l’arte: la mostra dedicata al centenario della bottiglia contour allestita al primo piano del Padiglione è bellissima… al termine del giro invito sempre i visitatori ad andare a vederla!

Che progetti hai per il futuro?

Trovare un lavoro che mi consenta di continuare a viaggiare sarebbe il top. Magari come guida turistica, ho scoperto che mi piace molto spiegare e far conoscere cose nuove alle persone. Oppure in un altro settore, al momento non voglio porre limiti alla mia voglia di mettermi in gioco e sperimentare!

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