Umberto, 24 anni. Due occhi scuri e intensi, e un sorriso dolcissimo che “te gusta” subito.

Puoi presentati in una frase?

Sono di Perugia ma per metà colombiano, vivo a Milano e mi sto per laureare in Design del prodotto al Politecnico.

Come sei arrivato in Expo e al Padiglione Coca-Cola?

Vivendo fuori sede, cercavo un lavoro part-time per contribuire al mio mantenimento agli studi. Saputo di una selezione in Coca-Cola mi sono candidato al volo e quando ho scoperto che si trattava di un esperienza di lavoro ad Expo 2015 sono stato ancora più contento.

Quale è stata secondo te la tua carta vincente?

La conoscenza dell’inglese: l’ho studiato fin da piccolo, con molti soggiorni all’estero, in particolare in Inghilterra. Durante i sei mesi in Erasmus ho anche conseguito il TOEFL. E poi, essendo per parte di padre colombiano, conosco anche lo spagnolo.

Qual è l’identikit del visitatore del Padiglione Coca-Cola?

Vengono moltissime famiglie con bambini, tanti studenti italiani con le scuole, coppie, micro gruppi di amici. Le nazionalità sono tante: per lo più francesi, tedeschi, cinesi… Ultimamente gli stranieri stanno aumentando.

Cosa hai scoperto di Coca-Cola facendo il brand ambassador?

Per esempio il fatto che produce localmente, che ci sono molti stabilimenti anche in Italia e si usano materie prime del territorio. Poi non sapevo che esistessero così tante varietà di prodotti aromatizzati. Ho scoperto che in Romania esiste una Fanta ai fiori di sambuco. E poi non conoscevo la storia della bottiglia, della contour, mi ha colpito la sua origine dalla fava di cacao.

Ti fanno domande curiose? C’è stato qualche episodio curioso?

In molti mi chiedono se la Coca-Cola, oltre che essere un ottimo digestivo, cura anche il mal di testa! Il Padiglione Coca-Cola, dopo Expo, diventerà un campo da basket: già ora come indizio c’è un cesto da basket e una volta un ragazzo ha tentato di fare canestro con una bottiglietta di Coca-Cola. Le persone non finiscono mai di sorprendere! Soprattutto davanti alla Freestyle, incuriositi dalla possibilità di mischiare così tante bevande dai gusti più diversi: in molti mi chiedono “dove si compra?” La vorrebbero anche a casa! In tanti vorrebbero poter comprare anche la Coca-Cola life!

Quale area del Padiglione ti diverte di più?

Certamente Just Dance, la piattaforma dove si balla: muovendosi tutti insieme si genera una fortissima energia. E poi ho sangue latino e ballare me gusta! Anche per me non è stato facile vincere la timidezza iniziale e ho capito che mettendosi in gioco in prima persona, anche con autoironia, si contagia anche tutti gli altri! E poi mi piace a volte fermarmi a parlare con i visitatori: una volta un americano mi ha raccontato che è dal 1965 che gira tutti gli Expo, in tutto il mondo! Che invidia!

Cosa ti sta lasciando questa esperienza?

Sicuramente lavorare con le persone è una palestra: è necessario studiare chi hai davanti e capire quale è l’approccio giusto a seconda del target. Bisogna saper cambiare ogni volta registro e tono, dal serio al giocoso, per riuscire a lasciare dei contenuti oltre che delle emozioni. Il colloquio di sguardi è altrettanto importante. Questo esercizio è sicuramente fondamentale per qualsiasi professione s’intraprenda.

Cosa ti aspetta dopo Expo? E se potessi realizzare un tuo sogno?

Chissà che non mi chiedano un domani di disegnare una nuova bottiglia di Coca-Cola o che mi coinvolgano per la creazione dell’immagine coordinata di una nuova linea di prodotto! A parte questo, più in generale, vorrei mettere a frutto l’ormai prossima laurea in design del prodotto: sono molto attratto dall’illuminazione per gli interni. E poi mi piace molto studiare la relazione prodotto-pubblico, in termini di funzionalità ed estetica.

Vuoi aggiungere qualcosa o fare un saluto?

Ci tengo a salutare il gruppone degli ambassador, le hostess e i responsabili dello shop del Padiglione. In totale siamo una cinquantina. Si sono create amicizie speciali! E’ dal primo giorno che ci sentiamo una famiglia, anche se siamo suddivisi in gruppi e abbiamo turni differenti. Ci vediamo tutti durante i tanti eventi al Padiglione - per esempio sono venuti i giocatori dell’NBA, e quindi Horace Grant, proprio per la futura nuova vita del Padiglione come campo da basket  - e poi nelle tante occasioni di festa per lo staff: una delle ultime serate a tema e in costume! Quindi cosa posso aggiungere? Buona Estate, anche a Expo!

Leggi qui la storia di Roberto.

Leggi qui la storia di Erika.

Leggi qui la storia di Arianna.