Sabato scorso abbiamo parlato di Journey e della nuova campagna Taste The Feeling a C-Come, un convegno che ogni anno raccoglie a Roma professionisti ed esperti di copywriting, creatività e content marketing. Oggi Valentina Falcinelli - direttore creativo di Pennamontata, la web-agency che ha ideato C-Come insieme a Studio Notarfrancesco - ci racconta com’è andata, con un estratto di alcuni interventi.

Sabato 30 gennaio 2016, un “sabato qualunque, un sabato italiano”, si è tenuto C-Come, un convegno non convenzionale su content marketing, copywriting e creatività. Non convenzionale perché C-Come mette le relazioni sullo stesso livello dei contenuti; perché mescola sorrisi a interventi pragmatici; leggerezza a ironia.

Come insegna anche Coca-Cola, sponsor ufficiale di C-Come, per arrivare al cuore di ogni cosa ci vuole tempo. Ci vuole passione. Ma proviamo assieme ad andare dritti al cuore di C-Come, con un breve succo di alcuni interventi.

convegno c-come
Credit: © Monica Atzeni Photographer

C-COME CHIAREZZA

Scrivere è camminare a braccetto con l’ambiguità. Di continuo. Per questo, chi si occupa di scrittura per professione deve acquisire consapevolezza di tutto ciò che fa. Perché usa la forma attiva? Perché preferisce non separare il soggetto dal verbo? Scrivere col pilota automatico non è mai la scelta giusta, infatti. Un copywriter dovrebbe lavorare con consapevolezza: conoscere le tecniche e gli strumenti e usarli conscio delle potenzialità e dei risvolti di ciascuno di essi.

Facciamo un esempio: si dice, scrive e legge che la forma attiva sia più efficace di quella passiva. Ma ne siamo sicuri? È sempre così? A C-Come ho mostrato e dimostrato che non lo è. Per esempio, nel caso in cui si debba parlare di una ricerca, utilizzare la forma passiva potrebbe essere la strada migliore. La reiterazione di forme attive come “abbiamo visto”, “abbiamo testato”, “abbiamo constatato”, infatti, potrebbe risultare noiosa e ridondante e dar meno importanza all’elemento chiave del testo, in questo caso il metodo di studio adottato.

convegno c-come
Credit: © Monica Atzeni Photographer

C-COME CORE MODEL

Futura Pagano, digital strategist e project manager, ha parlato di core model, un “modello usato nello user centered design per identificare i contenuti core delle pagine web” (cit. NetLife Research). A C-Come, Futura ha presentato il suo Social Media Core Model, diversi template da utilizzare per progettare al meglio la user journey all'interno dei propri canali social.

Utilizzare un core model permette di identificare gli obiettivi strategici di canale e gli obiettivi di business S.M.A.R.T. Futura Pagano ha spiegato, inoltre, che le pagine core “rispondono ai bisogni degli utenti, sono correlate a percorsi in entrata e generano percorsi in uscita”. 

I contenuti core vengono quindi strutturati sulla base delle esigenze degli utenti e sui percorsi che possono contribuire a creare.

convegno c-come
Credit: © Monica Atzeni Photographer

C-COME CONTENUTI LUNGHI
Gli SMS, Twitter, il web in generale ci hanno spinti a temere il testo lungo. A C-Come, Luisa Carrada ha smontato, passo dopo passo, il mito della brevità. Ha iniziato a farlo menzionando una ricerca di Hubspot secondo cui i post con maggior successo in termini di traffico – all’interno del blog di Hubspot – sono quelli molto lunghi, tra le 2.250 e le 2.500 parole.

Ma come si fa ad assicurarsi che il lettore arrivi fino alla fine di un testo così lungo? Luisa Carrada, a C-Come, ha dato il suo decalogo:

1.     titolo ambasciatore

2.     sottotitolo promessa

3.     abstract distribuito

4.     ritmo visivo parlante

5.     frasi chiave monete d’oro

6.     immagini e didascalie

7.     incipit tondo

8.     prima frase fulminea

9.     frasi trampolino

10. staffetta tra le frasi


C-COME CAMPAGNA PER LA PREVENZIONE E LA SALVAGUARDIA SOCIALE DELLE PAROLE

Lo scrittore e storyteller Alessandro Zaltron alle parole ci tiene proprio, tanto da lanciare, a C-Come, una vera e propria campagna per la loro prevenzione e salvaguardia sociale. I capisaldi di questa campagna sono i seguenti:

1.     Evita le forme archeologiche, tipo “La scrivente informa”, “Con la presente”, “Atto a rilanciare” e compagnia bella.

2.     Evita pure l’inquinamento verbale. In sostanza, in un testo non bisognerebbe mai aggiungere informazioni già note al lettore.

3.     Pensa al tuo interlocutore, non adottare mai un formulario standard.

4.     Conosci quante più parole possibili. L’italiano medio fa uso solo di 400 parole, troppo poche rispetto ai circa 270 mila del patrimonio lessicale italiano (fonte: Treccani).

Le parole sono importanti, come diceva Moretti nel film Palombella Rossa. Le parole sono potere, come ha detto Zaltron a C-Come.

E allora, ci vediamo l’anno prossimo a C-Come?


Valentina Falcinelli

http://www.pennamontata.com