“Quello che andiamo perorando è un miracolo, ma i miracoli accadono”.

Con questo augurio la Fondazione Giovanni Lindo Ferretti concludeva la presentazione del progetto di sviluppo di una storica azienda agricola di Collagna, alta valle del Secchia, nell'appennino reggiano. Miracoli del crowdfunding potremmo dire, perché con questa pratica, che consiste in un microfinanziamento dal basso su una piattaforma online, la fondazione è riuscita a raccogliere 20.000 euro attraverso 222 donatori, obiettivo intermedio all’interno di un progetto ancora più vasto che intende arrivare a 100.000 euro, un decimo dell’investimento complessivo necessario per le attività legate al consolidamento dell'azienda agricola e della stalla, per la costruzione di un'arena all'aperto e per creare un laboratorio di sviluppo delle discipline equestri, teatrali ed artistiche.

Il fine ultimo è quello di far diventare l’azienda agricola di Collagna, risalente agli anni 60 e posizionata tra una frana e un viadotto, in un territorio ormai spopolato, abbandonato all’incuria e destinato all'inselvaticamento, un'arena all'aperto per mettere in scena opere teatrali definite dallo stesso Giovanni Lindo Ferretti “opere del Teatro Barbarico Montano”, ovvero spettacoli teatrali attraverso i quali raccontare l’epica della montagna e di quel vivere montano che oggi non esiste più.

La campagna, realizzata con la piattaforma DeRev e realizzata in collaborazione con PaperPlane Factory, prevede la formula reward based, fondata sull'idea di ricompensare, o meglio omaggiare, i sostenitori. E quale omaggio migliore che introdurli ai luoghi e alle esperienze su questi monti?

La Fondazione Giovanni Lindo Ferretti SAGA il canto dei monti nasce il 19 dicembre 2014 con lo scopo di preservare e tramandare la necessità e il piacere di vivere in montagna in un tempo – quello contemporaneo -  in cui il mondo si sgretola, rovina su di sé, scivola in basso, al piano, in città: “Se la nostra montagna frana irrimediabilmente, frana la terra e si sgretolano le comunità che la abitano, e l’unica contromisura messa in atto è la costruzione di viadotti e gallerie ad agevolare il transito, noi accettiamo la sfida di questo nostro tempo: tra una frana e un viadotto costruiamo la nostra dimora di uomini e cavalli per essere argine, far fronte nella quotidianità dell'operare, secondo le nostre capacità, allo sgretolamento in atto”.

La Fondazione si propone quindi come luogo di formazione e sviluppo di una disciplina umanistica che riconosce nel cavallo maremmano e d’Appennino, il legame incarnato con la tradizione e il territorio e al contempo individua nel teatro – un teatro equestre fatto da uomini e cavalli – la forma principale attraverso la quale far passare la propria comunicazione.