Come vivono i giovani il rapporto con la musica? Coca-Cola lo ha chiesto a noi Squadrati e per me che scrivo di musica è stata una bella occasione per analizzare lo stato dei consumi musicali italiani fuor di sensazioni personali, ma con dati alla mano. Così, abbiamo sottoposto un questionario a 600 giovani italiani dai 13 ai 35 anni e ne sono venute fuori delle belle. 

La radio non è morta. Il vinile è resuscitato.

Che mezzo usano per ascoltare musica i 13-35enni italiani? Al primo posto c’è Youtube (usato sempre o spesso dal 75,5% dei giovani) seguito a stretto giro dalla radio che gode di ottima salute (72,7%), anche se l’ascolto diminuisce al decrescere dell’età: l’ascolta ben l‘82,3% dei 30-35enni contro il 59% dei 13-19enni. Medaglia di bronzo per i file archiviati sul computer (71,5%). Sotto al podio, più staccati, i CD (52,7%) e i “servizi dedicati” come Deezer & Spotify (44,3%), che non sono ancora mainstream. I CD parlano al femminile (57,3% vs. 47,8% dei maschi) e ai 30-35enni: il 64,6 % di loro ascolta musica tramite CD contro solo il 35,1% dei 13-19enni. Da segnalare il ritorno del vinile che è usato dal 10,6% dei giovani italiani con un picco del 14,7% non tra i 30-35enni bensì tra i 20-24enni. 

Teenager esploratori vs. 30-35enni nostalgici

Triste verità: con l’aumentare dell’età diminuisce l’interesse per le scoperte musicali. Il 43,3% dei 13-19enni preferisce scoprire nuova musica piuttosto che ascoltare gli artisti noti. La quota scende tra i 20-24enni (36,9%) e i 25-29enni (35,3%) fino a diventare minima tra i 30-35enni (29,1%) che preferiscono di gran lunga ascoltare i loro artisti preferiti (70,1%). I teenager sono più esploratori musicali. I 30-35enni sono più nostalgici e sempre pronti a dire “ai miei tempi la musica era un’altra cosa”.

Quattro tipi di ascoltatori

Squadrati - quadrato semiotico giovani e musica

Dalla ricerca sono emersi quattro tipi principali di ascoltatore che abbiamo rappresentato nel quadrato semiotico del rapporto con la musica.

Evangelisti. Sono gli appassionati che dedicano del tempo alla scoperta di nuova musica. Condividono la musica che ascoltano tramite social e playlist
pubbliche, esprimendo giudizi: la condivisione diventa una forma di esibizione della loro conoscenza. Spesso ascoltano musica di nicchia e ci tengono a farlo sapere: per questo ti capita di trovarli a fare commenti non richiesti a dischi nuovi e sconosciuti. Il loro nemico? Chi non capisce di “buona musica”.

Scanzonati. Per loro la musica è svago più che passione. Non fanno ricerca, ma ascoltano la musica solo come sottofondo, mentre fanno altre cose, e come un flusso casuale: dall’ascolto di tutto ciò che passa in radio alle playlist Spotify basate sull’umore. Il loro nemico giurato? Chi filosofeggia troppo sulla musica.

Intimisti. Sono gli ascoltatori che vivono la musica come un “passatempo da cameretta”, non come una continua ricerca. Enfatizzano l’aspetto emozionale della musica: il testo e il rapporto con l’artista, più che il genere e lo stile. Nei testi delle canzoni rivedono il loro mondo e le loro emozioni.

Cultori. Sono la versione musicofila del topo da biblioteca. Collezionano dischi e hanno un atteggiamento un po’ settario e a volte snob: credono che la musica sia cultura e che definisca il valore di una persona. Ecco perché quando incontrano uno scanzonato che ascolta il pop da classifica non lo vedono proprio di buon occhio.


E tu? In quale descrizione ti riconosci?

Daniele Dodaro è ricercatore e co-fondatore di Squadrati, una società di ricerche e tendenze di mercato che si occupa di ricerche semiotiche, qualitative, quantitative ed etnografiche, online e offline. Il blog Squadrati.com racconta le ricerche di mercato attraverso dei quadrati semiotici diventati un caso virale nella rete e apparsi sui principali quotidiani e magazine nazionali. http://www.squadrati.com/