La condivisione è un gesto di cura che può assumere moltissime forme: dal genitore che si prende cura della famiglia a chiunque decida di donare il proprio impegno a sostegno della solidarietà. 

Da novant’anni, Banco Alimentare supporta le comunità locali creando profondi legami con il territorio, prendendosi cura delle persone in difficoltà su tutto il territorio italiano. E Coca-Cola, che proprio quest’anno festeggia 90 anni dal suo arrivo in Italia, ha scelto Banco Alimentare per la propria campagna natalizia grazie alla quale sono stati donati 3 milioni di pasti a persone in difficoltà, per ringraziare chi compie un gesto per gli altri.

La forza di Banco Alimentare risiede nelle persone che scelgono di prendersi cura del prossimo donando il proprio tempo e ricevendo molto in cambio, come racconta Gianfranco Cantoni, da diciassette anni volontario dell’associazione in Lombardia.  


Come ha conosciuto il Banco Alimentare?

“I primi contatti sono stati indiretti: prima di decidere di diventare volontario avevo già conosciuto questa realtà tramite l’annuale iniziativa della Colletta Alimentare. Mi sono però avvicinato al Banco Alimentare nel 2000, un anno dopo essere andato in pensione. Mia moglie era già volontaria dell’associazione San Vincenzo e tramite lei sono venuto a conoscenza di un annuncio di Banco Alimentare, che ricercava volontari per il magazzino, che allora aveva sede a di Paderno Dugnano: così, nonostante la distanza (abito a Busto Arsizio), ho deciso di contattare l’associazione e di iniziare la mia attività di volontariato con il Banco.”

Perché ha scelto di diventare volontario proprio di Banco Alimentare?

“Questa occasione, come dicevo, si è presentata in modo quasi casuale. Stavo valutando la possibilità di fare volontariato e Banco Alimentare mi ha dato modo di far parte di una organizzazione che risponde a un bisogno primario delle persone. Fare volontariato in magazzino mi offre la possibilità di soddisfare il mio bisogno di dare un contributo attivo”

Cosa prevede, in concreto, il suo impegno?

Il mio percorso è iniziato con due anni di attività quotidiana all’interno del magazzino di Paderno Dugnano, per poi evolvere. Sono laureato in chimica ma ho esperienza di marketing: per questo, dopo due anni mi è stato chiesto di assumere un ruolo diverso e di coordinare la gestione dell’approvvigionamento alimentare e economico di Banco Alimentare Lombardia. Parallelamente sono entrato nel Consiglio Direttivo. Sono stato Vice Presidente di Banco Alimentare Lombardia fino al 2012. Dopo le dimissioni dal Consiglio Direttivo ho assunto l’attuale ruolo di responsabile del coordinamento dei nuovi volontari.

Attualmente sono il primo riferimento per tutte le persone che contattano il Banco Alimentare della Lombardia tramite il sito per avere maggiori informazioni e diventare volontari. Introduco alle attività del Banco e aiuto a orientarsi verso le attività più in linea con le proprie attitudini e disponibilità.”

Quale significato ha, per lei, essere volontario dell’associazione?

“Nella vista sono stato fortunato: essere volontario del Banco Alimentare, per me, è una scelta di restituzione.”

Cosa ritiene di avere imparato da questa esperienza?

“In questi anni ho imparato a vedere il bisogno anche là dove non sembra ci sia. La mia attività con Banco Alimentare mi ha dato la consapevolezza che esiste un grande mondo di persone che si occupano di chi ha bisogno. Il Banco non svolge solo attività di raccolta e distribuzione alimentare, ma svolge un importante ruolo di inclusione sociale: tra i volontari ci sono molto disabili che grazie all’associazione possono tornare a sentirsi utili, ma anche disoccupati che ritrovano uno scopo. La collaborazione con strutture di riabilitazione permette di recuperare regole di vita e di azienda: molte persone hanno ritrovato la strada giusta dopo un percorso deviato. Ho vissuto in modo positivo anche l’esperienza di accoglienza da parte del Banco di migranti che, in cambio, danno il proprio contributo all’interno dell’associazione.”

Tempo, impegno, donazioni alimentari: accanto a ciò che ha donato finora, cosa sente di aver ricevuto?

“Ho ricevuto una maggiore consapevolezza ed è cambiato il mio rapporto con le persone: tramite il Banco ho stretto amicizia con persone dalle qualifiche professionali molto eterogenee e di diversa provenienza sociale. Essere volontario è una grossa esperienza di vita: lo testimonia già il fatto che da 17 anni porto avanti l’attività anche facendo il pendolare per 70km al giorno, più volte alla settimana. Conosco persone, all’interno del Banco, che hanno rinunciato parzialmente a fare carriera per poter mantenere un ruolo più attivo.”

A Gianfranco e a tutti coloro che ogni giorno si impegnano a compiere gesti per gli altri, Coca-Cola dedica in questo Natale un ringraziamento speciale.