Nel 2009, The Coca-Cola Company ha stravolto il panorama del packaging sostenibile lanciando PlantBottleTM, la bottiglia interamente riciclabile e realizzata in parte con componenti vegetali.

Alcuni brand del settore bevande, da DASANI a Coca-Cola a Gold Peak, già utilizzano i packaging di PlantBottle che oggi rappresentano fino al 30% del volume di tutti i packaging dell’azienda in Nord America e il 7% a livello globale.
Sostituendo il 30% del petrolio usato nella realizzazione delle bottiglie di plastica PET con materiali come la canna da zucchero e altre sostanze vegetali, PlantBottle dal 2009 a oggi ha evitato la dispersione nell’ambiente di emissioni di CO2 pari a circa un milione di autoveicoli in meno sulle nostre strade.

Dall’introduzione della prima PlantBottle, The Coca-Cola Company ha consentito di usare questa tecnologia ad altre aziende non in diretta concorrenza e ad alcuni brand per i loro prodotti – da Heinz Tomato Ketchup al tessuto utilizzato per gli interni di alcune berline ibride Ford Fusion.

All’inizio di quest’anno, in un articolo uscito sul “Washington Post”, il CEO di The Coca-Cola Company James Quincey ha annunciato il piano volto a rendere ancor più accessibile il brevetto di PlantBottle, allargandone la disponibilità anche ai concorrenti nel settore delle bevande.

“Per raggiungere i risultati che ci siamo prefissati, abbiamo bisogno che sempre più aziende usino questa tecnologia in un’ampia gamma di applicazioni” ha scritto Quincey. “E il cambiamento non deve limitarsi al solo utilizzo di PlantBottle, ma deve avvenire uno stravolgimento radicale di mentalità a livello globale. Non possiamo permettere, infatti, che idee utili alla salvaguardia del pianeta non siano diffuse su larga scala restando ad appannaggio di pochi”.

Al momento, soltanto un numero limitato di fornitori è in grado di realizzare il tipo di biomateriali usati per la resina di PlantBottle: questo rende ancora più complessa la produzione, incrementandone i costi. Incoraggiando altre aziende, sia dentro sia fuori il settore delle bevande, a far un maggiore uso delle bioplastiche, The Coca-Cola Company auspica l’aumento progressivo della domanda e il conseguente abbassamento dei prezzi.

“Allargare l’accesso al brevetto di PlantBottle è in linea con la visione di ‘World Without Waste’ e anche con l’obiettivo di inserire stabilmente i polimeri rinnovabili nel nostro sistema produttivo” ha detto Scott Pearson, Senior Director dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo per The Coca-Cola Company. “Ciò ha a che vedere sia con la creazione e la gestione di un’economia circolare che con l’uso e il riutilizzo delle nostre risorse in modo più efficiente. Per quanto concerne la plastica questo significa iniziare a utilizzare materie prime rinnovabili che non si basino sui combustibili fossili”.

L'iniziativa di un mondo senza rifiuti, il cui lancio risale solo a un anno fa, ha tra i suoi obiettivi non soltanto l'accessibilità sempre più allargata al brevetto PlantBottle ma numerosi altri. Tra quelli che hanno visto i progressi più significativi si annoverano: l'investimento nel fondo Circulate Capital per aumentare la raccolta nel sud e sud-est asiatico, l'introduzione di bottiglie realizzate con materiali riciclati al 100% in più mercati e il miglioramento del recupero e riutilizzo del packaging in Sudafrica e Kenya grazie al supporto di strutture PETCO.

The Coca-Cola Company ha inoltre intrapreso un percorso per innovare le tecnologie bioplastiche alla base di PlantBottle e per aumentare la fornitura, a livello globale, di un biomateriale che possa essere utilizzato per realizzare la resina PET.
A ciò si aggiungono gli investimenti per lo sviluppo di un processo che consenta di utilizzare più materiale riciclato nei packaging e l’impegno globale a rendere le bottiglie in PET sempre più leggere e facili da riutilizzare. Infine, l’azienda sta distribuendo appositi bidoni per il recupero, sta creando centri di raccolta, continuando a promuovere il riciclo nelle comunità locali di tutto il mondo.