Grazie alle iniziative volte alla riduzione dell’impatto ambientale, Coca-Cola HBC è ancora più sostenibile
Coca-Cola HBC, il maggior imbottigliatore dei prodotti di The Coca-Cola Company in Italia, ha recentemente conseguito un importante risultato in termini di sostenibilità ambientale: l’ottenimento del rating A del Carbon Disclosure Project (CDP) e l’inserimento nell’indice Global Climate Performance Leadership del CDP. Una certificazione che si aggiunge al riconoscimento, per il settimo anno consecutivo, dello status di leader europeo e mondiale secondo gli Indici di Sostenibilità del Dow Jones (DJSI). 
Si tratta di un successo importante, che dà un grande contributo all’avvicinamento agli obiettivi ambientali che The Coca-Cola Company si è posta entro il 2020, in cui il contributo dei partner imbottigliatori è fondamentale.
Questi risultati premiano la strategia ambientale di Coca-Cola HBC, che nel 2014 ha ridotto le emissioni (dirette ed indirette) di anidride carbonica del 5,3%. Tra i progetti messi in campo lo sviluppo del settore della barbabietola da zucchero in Russia per azzerare le importazioni di zucchero entro il 2015, la collaborazione con i fornitori per installare refrigeratori privi di idrofluorocarburi (HFC) e l’investimento di 3 milioni di euro in programmi di risparmio energetico negli impianti. 
Ma come funziona il Carbon Disclosure Project? L’organizzazione no profit fornisce alle aziende un sistema per valutare, diffondere, gestire e condividere informazioni riguardanti l’ambiente, invitandole a rendere noto il proprio impatto ambientale e ad adottare misure correttive per ridurlo. Dopo aver comunicato informazioni circa la valutazione e il controllo della propria Carbon Footprint, la strategia di cambiamento climatico, i processi e i risultati della gestione del rischio connesso al cambiamento climatico, Coca-Cola HBC ha visto il suo rating salire da B ad A. 
L’impegno di Coca-Cola HBC nell’ambiente è stato riconosciuto anche dal Dow Jones Sustainability Index che la pone al primo posto nel settore beverage, su 30 società nell’indice DJSI World e su 10 nel DJSI Europe. L’azienda ha infatti totalizzato un punteggio dell’ 89%, rispetto all’81% del 2013, e ha ottenuto i risultati migliori della sua categoria dal punto di vista ambientale e sociale: dalle relazioni con la clientela alla capacità di attrarre e trattenere i talenti. Sotto il profilo ambientale, la gestione del rischio del packaging e delle risorse idriche ha ottenuto il punteggio massimo di 100 punti percentuali. Gli Indici di Sostenibilità del Dow Jones valutano oltre 2.500 imprese tra le maggiori società quotate al mondo e selezionate in base a criteri economici, ambientali e sociali che siano pertinenti dal punto di vista finanziario. 
In questo contesto il contributo dell’Italia è stato determinante. Tutti gli impianti di Coca-Cola HBC Italia sono infatti dotati di pannelli fotovoltaici e dal 2008 a oggi. Lo stabilimento di Nogara, in particolare, è stato ampliato e ammodernato con un investimento di oltre 65 milioni di euro di investimenti. Dal 2010 il sito produttivo veneto è dotato di una centrale di cogenerazione per produrre energia, calore e acqua refrigerata che lo ha reso completamente autosufficiente sotto il profilo energetico con una riduzione delle emissioni di CO2 di oltre l’80% rispetto alle tecnologie precedenti.
Per maggiori informazioni visitare il sito: www.lanostraricetta.it