In questi giorni, può capitare di sentire bussare alla porta di casa, di aprire e di trovare dei ragazzi sorridenti che ci offrono una bottiglia di Coca-Cola da gustare a tavola. Ecco chi sono e cosa hanno da raccontare.
Non sempre sentire il citofono all’orario di pranzo equivale a una scocciatura. Potrebbe essere un regalo inaspettato, come una bottiglia di Coca-Cola da gustare a tavola con tutta la famiglia. Mangiare insieme è un piccolo grande momento di felicità in cui Coca-Cola non può mancare, perché porta allegria, convivialità e voglia di stare insieme. Per questo bussa alle porte delle famiglie italiane per regalare una bottiglia da condividere durante il pasto. L’iniziativa proseguirà fino a luglio convolgendo 127 città in sei regioni italiane (Piemonte, Veneto, Campania, Toscana, Puglia e Sicilia). Riconoscere il team itinerante è facilissimo; basta cercare i ragazzi e i materiali contrassegnati dallo slogan “Mangia con me”, a iniziare dall’ape car firmata Coca-Cola.
E quando Coca-Cola entra in una casa non può che suscitare gioia e affetto anche da parte dei più diffidenti. Abbiamo raccolto le testimonianze dei ragazzi  impegnati nel tour. Ecco che cosa ci hanno raccontato… Entrare nelle case degli italiani all’orario di pranzo significa entrare nella loro vita e conoscere i loro valori, ma nello stesso tempo ritrovare i propri, come sottolinea Simone: “Bussi e in un istante ti ritrovi a casa tua con madre, padre, nonni e bambini. La madre ti guarda con uno sguardo rassicurante e prima ancora di chiedere il motivo della tua presenza, ti invita a sederti a tavola e a pranzare con loro... tutti insieme con Coca-Cola! Grazie a quel carrello pieno di bottiglie pronte per essere stappate, hai l'occasione di donare un sorriso. Regalare una Coca-Cola preceduta da attimi di incredulità e stupore è un’esperienza unica ed emozionante che ti dà una gioia incredibile”.
La sorpresa che si trasforma in allegria è il cuore della testimonianza di Laura: “Eravamo a Taranto, non appena suoniamo ai citofoni, un bambino si affaccia dal balcone e urla ‘Mamma! È Coca-Cola!’ Saliamo e in cucina troviamo una famiglia di sette persone sedute a tavola, che ci invitato a sederci e a pranzare con loro".


La bottiglia di Coca-Cola non è un semplice omaggio legato a una campagna di marketing, ma diventa uno strumento per condividere, anche se per pochi minuti, un momento di intimità. “Ho incrociato lo sguardo di migliaia di persone leggendo nei loro occhi tante emozioni: l’euforia dei bambini, le lacrime di un’anziana che, stringendomi la mano, mi raccontava i suoi ricordi di gioventù… Attraverso una bottiglia ho capito realmente l’Italia. Bussando alla porta di case di ogni genere, da quelle di famiglie disagiate a quelle benestanti, da quelle felici a quelle arrabbiate, da quelle ospitali a quelli diffidenti, ho conosciuto migliaia di persone e sono convinto che noi italiani sappiamo farci volere bene” racconta Gianfredo.
Simpatia e calore caratterizzano tutti gli abitanti della penisola, ma quando si tratta di ospitalità i napoletani battono tutti. Non si può rifiutare l’invito a entrare, sedersi un attimo e assaggiare qualcosa! Racconta infatti Pasquale: “Ricordo come fosse ieri la tappa napoletana in cui, nonostante piovesse e fosse il giorno di Pasqua, le famiglie ci hanno accolto con affetto e cortesia, condividendo la loro tavola imbandita”.
La felicità diventa uno scambio reciproco, come dice Anna: “Con il semplice gesto di donare ricevo tanti sorrisi sinceri e inaspettati. Questa è la cosa che amo di questo lavoro e che mi gratifica tantissimo”.
Si possono trovare reazioni contrastanti “Una volta una signora non mi ha aperto per diffidenza, mentre la sua dirimpettaia si è presentata con un piatto di biscotti e ha accettato la Coca-Cola, anzi, ha voluto immortalare il momento con una fotografia, salutandomi con un ‘Meno male che ci siete voi, un regalo è sempre ben accetto e una Coca-Cola è proprio un bel regalo!’” racconta Giorgio.
Racconta Romina: “Un po’ di giorni fa, dispiaciuta per la diffidenza e talvolta la  maleducazione da parte di alcuni condomini, una signora mi apre il portone e decide di accompagnarmi a tutti i piani, porta a porta; dicendomi che se lei fosse venuta con me sicuramente gli altri condomini avrebbero aperto. Non aveva torto: tutte le porte si sono aperte e le famiglie mi hanno invitato all’interno delle loro case.
Alla fine del giro, la signora mi ha offerto caffè e biscotti. Mi è rimasto impresso il suo saluto: “Grazie Romina per il regalo perché con una Coca-Cola c’è più gusto a mangiare insieme”.