Uno studio di SDA Bocconi fotografa l’attuale impatto economico e occupazionale di Coca-Cola in Italia, dove è presente da quasi 100 anni.

Seppure nata negli Stati Uniti, Coca-Cola è una realtà italiana più di quanto si pensi. La sua avventura nel nostro Paese è iniziata nel 1919 quando ne è stato registrato il marchio, e poi nel 1927 quando è stata imbottigliata per la prima volta a Roma.

Coca-Cola,azienda globale ma con un forte radicamento locale nei Paesi in cui opera, non è infatti una multinazionale con un centro di produzione unico e conta su diverse aziende partner che producono, confezionano, commercializzano e distribuiscono i prodotti a marchio Coca-Cola nel mondo. In Italia, il compito è affidato a due società imbottigliatrici: Coca-Cola HBC Italia, che produce e distribuisce i prodotti a marchio The Coca-Cola Company in tutta Italia ad esclusione della Sicilia, e Sibeg, che si occupa del mercato siciliano.

La ricerca, affidata a SDA Bocconi School of Management e coordinata da Fabrizio Perretti e Stefano Basaglia, professori dell’Università Bocconi, ha misurato qual è l’impatto di Coca-Cola nel Paese in termini di risorse economiche generate e distribuite dal sistema Coca-Cola, composto da Coca-Cola Italia, Coca-Cola HBC Italia e Fonti del Vulture (ad esclusione quindi dell’imbottigliatore Siciliano, Sibeg).
Puoi scaricare una sintesi dello studio al seguente link: http://it.coca-colahellenic.com/media/2889/brochure_seia.pdf

Coca-Cola risulta la società leader nel settore delle bibite e delle bevande e quinta in quello del Food&Beverage, per un valore economico di 481 milioni di euro, che sale a 815 milioni di euro (pari allo 0,05% del PIL) se si includono le imposte sui prodotti. “Coca-Cola in Italia ha, infatti, un notevole impatto economico e occupazionale per le imprese (acquisto di beni e servizi e investimenti), lo Stato (imposte e contributi) e le famiglie (lavoratori) – spiega il prof. Perretti “Per quanto riguarda le imprese, nel 2014 Coca-Cola nel nostro Paese ha acquistato beni e servizi da più di 1000 fornitori, localizzati per il 64% al Nord e per il 36% al Sud (questo dato si riferisce a Coca-Cola HBC Italia), a conferma di una filiera economica significativa a livello nazionale”.



Coca-Cola oggi dà vita nel nostro Paese a un circolo virtuoso di cui beneficia la catena produttiva e distributiva e le catene del valore di tutte le aziende e le comunità coinvolte” commenta Giangiacomo Pierini, Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali Coca-Cola HBC Italia.

Coca-Cola partecipa attivamente allo sviluppo del Paese, contribuendo in maniera significativa alla creazione di valore aggiunto e di posti di lavoro, a beneficio dell’economia nazionale.

L’impatto occupazionale diretto (lavoratori presso sedi e stabilimenti Coca-Cola in Italia) e indiretto (lavoratori nella filiera) è di circa 26.000 posti di lavoro, dal cui reddito dipendono oltre 70.000 persone (stime ISTAT). “Uno degli aspetti più significativi è sicuramente il volto femminile di Coca-Cola. La presenza delle donne con cariche dirigenziali - commenta il prof. Basaglia – è quasi doppia rispetto alla media delle imprese: sono il 24% rispetto alla media del 13%; le donne quadro sono il 34% rispetto al 28%. Una conferma dell’impegno dell’azienda per la valorizzazione della donna nel mondo del lavoro, in Italia come nel resto del mondo!”

 “L’attenzione per le donne, per il territorio e la sostenibilità sono da sempre valori fondamentali che Coca-Cola persegue in tutte le comunità in cui è presente. Tutti questi elementi si ritrovano nel padiglione Coca-Cola Expo Milano 2015" sottolinea Vittorio Cino, Direttore Relazioni Istituzionali e Comunicazione di Coca-Cola Italia.

Quello che emerge quindi dallo studio è quanto Coca-Cola sia un’impresa fortemente locale: le bevande a marchio The Coca-Cola Company sono spesso considerate come provenienti da un’unica azienda multinazionale con sede negli Stati Uniti, ad Atlanta, ma i numeri di questo studio ci raccontano quanto la loro produzione avviene localmente, nei vari stabilimenti distribuiti sul territorio italiano.

Le società di imbottigliamento nazionali creano posti di lavoro, sostengono l’occupazione, generano redditi ed entrate fiscali in tutti i settori dell’economia, grazie all’acquisto di beni e servizi e alla vendita dei propri porodotti attraverso una capillare rete distributiva.