Davide Oldani presenta il suo libro “D’O eat better - Ricette per lo sport”

Perché un libro sulla cucina e lo sport? Perché credo che la cucina non possa fare a meno dello sport e che lo sport non possa fare a meno del buon cibo, quindi chi si impegna nello sport deve mangiare nella maniera più sana possibile e chi decide di lavorare nell’ambito della cucina deve essere in forma. Tutte le ricette del mio libro “D’O eat better” sono concepite per ottenere una doppia vittoria: quella del gusto e quella del benessere. Stare bene significa proprio questo: godersi il cibo senza esagerare.

Cucina e sport hanno parecchi aspetti in comune. Innanzitutto sono due attività divertenti e piacevoli, ma molto serie e impegnative. E così bisogna affrontarle: con un atteggiamento responsabile e coscienzioso fondato sul rispetto delle regole, il sacrificio e la costanza nel tempo. Non esiste una cucina senza regole, come non esiste uno sport senza regole. Nel mio ristorante mi definisco un allenatore-giocatore, perché anche io gioco la partita: non mi limito ad impartire le direttive, ma mi occupo del servizio insieme ai miei collaboratori. 

Il sacrificio è l’unione tra passione e dedizione di chi ha trovato l’idea in cui credere. La passione è il piacere di fare le cose, l’idea è il progetto da realizzare, mentre la dedizione è il tempo e la concentrazione che noi destiniamo al nostro progetto. Nello sport la pratica permette di arrivare a elaborare una propria idea di gioco e superare gli altri, proprio per il tempo dedicato e la concentrazione raggiunta. Lo stesso vale per la cucina. Il talento esiste, ma da solo non porta da nessuna parte. E poi c’è la costanza, che significa continuare ad allenarsi per migliorare sempre. In cucina come nello sport, la ricerca e l’allenamento non conseguono alcun risultato se non sono accompagnate dalla regolarità.

Proprio perché ho voluto unire due mondi, in questo libro non trovate solo ricette. Anzi, è un libro più raccontato che ricettato. Ogni ricetta è preceduta da un breve testo, in cui narro un’esperienza, rifletto su un tema, chiarisco un procedimento o semplicemente condivido un pensiero. Prima spiego il perché ho scelto quella ricetta e poi descrivo la preparazione. Così il lettore può trarre gli spunti che preferisce, anche quelli che non riguardano esclusivamente la cucina.

Come Ambassador per l’Italia Team Coni, amo parlare ai giovani per trasmettere quanto sia importante il cibo nell’attività fisica, visto che da giovane ho intrapreso la carriera sportiva e ora mi dedico alla cucina. Cucina e sport messi insieme sono qualcosa di esplosivo. Se siete interessati alla cucina, potete capirla meglio attraverso lo sport. Cucinare e fare movimento significa dedicarsi a se stessi. Un aspetto che nessun giovane può trascurare. Poi chi desidera diventare uno chef dovrà studiare e applicarsi a scuola e frequentare i maestri che permettono di affermarsi.

Anche quando sono in gioco i vostri sogni, ascoltate i genitori, seguite le regole della famiglia: educazione, responsabilità, serietà. Quando ho lasciato la carriera calcistica a causa di una frattura alla gamba, i miei genitori mi hanno sostenuto, mi hanno spinto a impegnarmi a scuola e a estrarre un altro sogno dal cassetto. Ed eccolo qui!