Erika, 25 anni, un sorriso che conquista e un sogno nel cassetto: girare il mondo.


Raccontaci di te…

Vengo da un paesino in provincia di Reggio Emilia – Gualtieri, famoso perché conta forse più zanzare che abitanti! – e ho studiato moda. Dopo il diploma ho iniziato a frequentare un corso a Roma: lì ho capito che il mio paese mi stava stretto e da allora… non mi sono più fermata! Ho vissuto un po’ a Milano lavorando come web editor, poi ho deciso che era ora di migliorare il mio inglese andando a lavorare come ragazza alla pari in Australia. All’inizio è stata durissima, perché non capivo assolutamente nulla, ma piano piano ho iniziato a cavarmela. È stata una bellissima esperienza, anche perché già che ero dall’altra parte del mondo ne ho approfittato per viaggiare anche nel sud est asiatico: Bali, Vietnam… dei posti meravigliosi dove tornerò sicuramente!

E come sei arrivata al Padiglione Coca-Cola?

Dopo 10 mesi in giro per il mondo mi mancava il mio Paese, con tutti i suoi difetti, come la tendenza tutta italiana a trattare sempre le cose con leggerezza o la mania di parlare ad alta voce! Quindi sono tornata a Milano, ma volevo comunque continuare a lavorare in un contesto interazionale: quando ho saputo della possibilità di fare quest’esperienza con Coca-Cola, e per di più all’Expo, mi sono subito candidata. E in effetti le mie aspettative non sono state deluse: qui conosco ogni giorno persone provenienti da tutto il mondo, non mi sembra nemmeno di essere in Italia!

Tu lavori nello shop del Padiglione: qual è il vostro cliente tipo?

Se devo trovare un denominatore comune direi la curiosità: chi viene nello shop non lo fa solo per comprare, come nei negozi “normali”, ma vuole vedere e conoscere cose nuove. Tutti sono molto interessati ed entusiasti quando, ad esempio, raccontiamo come nascono i prodotti di artigianato del progetto 5by20o quando spieghiamo che i capi d’abbigliamento Ekocycle sono ricavati dalle bottiglie di PET Coca-Cola riciclate.

Vengono anche i collezionisti?

Oh sì, tantissimi e da tutto il mondo. L’ultimo è stato un signore francese che ci ha fatto vedere le foto di casa sua… tutta brandizzata Coca-Cola, dal frigorifero alla lavastoviglie, fino alle mattonelle del bagno! Inutile dire che ha comprato mezzo negozio!

Quali sono i prodotti più venduti?

La special edition di Alu bottle dedicata a Expo Milano 2015, ma anche quelle disegnate da Trussardi, e poi il fantastico ICON Tumbler, uno speciale bicchiere-borraccia che quando viene riempito assume la forma di una bottiglietta contour capovolta… la gente ne va matta!

E poi vanno tantissimo anche le t-shirt, i magneti, le infradito, i lipstick ai gusti di Coca-Cola, Fanta e Sprite, e naturalmente gli accessori 5by20…. I primi articoli a terminare sono sempre i braccialetti realizzati dal recupero delle lattine… dobbiamo riassortirli in continuazione.

E il tuo articolo preferito?

La tazzona per il latte e cereali con le pin-up disegnate da Haddon Sundblom… me la sono subito comprata!

Ci racconti un aneddoto o episodio curioso capitato nello shop?

Proprio qualche giorno fa è venuta una ragazza asiatica… senza scarpe! Non so che fine avessero fatto le sue, ma ha subito rimediato comprandosi un paio di infradito!

Cos’hai scoperto di Coca-Cola lavorando nel Padiglione?

Il Mello Yello, una buonissima bevanda al gusto di melone che mi ha fatto conoscere una mia collega! A parte questo, mi ha molto colpita l’aspetto della produzione localesapevo ad esempio che in Italia c’erano degli stabilimenti Coca-Cola perché quando ero piccola ne avevo visitato uno con la scuola, ma non pensavo che tutte le bevande che si vendono in Italia venissero prodotte qui.

Cosa porti a casa da questa esperienza?

Ho capito tante cose di me stessa: ad esempio, che mi piace lavorare a contatto con le persone e che non mi dispiace nemmeno l’attività di vendita, e dire che pensavo di non esserci portata. E poi è un lavoro che mi tira su il morale… anche quando sono un po’ giù mi basta venire qui e mi torna subito il buonumore!

Per concludere, i tuoi progetti per il futuro?

Partire di nuovo: voglio tornare in Asia e fare un’altra esperienza lavorativa all’estero, magari sempre come shop assistant, visto che non me la cavo male!

E in generale viaggiare, viaggiare e viaggiare… Mi sono data un obiettivo: entro i 35 anni vorrei aver visitato almeno metà del mondo!

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