Veronica, Luciano, Andrea e Francesco condividono una grande passione: lo sport. Praticano discipline diverse, ognuno seguendo i propri gusti e la propria storia, ma tutti riconoscono ciò che il momento sportivo continua a regalare a ciascuno: l’occasione di aprirsi, crescere e fare esperienza, abbattendo i pregiudizi che spesso accompagnano la loro condizione.

Oltre all’amore per l’attività fisica, Veronica, Luciano, Andrea e Francesco condividono anche una disabilità intellettiva, che li ha portati a sfruttare il potere magico dello sport: quello di spostare l’attenzione dalla disabilità alla capacità, dall’isolamento al coinvolgimento. Per imparare ad affrontare e abbracciare la vita quotidiana in ogni sua sfaccettatura.

Dopo un lungo percorso di preparazione, quest’anno erano a Montecatini Terme e Valinievole per partecipare ai Giochi Nazionali Estivi di Special Olympics, la più grande manifestazione sportiva al mondo volta a promuovere l’inclusione sociale e la condivisione tra persone con e senza disabilità intellettive. E sono diventati i protagonisti principali della campagna stampa dell’evento. Partecipare a questi Giochi – giunti al 50esimo anniversario e sostenuti da Coca-Cola fin dalla loro fondazione – significa tanto per loro. Allenarsi regolarmente in palestra per raggiungere il traguardo della convocazione, li ha portati ad avere uno scambio costante coi coetanei. Dando loro l’opportunità di dimostrare le proprie abilità, condividere le emozioni, costruire rapporti duraturi.

I sogni più lontani, Luciano Ragghianti li ha realizzati proprio grazie allo sport. Questo toscano di 32 anni, che oggi lavora come barista a Lucca, ha cominciato il suo percorso verso l’indipendenza grazie a un corso di minibasket iniziato a 11 anni. Ma è stato l’ingresso nella squadra di Special Olympics, Allegra Brigata, a cambiare ulteriormente la sua vita e quella della sua famiglia.

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"Ricordo ancora come si è illuminato quando ha ricevuto il borsone della Nazionale e la tanto desiderata divisa Special Olympics Italia. Dai suoi occhi ho capito che avrebbe dato il massimo e che non si sarebbe lasciato andare alle difficoltà”, ricorda il padre di Luciano, Adolfo. Nel 2016 Luciano ha partecipato ai Giochi Mondiali Invernali in Austria. Ha disputato la finale dei 100 metri di corsa con le racchette da neve. Durante la gara è caduto ma ha trovato la forza di rialzarsi per completare il percorso e tagliare il traguardo col sorriso. Alla fine, pur non salendo sul podio, Luciano ha superato la prova più difficile, tenendo fede al giuramento degli atleti Special Olympics:

Che io possa vincere ma se non riuscissi, che io possa tentare con tutte le mie forze

Anche se non ha portato a casa la medaglia, ha vinto ugualmente, lasciando intendere che da quel giorno in poi il futuro è aperto e non fa più paura, neanche a noi genitori”, dice Adolfo.

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Andrea e Francesco Camasso sono due gemelli di 24 anni con lo stesso sorriso aperto, il fisico atletico, la passione per il calcio e una disabilità riconducibile allo spettro autistico. Sono inseparabili, il primo con un carattere determinato; il secondo più tranquillo e affabile. Pur avendo completato un percorso scolastico alla scuola alberghiera, il loro legame non li ha spinti mai molto verso l’esterno. Ma lo sport, e lo stimolo di entrare a far parte una squadra di Special Olympics, li ha aiutati ad aprirsi e vivere esperienze straordinarie come i Mondiali Estivi di Los Angeles nel 2015.

Special Olympics mi ha cambiato la vita, mi ha dato la possibilità di viaggiare in Italia e nel mondo”, conferma Francesco. “È qui che, più che in ogni altra trasferta, hanno acquisito ottime competenze, hanno imparato a prendersi cura delle loro cose ed hanno avuto l'opportunità di vivere anche lontano dalla famiglia”, gli fa eco il padre.

Pur essendo la più giovane dei quattro, a 16 anni Veronica Paccagnella è quella che ha già superato le prove più impegnative. Alla nascita, i medici le hanno diagnosticato la sindrome di Down e, quando aveva due anni, hanno scoperto che soffriva di leucemia. Dopo aver affrontato con coraggio le cure e sconfitto la malattia, nel 2010 è arrivato un altro dolore: la scomparsa prematura del padre, cui era attaccatissima. Nonostante tutto, oggi Veronica si definisce “una ragazza serena, sorridente e più che mai attaccata alla vita”. E questo, oltre che per il suo carattere forte e per la grande famiglia che ha alle spalle, anche grazie allo stimolo che le ha offerto la ginnastica artistica.

Lo sport ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita”, dice Veronica. “Sono molto schematica. Il fatto che mi muovo bene all’interno delle regole è un mio punto di forza e anche nella ginnastica mi aiuta, perché è una ripetizione di movimenti che devono essere eseguiti in ordine e in maniera ripetitiva. La passione e l'impegno sportivo mi hanno regalato infinite soddisfazioni, l'ultima a dicembre quando mi è stato comunicato di essere stata convocata per i Giochi Mondiali Estivi che si terranno ad Abu Dhabi nel 2019. All'inizio non capivo bene cosa significasse ‘rappresentare il proprio Paese a un evento internazionale’, ma quando la mamma mi ha dato qualche spiegazione in più sono scoppiata a piangere! Mi sembra ancora un sogno e non vedo l'ora di vivermi questa meravigliosa avventura”.