Questo è un articolo basato sulla trasparenza. Spesso, l’opinione pubblica aiuta a plasmare la realtà, e noi siamo interessati all’opinione del nostro pubblico. E anziché trincerarci dietro un “no comment”, è nostra intenzione rispondere in maniera diretta ad alcune domande fondamentali. Così facendo, speriamo che il pubblico possa capire meglio la nostra posizione a questo riguardo e comprendere, inoltre, il motivo per cui facciamo ciò che facciamo.

Io e il mio collega Greg Koch – a capo del programma di gestione dell’acqua di The Coca-Cola Company – abbiamo deciso di rispondere a cinque domande che ci vengono poste regolarmente quando si parla di acqua.


1) Perché Coca-Cola ha a cuore l’acqua?

Ebbene, l’acqua è esattamente al centro della nostra attività. È un ingrediente essenziale in tutte le nostre bevande e viene utilizzata per coltivare le materie prime necessarie su cui facciamo affidamento. L’acqua è anche fondamentale per la salute e la prosperità economica delle comunità in cui operiamo. Se le comunità non sono sostenibili, nemmeno il nostro business potrà esserlo.


2) Perché Coca-Cola opera in aree soggette a stress idrico?

Siamo un’azienda che opera nel settore delle bevande e quindi siamo presenti dove ci sono persone che vogliono acquistare le nostre bevande. E operiamo in maniera responsabile in qualunque luogo del mondo.
Come azienda globale presente in 207 Paesi e aree geografiche in tutto il mondo, durante il corso di un anno ci sono alcuni impianti che si trovano a operare in zone colpite da stress idrico, declinato sotto forma di scarsità d’acqua, di qualità dell’acqua, di problematiche legate alle infrastrutture e altri tipi di problemi. Tuttavia, riteniamo che la nostra azienda possa operare all’interno di una comunità soggetta a stress idrico nel momento in cui andiamo a implementare i programmi adeguati e lavoriamo in stretto contatto con la comunità e con gli altri utilizzatori di acqua per valutare e monitorare la disponibilità delle fonti idriche. A questo riguardo, noi monitoriamo attentamente l’impatto del nostro consumo di acqua e chiediamo ai quasi 900 nostri impianti che gestiscono l’intero sistema di produzione, di valutare in maniera globale le vulnerabilità e i rischi legati alle fonti idriche locali. Inoltre, questi stessi impianti dispongono di piani specifici per affrontare i rischi identificati e stanno attivamente mettendo in atto i loro progetti in collaborazione con la comunità locale.
Anziché stare alla larga da un’area che ha bisogno, per esempio, di accesso all’acqua potabile, il nostro approccio è stato quello di analizzare le nostre attività e trovare delle soluzioni adeguate. Continuiamo a migliorare l’efficienza idrica dei nostri impianti, introducendo, tra le altre cose, la tecnologia che consente il riutilizzo dell’acqua. Svolgiamo anche un ruolo attivo per contribuire a mettere l’acqua a disposizione di chi ne ha bisogno, attraverso progetti di partnership con le comunità locali, per dare loro accesso ad acqua potabile e realizzare progetti legati alle infrastrutture. In molti casi, abbiamo fornito delle infrastrutture idriche in aree dove prima non erano mai esistite. E questa non è auto-celebrazione, ma la semplice condivisione della realtà delle cose. Sosteniamo, inoltre, programmi di accesso all’acqua perché questa è la cosa giusta da fare e perché è positivo per la nostra attività.
Costruiamo impianti in prossimità di città in cui vendiamo i nostri prodotti e dove esistono fonti idriche. Il mantenimento della produzione locale è fondamentale per noi, perché questo significa che il prodotto non deve essere trasportato dal sito di produzione al luogo dove viene consumato. Questo riduce le distanze di trasporto e gli impatti ad esso associati, e ci consente di contribuire all’economia locale, offrendo posti di lavoro a queste comunità. La produzione locale è fondamentale per la nostra azienda ed è per questo motivo che coinvolgiamo le comunità locali e lavoriamo per contribuire a mantenere le fonti idriche di cui tutti usufruiamo.
In altri termini, noi non realizzeremo un impianto in una zona che non è in grado di sostenere quell’impianto, perché non farebbe il bene della comunità, e nemmeno della nostra azienda.


3) Coca-Cola è a favore del rubinetto?

Risposta semplice, sì.
Non riteniamo che l’acqua in bottiglia sia in competizione con l’acqua di rubinetto, e non incoraggiamo l’uso dell’acqua in bottiglia in sostituzione di grandi sistemi idrici municipali. Siamo attivi sostenitori di sistemi idrici comunali e per il trattamento delle acque reflue, perché tali servizi aiutano le persone e le economie a crescere e prosperare e sono proprio queste le aree che noi preferiamo per fare business. Ma questi grandi sistemi idrici municipali non sono presenti dappertutto, né vi è un rubinetto ovunque andiamo.
Quando l’acqua in bottiglia può diventare, per qualcuno, una fonte d’acqua potabile, noi siamo sicuramente pronti ad offrire questa possibilità. Essendo un’azienda quotata in Borsa e che mira quindi al profitto, quando c’è una domanda di mercato per un determinato prodotto, il nostro obiettivo è soddisfare quella richiesta. L’acqua in bottiglia è una scelta molto diffusa per le persone in movimento e per chi, semplicemente, ne preferisce il gusto, quindi vendiamo anche questo prodotto all’interno del nostro portafoglio composto da oltre 4.000 bevande.


4) Perché state “riapprovvigionando” acqua?

Con il mondo intero posto di fronte a una crisi idrica, i governi, la società civile e le aziende hanno la responsabilità e l’opportunità di lavorare insieme per affrontare le sfide idriche globali. Da parte nostra, ci siamo imposti l’obiettivo di “restituire”, entro il 2020, una quantità d’acqua equivalente a quella che viene utilizzata all’interno delle nostre bevande e nei nostri sistemi di produzione. Uno dei progetti a cui stiamo lavorando per raggiungere questo obiettivo è quello di riapprovvigionare l’acqua utilizzata nei nostri prodotti finiti attraverso il sostegno di efficaci bacini di raccolta delle acque e di programmi idrici a vantaggio delle comunità locali.
E, per quanto già questo sia un progetto molto ambizioso e importante, c’è dell’altro: una volta raggiunto l’obiettivo del 100% e visto che i nostri volumi continuano a crescere, abbiamo intenzione di proseguire il nostro lavoro. Continueremo, infatti, a finanziare e sostenere altri progetti per mantenere sempre costante il livello di riapprovvigionamento. Quindi, se i nostri volumi crescono del 5%, il nostro obiettivo è fare crescere, di pari passo, anche i nostri livelli di riapprovvigionamento.
Se, da un lato, siamo orgogliosi dei progressi ottenuti in questo ambito, sappiamo anche che ci sarà qualcuno che criticherà la nostra scelta o che la metterà in discussione. E non ci sono problemi da questo punto di vista. Abbiamo condiviso la metodologia, le aree e i partner del progetto, così come il rapporto di verifica svolto da una terza parte indipendente. Collaboriamo sia con autorità pubbliche, stimate e rispettate a livello locale e globale, che con organizzazioni no-profit in tutto il mondo per restituire acqua laddove vi è un bisogno maggiore.


5) Che cosa significa “riapprovvigionare”?

Ogni anno, Coca-Cola utilizza circa 305 miliardi di litri d’acqua per produrre circa 150 miliardi di litri di bevande (Coca-Cola, Sprite, Fanta, Minute Maid, tè Fuze, ecc.), che vendiamo a 7 miliardi di consumatori in 207 Paesi e aree geografiche in tutto il mondo. Dei 305 miliardi di litri di acqua utilizzata, circa la metà va all’interno dei nostri prodotti e viene venduta ai consumatori (da precisare che questo numero cresce di pari passo con i nostri volumi). L’altra metà è utilizzata nei processi di produzione. L’acqua utilizzata appunto per la produzione viene adeguatamente trattata e rimessa in circolo, in natura. L’acqua utilizzata nei nostri prodotti è quella che intendiamo riapprovvigionare attraverso oltre 200 progetti idrici a beneficio delle comunità locali in 61 Paesi e aree geografiche.
Alla fine del 2014, Coca-Cola ha riapprovvigionato (restituito) alle comunità e alla natura il 94% dell’acqua contenuta nei nostri prodotti. L’acqua viene restituita attraverso progetti mirati a livello locale che affrontano problematiche legate all’acqua laddove vi è un maggiore bisogno (ad esempio: accesso all’acqua potabile, protezione dei bacini di raccolta e riforestazione). Questi progetti ci consentono di riapprovvigionare e restituire alle comunità e alla natura quasi tutta l’acqua utilizzata nei prodotti Coca-Cola.

Bea Perez
Chief Sustainability Officer

Greg Koch
Senior Director, Global Water Stewardship