È come una versione di Nuovo Cinema Paradiso, ma con un lieto fine eccezionale. E il vantaggio di essere tutta vera. La storia di Claudio Gubitosi e della sua Giffoni Experience in un certo senso ricorda quella del film di Tornatore, che comincia con il ragazzino di un paesino meridionale che si appassiona al cinema facendo il proiezionista in una sala di provincia. Solo che, al posto di finire a fare il regista disilluso, il fondatore di questa rassegna di film per ragazzi diventa un vero imprenditore culturale, creando uno dei festival cinematografici più importanti del mondo, ormai giunto alla 46esima edizione.

“I primi anni sono stati difficili, era un progetto troppo visionario, poi è decollato e siamo riusciti a portare a Giffoni Valle Piana personaggi blasonati come François Truffaut, Meryl Streep, Michelangelo Antonioni, Robert De Niro”, dice Gubitosi con un certo orgoglio. “È venuto persino Gorbaciov….”.

 Anche al telefono, l’entusiasmo del padre fondatore e direttore della kermesse è contagioso. È la stessa energia che gli ha permesso di trasformare un borgo sonnacchioso della provincia salernitana in una destinazione per il cinema giovanile, un centro dinamico di confronto, che oggi vanta decine di ostelli e bed&breakfast, 4 banche e 25 ristoranti (80 se si considera tutta l’area). Un’impresa titanica che nel tempo ha creato intorno al festival un’esperienza ben al di là del grande schermo. E che l’anno prossimo inaugurerà addirittura una Multimedia Valley, con un museo, una cineteca, un co-working e un incubatore per imprese creative che mira a dare lavoro a 300 giovani entro il 2018. Il tutto partendo da una rassegna ideata ai tempi in cui i film per ragazzi erano considerati un genere di terz’ordine.

“Specializzarci fin da subito ha premiato perché, nel frattempo, l’età media del pubblico di chi va al cinema si è abbassata, costringendo l’industria ad adattarsi e a investire: sono arrivati i Lucas e gli Spielberg e noi ci siamo trovati al centro di una rivoluzione, tanto che oggi questo genere non esiste più: ci sono film che rappresentano i ragazzi e il loro mondo. Ma possono essere per tutti”.

Fino da quando è stato fondato, nel 1972, Giffoni ha messo i giovani al centro del progetto, affidando loro la selezione dei film, i dibattiti, le giurie, forgiando così uno spirito unico che distingue questo festival da altri più classici, da Venezia al Tribeca.

“Beati quelli in periferia, che sono più centrali in assoluto: è proprio la diversità offerta da questo paese di provincia a renderlo così speciale”.

L’avvento dei social network ha contribuito a coinvolgere ancora di più il pubblico, aprendo una finestra che consente agli organizzatori di essere sempre “in ascolto” dei giovani e collaborando anche alla creazione del palinsesto: quest’anno fra gli ospiti selezionati ci sono, fra gli altri, Jennifer AnistonMatteo Garrone, l’intero cast della serie Gomorra e Sam Claflin, eroe britannico della saga degli Hunger Games. Ricchissimo, come sempre, il programma del festival, con 105 in concorso giudicati da oltre 4.000 giurati a partire dai 3 anni di età. Quattro le anteprime italiane, fra cui l’animazione targata Pixar-Disney “Alla ricerca di Dory”, sequel del blockbuster “Alla ricerca di Nemo”; e quella di“Ghostbusters”, remake tutto al femminile del famoso film anni Ottanta. Ma, grazie a una nutrita parte musicale e vari artisti di strada, Giffoni Experience non si limita ai film: ci saranno spettacoli, teatro e laboratori, fra cui il#TasteYourTalent Days, in cui i manager delle Risorse Umane di Coca-Cola HBC Italia daranno consigli sull’orientamento universitario e professionale ai giurati della categoria +18. E si esibiranno in concerto Baby K, gli AlmamegrettaNiccolò AgliardiEugenio Bennato e tanti altri.

Il tema scelto è Destinazioni, argomento aperto a essere declinato in vari modi perché, come dice una famosa poesia di Costantino Kavafis: “Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos’altro ti aspetti?”. Il tema è un percorso nell’identità, nei sogni e nelle paure dei giovani. Storie di chi si affranca dal mondo genitoriale e di chi accompagna i giovani nel loro percorso di crescita. Senza scordare una questione attuale e sensibile come quella dei migranti, gente che fugge verso destinazioni sconosciute. 

Giffoni Experience

“Avere un pubblico da 50 paesi diversi concentrato a Giffoni serve per stimolare il dibattito. E offre ai ragazzi l’opportunità di avere uno sguardo sul mondo e scegliere più consapevolmente le proprie destinazioni”.

Per sua natura il Giffoni Experience è un osservatorio privilegiato su tendenze ed evoluzioni culturali delle giovani generazioni e, da attento osservatore esterno, Gubitosi non ha dubbi nel giudicare i 250mila ragazzi che ogni anno affollano le strade di Giffoni.

“Altro che irresponsabili, come spesso sento definire i giovani d’oggi”, conclude il direttore. “Ai dibattiti e nelle attività collaterali vedo ironia e spensieratezza convivere con grande maturità, talento e potenzialità, anche su temi difficili come il sesso, le droghe e persino la morte”.