Quasi 400 ragazzi da tutto il mondo si sono riuniti per quattro giorni per l'Annual Curator Meeting, il meeting annuale dei Curatori dei Global Shapers, per discutere dei problemi globali e per cercare insieme delle soluzioni: sono 4 giorni di training, incontri, networking e sessioni al World Trade Organization, al World Economic Forum e alle Nazioni Unite. In qualità di neo-curatrice dei Global Shapers di Roma, ad agosto ho partecipato a questo evento che ha cambiato per sempre il modo in cui vedo il mondo.

Entrando nella sala dove si svolgeva la riunione, la prima cosa che ho notato è stata la diversità: quasi ogni paese del mondo era rappresentato, con persone provenienti da posti lontanissimi e sconosciuti, persone provenienti da paesi che stanno affrontando crisi terribili, persone dalla Silicon Valley e da Bruxelles. Tutti però accumunati da due cose: la straordinarietà e la voglia di migliorare insieme il mondo, lavorando nel tempo libero e passando le vacanze impegnandosi in prima linea.

Il meeting si è aperto con una plenaria al World Trade Organization dove si è discusso della crisi dei rifugiati, di come l'innovazione tecnologica stia aiutando ad affrontare le sfide (spoiler: the revolution will be tweeted), e dell'importanza per i Millennials di essere seduti ai tavoli dove vengono prese le decisioni che impattano il mondo.

L'ultimo giorno alle Nazioni Unite si è discusso del sondaggio del World Economic Forum sui Millennials e dei problemi che ogni paese sta affrontando: il 33% delle persone si sentirebbe più libero se potesse vivere senza paura, il 22% dei Millennials accoglierebbe i rifugiati nella propria casa. E mi sono sentita orgogliosa di essere una Millennial. Alcuni shapers hanno raccontato le sfide dei loro paesi, come il Venezuela che sta affrontando una crisi gravissima, e di come questo condizioni le loro vite.

Nel frattempo workshops e training al World Economic Forum sono stati dedicati a temi quali economia, libertà, climate change, diritti umani e sono state presentate le best practices degli Hub. L'Hub di Roma ha un track record di progetti ad altissimo impatto, quindi abbiamo tenuto un workshop sull'importanza dell'impact assessment, presentando il case study di Powering Education, che ha vinto il primo Coca-Cola Challenge, una competizione mondiale che seleziona il miglior progetto ad impatto sociale. L’educazione è uno dei temi principali: un ragazzo del Ghana ci ha parlato del loro progetto di una centrale di purificazione dell’acqua vicino alle scuole per incentivare i bambini a frequentare le lezioni. Un altro Hub lavora a un progetto di costruzione di dormitori vicino alle scuole per i ragazzi che abitano troppo lontano.

Da un punto di vista personale questi giorni mi hanno arricchita moltissimo. Ho conosciuto delle persone con le quali sono entrata subito in sintonia e che so che saranno amici, amici veri, per sempre. Perché la passione e l'energia che ci accomuna sono dei collanti fortissimi. La mia compagna di stanza, Dia, è una ragazza Siriana che vive ad Abu Dhabi, con una forza e un'energia che non ho mai incontrato prima. Il mio compagno di gruppo -Tribemate- Abayomi era un ragazzo Nigeriano che ha fondato una NGO in Moldavia ed è una persona straordinaria. Julia, la curatrice dell'Hub di Barcellona, è probabilmente la persona più coinvolgente, e con una carica unica, che abbia conosciuto. E come loro tutti gli altri.

Passare quattro giorni a sorridere mentre si parla di come avere un impatto sul mondo con persone al di fuori del comune, questo è stato l’Annual Curator Meeting. E sono convinta che se tutti avessero la possibilità di entrare in contatto con questa community, molti problemi sarebbero affrontati e risolti molto più facilmente.

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Costanza Gallo Curator, Globals Shapers Rome Hub

Sales Executive per Oracle Digital dove aiuto la pubblica amministrazione locale Italiana nella Digital Transformation. Ho lavorato per Rocket Internet, un incubatore di startup digitali, in Asia, Africa ed Europa, e ho conseguito un MSc alla London School of Economics. Appassionata di innovazione e di social entrepreneurship, credo che la tecnologia possa dare luogo ad un mondo migliore. Ho pubblicato articoli per testate nazionali ed internazionali come Panorama, ed il Financial Times. Essere Global Shaper vuol dire far diventare le proprie passioni realtà, e migliorare insieme la realtà che ci circonda.