Solo negli ultimi 10 anni molte personalità, più o meno famose, della comunità LGBTQI+ si sono rivelate pubblicamente. Cosa è cambiato col tempo? Oggi esiste una strada che permette di dribblare i canali di comunicazione tradizionali, mantenendo un tono più intimo e controllando meglio la propria narrazione: i social media.

Ne sa qualcosa Emanuele Ferrari, in arte Emi’s Life, fenomeno di Instagram di 23 anni che si è guadagnato 1,5 milioni di follower grazie alle parodie dei vestiti più assurdi indossati dalle celebrities, che posta ricoprendosi di verdura, carta igienica e altri oggetti improbabili recuperati in casa. Attraverso i social, Emanuele – che studia marketing a Novara, la sua città natale – ha conosciuto il suo primo amore, che l’ha gradualmente convinto a superare il mondo di specchi e finzioni che si era costruito nella realtà (ma anche online) per nascondere la sua vera identità. E, dopo aver affrontato un percorso intimo di accettazione personale, ha usato il suo profilo Instagram per raccontare del nuovo amore e della serenità ritrovata.

“È stato liberatorio”, confessa Emanuele, che non a caso ha scelto la scorsa giornata mondiale contro l’omofobia (17 maggio) per postare la foto del suo coming out. “Ho ricevuto tantissimi commenti positivi e spero che il mio espormi possa essere d’aiuto a tutti quelli che fingono di essere persone che non sono. Io ci sono passato e so quanto sia difficile”.

Avere modelli di riferimento positivi può aiutare perché fa sentire meno soli. Per questo le manifestazioni come il Milano Pride restano importanti. Partecipare con migliaia di persone che celebrano l’amore universale senza paura di esprimersi ed essere giudicati è la chiave per combattere il disincanto. Come lo è il fatto che i nuovi idoli della rete come Emanuele facciano coming out pubblico.

“I social hanno giocato un ruolo fondamentale nel cambiare le cose”, dice un’altra giovane voce della generazione Z, ovvero dei nativi digitali cresciuti a pane e internet. Sofia Viscardi, YouTuber 21enne e interprete del mondo teen che vanta un canale da 750mila iscritti oltre a un milione e mezzo di follower su Instagram, è d’accordo con il collega Emanuele.

“Oggi, grazie a internet si possono scoprire tanti mondi affini non legati ai nostri confini geografici di riferimento”, sottolinea. “Questo aiuta a essere se stessi e vale per qualsiasi tipo di minoranza, non solo quella relativa all’orientamento sessuale: dal modo di vestirsi agli interessi musicali o culturali”.

Sofia non nega che la possibilità di scegliere fra migliaia di modelli, opzioni e sfumature possa creare, a volte, qualche confusione in più rispetto al passato. Questo, però, secondo lei grava soprattutto sulle spalle delle generazioni precedenti, più abituate a voler definire ed etichettare.

“La fluidità è un concetto molto presente nei miei coetanei, non solo dal punto di vista delle preferenze sessuali ma anche nel lavoro o, più generalmente, nelle aspettative per il futuro. Il non definito non ci spaventa e siamo più aperti a provare esperienze nuove”.

Questo, però, non significa che l’amore ai tempi dei social media sia cambiato.

“La sostanza resta la stessa, cambiano gli approcci che tendono a essere più diretti e veloci”, nota Emanuele, mentre Sofia aggiunge che “La tecnologia offre tante opportunità, ma non tutti sono interessati a coglierle, dipende dal carattere del singolo. Ricevo tante domande da parte di ragazze che mi chiedono ancora se, per esempio, è giusto che una donna faccia il primo passo”.

Entrambi credono, comunque, che oggi una manifestazione come il Pride sia fondamentale. Emanuele, che l’ha provato sulla sua pelle, sa bene come la nostra società stenti tuttora ad accettare fino in fondo la diversità, nonostante le apparenze.

“A volte può sembrare che tutti siano liberi di fare quel che vogliono, ma la realtà è diversa: i pregiudizi e le pressioni sociali a uniformarsi sono ancora forti. Questo rende importante manifestare per i diritti di tutti, a maggior ragione per me, vista la dichiarazione del mese scorso: sarà una festa bellissima”.

Questo è il motivo principale per cui Sofia assieme a Emanuele e Diego Passoni saranno presenti in qualità di Ambassador alla parata del 29 giugno con Coca-Cola per sostenere l’amore che cancella le distanze e annulla le diversità.

”Il segreto del successo di manifestazioni come il Milano Pride risiede nel fatto che non si combatte la rabbia con la rabbia. Credo tantissimo nel potere dell’amore per risolvere l’ostilità, che spesso viene dalla paura di qualcosa che non si conosce”.