Nel 1971, Coca-Cola ha fatto cantare il mondo con il suo emblematico spot pubblicitario. Più di quarant’anni dopo, il brand ha invitato le popolazioni di India e Pakistan, da decenni in conflitto, a condividere un momento di sintonia e gioia con il supporto della tecnologia.

Questo video mostra che ciò che ci unisce è più forte di ciò che divide. Lahore, in Pakistan, e Nuova Delhi, in India, sono due città nettamente separate non tanto dai poco più di 500 chilometri di distanza, quanto da decenni di tensioni politiche. Qui nel 2013 Coca-Cola ha fatto un esperimento: ha installato due super tecnologici distributori automatici in due frequentatissimi centri commerciali, invitando i consumatori a lasciare da parte le divergenze e condividere qualche minuto insieme con una Coca. 

L’iniziativa, chiamata “Small World Machines”, ha fornito un ponte di comunicazione diretta capace di unire tra loro perfetti sconosciuti di due Paesi divisi da più che semplici confini, con la speranza di dare vita a brevi momenti di felicità e promuovere scambi interculturali nel mondo. Coca-Cola e Leo Burnett hanno utilizzato innovative tecnologie touchscreen 3D per proiettare un video in diretta streaming sullo schermo dei distributori, filmando simultaneamente attraverso la macchina stessa quello che accadeva, per cogliere in diretta gli scambi emotivi. Persone dei due Paesi e con percorsi di vita diversi sono state invitate a compiere un gesto in amicizia prima di condividere una Coca-Cola: salutarsi, toccarsi la mano, disegnare un simbolo di pace o ballare.

Una nota: nessuna persona presente nel video è un attore, quindi le loro reazioni sono state del tutto spontanee!

Small World Machines in India e Pakistan

I racconti di chi c’era

Il filmato mostra teneri incontri, come quello tra una ragazza di Delhi che tocca le mani dell’anziana signora pakistana, ma anche interazioni più vivaci, compresa una gara di ballo improvvisata tra due ultrasessantenni.

Non siamo riusciti a farli smettere”, ha raccontato Saad Pall, Assistant Brand Manager di Coca-Cola in Pakistan. “Quando alla fine si sono fermati, erano entrambi senza fiato”.

Secondo Andy DiLallo, Chief Creative Officer di Leo Burnett Sydney ascoltare i racconti che le persone si scambiavano ha reso l’esperienza ancor più eccezionale. “Quando le Small World Machines sono state messe in funzione, c’erano nell’aria gioia e stupore sinceri. Vedere un bambino correre verso la macchina per cercare di battere un cinque, è stato uno di questi momenti. Un’altra persona è venuta da me a dirmi che aveva passato tutta la vita in India e che non era mai andato a ‘vedere che cosa c’era’ in Pakistan. Per lui, era sorprendente vedere come si vestissero. Una piccola cosa a cui non si penserebbe mai, soprattutto quando si viene dall’Occidente”.

Alla fine delle quasi dieci ore di riprese, da un lato come dall’altro della frontiera il pubblico che si era raccolto davanti alle macchine ha messo musica a tutto volume e, ballando, ha salutato i nuovi amici dall’altro lato. Anche le troupe dietro le videocamere si sono unite ai festeggiamenti e così pure i team Coca-Cola di Pakistan e India.

L’esperienza ha toccato corde emotive particolarmente sensibili nei team di India e Pakistan, che hanno collaborato al progetto. Lo stesso Ajay Naqvi, Direttore Generale, Creative Excellence, di Coca-Cola India, ha confessato di aver avuto la pelle d’oca la prima volta che ha visto il film. E il messaggio universale si è diffuso anche fuori all’India e dal Pakistan, perché, ha spiegato: “esistono tensioni socio-culturali in tutto il mondo, ed esistono per motivi egoistici”.

Ma, in fondo, come ha dimostrato il film, l’umanità sta tutta nel condividere e nell’essere felici”.


'Small World Machines' di Coca-Cola ha realizzato un ponte di comunicazione fra India e Pakistan. Grazie alla tecnologia touchscreen 3D, è stato possibile proiettare un video in diretta streaming sullo schermo dei 2 distributori automatici e, contemporaneamente, riprendere dalla macchina stessa gli scambi fra le persone che interagivano.

Le persone davanti ai due schermi sono state invitate a fare qualcosa insieme – posizionare la propria mano, disegnare il simbolo della pace, danzare – e hanno poi ricevuto in regalo una Coca-Cola.

Questa iniziativa ha permesso di unire tra loro persone che non si conoscono e che vivono di due Paesi divisi da più che semplici confini.

Alla fine delle riprese, da un lato e dall’altro della frontiera il pubblico ha messo musica a tutto volume e, ballando, ha salutato i nuovi amici dall’altro lato.