Siamo in Lucania, Basilicata, terra di storia e di natura. Ai piedi del monte Vulture, un vulcano alto 1.327 metri inattivo dalla preistoria, si estende un territorio ricco di acque minerali che rappresenta il più grande bacino idrico italiano con ben il 30% delle risorse nazionali.

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Qui nel lontano 1896 Antonio Traficante scopre una fonte da cui sgorgava un'acqua effervescente naturale: Sveva. La battezzò così in onore a Federico II di Svevia, che proprio a Melfi, uno dei comuni dell’area, promulgò le celebri Costituzioni, considerate la prima raccolta di leggi di uno stato moderno. È l’inizio di Fonti del Vulture, una realtà produttiva che oggi festeggia 120 anni.

Alla fine del XIX secolo, l’azienda ha una dimensione artigianale, fatta di bottiglie imbottigliate e tappate una per una, ma i riconoscimenti non tardano ad arrivare: l’acqua riceve un "Diploma di Menzione Onorevole" all'esposizione di Torino del 1898 e annovera tra i suoi clienti Sua Altezza Reale il Duca di Genova, che vuole perfino un'etichettatura apposita con lo stemma del suo casato.

Tra gli anni 50 e 60 lo stabilimento cresce costantemente iniziando ad acquisire una dimensione industriale, con l’installazione di una linea semiautomatica per l’imbottigliamento in vetro.

Ma la vera svolta arriva nel 1979 quando la ditta individuale di Traficante diviene una società di capitali e si trasferisce in un nuovo stabilimento di 5mila metri quadrati dotato della prima linea automatica. Nel 1990 l’impianto viene raddoppiato e provvisto della prima linea Pet, mentre nel 1991 nasce l’acqua oligominerale Lilia. Un nuovo ampliamento arriva nel 1998, due anni dopo aver festeggiato i primi cento anni di storia, con l’aggiunta di 3mila metri quadrati e la terza linea Pet.

Il nuovo secolo si apre con la fusione, nel 2005, tra l’azienda Traficante e la Siam di Monticchio, grazie alla quale la società raggiunge le sue dimensioni attuali, e l’acquisizione da parte di Coca-Cola Hellenic Bottling Company e The Coca-Cola Company avvenuta nel 2006. All’interno della sua strategia di ampliamento dell’offerta, Coca-Cola ha scelto Fonti del Vulture per le particolari qualità possedute da queste acque e per le capacità professionali delle persone che vi lavorano.

Un evento vissuto dai dipendenti con l’entusiasmo di una nuova grande sfida, come racconta Anna Lotito, Quality&Environment Manager, in azienda da 26 anni: “La piccola azienda che incontra il Colosso internazionale. Eravamo frastornati ma nel contempo emozionatissimi. La nostra conoscenza del mondo delle acque minerali insieme alle competenze e al background di Coca-Cola hanno creato subito una sinergia vincente!”. Le fa eco la collega Adele di Nitto, Warehouse Administrative Clerk, 18 anni di anzianità: “Non dimenticherò mai il passaggio ufficiale dal precedente assetto societario a quello attuale, poiché ha sancito la crescita di un’azienda che, già leader nelle acque minerali, ha guardato verso orizzonti più ampi”.

La storia non finisce qui. Dopo la linea ad alta velocità installata nel 2008 e un ulteriore ampliamento nel 2011, nel 2015 Fonti del Vulture ha vinto il bando “Conai per la prevenzione - Valorizzare la sostenibilità ambientale degli imballaggi”. Fonti del Vulture, continua Lotito, “ha investito non solo in tecnologia, ma anche nella ricerca di acque minerali di qualità eccellente, gestendo questa preziosa risorsa in modo sostenibile, nel pieno rispetto dell’ambiente e delle comunità locali”.

Per Gerardo Nardozza, operatore di linea con oltre 20 anni di anzianità, “La serietà degli addetti ai lavori, la qualità di un prodotto che si può ottenere solo dalle montagne del Vulture e il rispetto verso il consumatore sono gli ingredienti del suo successo. Centovent’anni sono tantissimi e Fonti del Vulture non li dimostra: bevendo Lilia è rimasta giovane”.

Competenze e conoscenze unite alla passione che ha animato la famiglia Traficante: “Leggo in questa passione la volontà del passaggio di proprietà a Coca-Cola per garantire un successo a livello nazionale” sottolinea Di Nitto.

Una storia di successo scritta da persone che lavorano con impegno e orgoglio nell’impareggiabile scenario naturale di castagni, abeti e faggi, tra i quali svetta il Monte Vulture, vigile custode delle ottime acque minerali di Fonti del Vulture.