Irama, Emis Killa, Annalisa e Charlie Charles raccontano le ultime evoluzioni della musica e i segreti per creare una hit

Parlare di generi musicali con artisti affermati non è facile: raramente amano etichettare la propria creatività. Preferiscono sentirsi liberi di cercare nuovi mix e forme di contaminazione tra generi differenti, seppure sempre attenti a mantenere ognuno un proprio stile distinto e riconoscibile. Parola dei quattro coach di Future Legend, la prima Music Battle in lattina, con cui Coca-Cola cerca le nuove leggende della musica di domani.

Per farlo ha affidato ad artisti del calibro di Irama (pop), Emis Killa (rap), Annalisa (soul) e Charlie Charles (trap) il compito di selezionare chi partecipa alla competizione e coltivarne il talento, mettendo a disposizione la loro esperienza e bravura.

“La mia identità si trova nei testi”, conferma Irama, reduce da un 2018 costellato di dischi d’oro e di platino. “Cambio ritmi e metriche, mescolando il rap col canto, fino quasi alla recitazione”.

Fra gli ascoltatori che cercano di raccapezzarsi in questo meticciato, però, i generi continuano ad assolvere una funzione importante. E fra quelli in gara, il rap sembra quello che, ultimamente, ha registrato l’evoluzione più marcata.
“All’inizio degli anni Duemila era ancora ghetto, se andava bene suonavi in un centro sociale”, ricorda Emis Killa, considerato un pioniere delle influenze melodiche nell’hip hop. “Ha cominciato a cambiare con gli Articolo 31 e i Sottotono, continuando con me e Fedez per arrivare fino a Charlie [Charles, ndr] attraverso Ghali. È come se fossimo partiti da fondo campo passandoci la palla per fare gol, allargando la porta d’ingresso a un pubblico più ampio. Adesso anche i rapper che fanno musica molto tecnica hanno la possibilità di vincere dischi d’oro. E questa è una bella storia”.

Concorda Charlie Charles, beatmaker che ha reso famosa la trap in Italia. Al punto da prevedere, per il futuro più prossimo, un ulteriore alleggerimento del suo genere, nato inizialmente per raccontare storie difficili, espresse con linguaggi crudi e ritmi cupi.
“Oggi il pubblico non vuole impegnarsi troppo, preferisce temi spensierati”, dice Charlie. “Le grandi hit non sono mai complicate. Anch’io tendo a semplificare. Ma miglioro la qualità, mantenendo sempre la stessa tecnica: melodia, batteria e voce”.

Annalisa, che ha all’attivo quattro partecipazioni a Sanremo e il titolo MTV di Best Italian Act 2018, condivide questa previsione. Anche se, per lei, la spontaneità resta l’ingrediente principe.
“Ci vuole una scrittura dritta, precisa come se si stesse parlando in faccia alle persone, senza sovrastrutture legate allo stile. È facile associare il soul con il passato: studiare bene Aretha Franklin serve per trovare una chiave contemporanea, non per riprodurla fedelmente. Una come Ariana Grande, per esempio, lo fa benissimo”.

“Il pubblico oggi vuole verità, autenticità”, le fa eco Irama. “Cerca crudezza, non perfezione”.

Attraverso i social media, la Music Battle di Coca-Cola – che si svolge online – punta a dare voce proprio a una fascia di pubblico ben precisa per individuare i talenti del futuro: i teenager. Si vedrà, quindi, se i loro gusti avvaloreranno le tesi dei coach. D’altronde, i social hanno abbattuto le barriere fra il pubblico e i suoi idoli in un modo impensabile fino a pochi anni fa. “I fan si sentono molto più vicini”, conferma Charlie. “Da bambino ero appassionato di Michael Jackson, mi sembrava una leggenda inarrivabile, di cui non potevo sapere nulla. Mentre oggi puoi avere una visione a 360 gradi sulla vita dei tuoi miti. Questo ha effetti positivi, anche se io personalmente preferisco espormi poco e restare dietro le quinte”.

I social sono una grande opportunità di comunicazione”, riconosce Irama. “Ma si portano dietro anche una responsabilità, perché moltiplicano il potere d’influenzare le persone. Mi sono sempre ispirato a cantautori come Guccini e De André e so bene quanto le parole siano importanti”.

Tutti e quattro concordano sull’importanza fondamentale di questi canali, anche se nessuno fra loro ne è dipendente. Charlie li usa per fare ricerche e tenersi aggiornato sulle ultime tendenze. Irama cerca di essere più naturale possibile (“Per quanto si possa esserlo davanti a uno schermo…”). Emis ogni tanto ci litiga, disapprovando l’impressione d’intimità che creano (“C’è gente che crede di conoscermi perché mi segue sui social e si prende delle confidenze che mettono a disagio”). Ma è Annalisa a chiudere il cerchio.
L’importante è essere autentici. Devi raccontare in modo coerente te stesso e la tua musica. L’unica palestra per i social sono i social stessi, essere abituati a esibirsi in pubblico non c’entra. Ma attenzione, onestà non significa improvvisazione: meglio essere consapevoli dei propri limiti in modo che, quando non se ne ha voglia, si possano tranquillamente evitare certe situazioni”.

La gara per trovare le future leggende della musica prende forma e i coach hanno ancora tanti aneddoti e consigli da condividere: curiosi di scoprire cosa ci riserva la competizione?

Future Legend è la prima Music Battle in lattina con cui Coca-Cola invita i giovani a sognare, offrendo un’opportunità unica per farsi strada e dando la possibilità ai loro coetanei di scegliere le prossime leggende della musica. Il format, sviluppato in fasi diverse che copriranno tutto il 2019, verrà documentato con i commenti esclusivi degli artisti e dei ragazzi che ne prenderanno parte su Journey.