Sono portati a intraprendere nuove esperienze di gusto, anche per poterle condividere con amici e parenti, ma vorrebbero avere più tempo per godersi la cucina, che si conferma uno degli aspetti fondamentali della vita, la cosa che resta più impressa dopo un evento, soprattutto quando appaga la vista e soddisfa la voglia di dolce. 

Questo il ritratto degli italiani che emerge da una ricerca di Coca-Cola sull'esperienza di gustare cibi e bevande, che ha coinvolto 11.734 intervistati in 10 Paesi europei. Un ritratto per certi versi inaspettato che infrange l’immagine degli italiani devoti alla tradizione e poco propensi a sperimentare nuovi sapori e abbinamenti. Il 41% dei nostri connazionali infatti si definisce “avventuroso” quando si tratta di provare nuove esperienze di gusto e pronto a divulgare le sue scoperte sotto forma di consigli e raccomandazioni a parenti e amici. Un’inclinazione comune al resto dei Paesi europei coinvolti nell’indagine. 

Tuttavia il 38% degli italiani è troppo impegnato e si rammarica di non avere tempo di godersi le gioie del palato e l’armonia a tavola a causa dei ritmi frenetici imposti dalla vita moderna. Per fortuna l’arrivo dell’estate spezza questa routine: il 42% degli intervistati è più propenso a provare nuovi sapori durante la bella stagione. Gli abitanti del Belpaese si confermano un popolo godereccio per il quale il cibo non è solo una piacevole esperienza, ma la misura di tutte le cose: dopo un evento il 30% degli intervistati ricorda soprattutto quello che ha mangiato o bevuto.

Sembra che gli italiani siano preparatissimi in fatto di gusto, ma anche loro fanno qualche sbaglio. Più della metà degli intervistati (52%) non sa quanti sapori fondamentali esistano (dolce, salato, acido/aspro, amaro e unami, cioè saporito). Il 46% preferisce il dolce, che è il sapore con cui quasi un terzo degli italiani inizia la giornata e il 25% la chiude. E quando si tratta dell’appagamento dei sensi, a tavola gli occhi sono più grandi della bocca: secondo il 75% degli intervistati la vista è il senso che dà più piacere, seguito dal gusto, citato dal 39%. “Vedere per credere” è l’invito che riceviamo da ogni piatto. Un atteggiamento che Charles Spence, professore di Psicologia Sperimentale del Dipartimento di Psicologia Sperimentale dell’Università di Oxford, spiega così: “Vista, udito, tatto e olfatto hanno tutti un impatto indipendente sulla nostra percezione del gusto. In particolare i segnali visivi sono fondamentali perché aiutano ad impostare le aspettative che ancorano la successiva esperienza di degustazione”.

Italiani e il gusto

La ricerca ha confermato anche la percezione dell’unicità di Coca-Cola. Il 57% degli intervistati afferma che è proprio il suo gusto a rendere unica la bevanda. Un gusto che per il 59% è rinfrescante, per il 47% viene esaltato dalla temperatura e per il 41% deve essere valorizzato da una fetta di limone. E come tutte le cose particolari, Coca-Cola provoca sensazioni diverse a seconda di chi la assapora: se un 32% si sente rilassato dopo aver bevuto Coca-Cola, un altro 30% si scopre energico!