Nel primo post della rubrica “Lavorare digitale” abbiamo tentato di rispondere alla domanda “Cosa significa essere digitali?", citando Nicholas Negroponte, Marc Prensky e altri “saggi” studiosi del digitale “sociale”.

Sono convinta che per dettagliare le caratteristiche peculiari dell’ “homo digitalis” non serva andare poi così lontano, ma saper unire i puntini che ne tracciano la figura, individuando trend e cambiamenti sostanziali.

Potremmo ricavare l’identikit del digital manager, costruito su 5 caratteristiche:

  1. Always on: ovvero sempre connessi, e per nostra volontà. Nessuno ci impone di essere sempre loggati h24 nelle applicazioni dello smartphone, attivare le notifiche push e tenere un dispositivo “parlante” sempre a portata di mano. Eppure lo facciamo.
  2. Essere ovunque: in qualsiasi luogo, anche non fisico, anche digitale. Le piazze, i presidi e i posti dove, in un modo o nell’altro, possiamo lasciare traccia della nostra presenza sono infiniti, e spesso siamo in più luoghi contemporaneamente. Anche nel lavoro, siamo smart e multitasking.
  3. Essere agile: più inclini al cambiamento, più votati alla mobilità, sempre meno affini alla lentezza. Non ci aspettiamo più barriere nel vivere un’esperienza e nell’avere risposte. La facilità di utilizzo e l’estrema semplicità nell’accedere a servizi e informazioni ci sta illudendo che sia possibile ottenere tutto con poco sforzo. Dall’aprire un conto in banca a risolvere un problema con un prodotto o un servizio.
  4. Essere social: nella misura in cui condividiamo, in maniera naturale e con sempre meno gradi di separazione, esperienze e opinioni, non solo con la nostra piccola cerchia di conoscenti, ma anche e soprattutto con sconosciuti e persone geograficamente lontane. La distanza non è più un limite fisico, ma è dettata spesso da algoritmi e da inclusione e pervasività tecnologica.
  5. Essere emozionale: la velocità delle interazioni ci spinge a un presenzialismo “di pancia”. Su Facebook siamo chiamati a partecipare con delle “reactions”, su Twitter a condensare in pochi caratteri concetti complessi, che a volte avrebbero bisogno di maggiore approfondimento. La battaglia dei contenuti la giochiamo sui titoli, sulla brevità e quella della pubblicità sull’effetto – ancora una volta – wow e sul real time marketing.

L’uomo digitale, per chiudere, ha molte possibilità d’agire nella società e di aumentare la portata del proprio tempo, lavorativo e libero.

Queste caratteristiche, se per molti possono generare coercizioni, per un vero digital manager diventano elementi di opportunità da mettere a sistema e saper gestire. Veri e propri vantaggi competitivi, tanto nel comportamento sociale quanto nel contesto lavorativo.

Ecco perché, nel prossimo post, parleremo di come ci si forma e ci si aggiorna in questo ambito lavorativo.

 

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Futura Pagano è digital project manager, blogger e formatrice. Appassionata e studiosa di trasformazione digitale, strategia d'impresa, innovazione sociale e aziendale. Ama la Puglia, la cucina sana ma non troppo, il pensiero laterale e lo yoga. Il suo motto è "simplicity works best". In rete è meglio conosciuta come @futurap.