Da quando è diventato CEO nel luglio 2008, Muhtar Kent ha collezionato un lungo elenco di successi strategici finalizzati a incentivare la crescita di The Coca-Cola Company nel mondo. Tra quelli di maggior rilievo vi sono:

La creazione di un piano a lungo termine volto a riportare l’impegno dell’azienda al suo core business model per produrre brand forti, aumentare il valore per i clienti e guidare un sistema globale di franchising solido e dedicato. Tramite un’iniziativa di  re-franchising degli imbottigliatori, quando questa trasformazione volgerà al termine The Coca-Cola Company possiederà circa il 3 per cento soltanto rispetto al 18 per cento circa del volume totale prodotto in operazioni globali di imbottigliamento del 2015. Dietro all’evoluzione del sistema globale di Coca-Cola ci sono state la forza e la guida di Kent, che ha intrapreso azioni coraggiose per riassegnare le concessioni in vari territori dell’America del Nord, della Germania, della Cina e dell’Africa a partner imbottigliatori solidi e competenti.

Investimento nella diversificazione del portafoglio bevande diversificate con l’introduzione sul mercato di circa mille nuovi prodotti. Il numero dei prodotti commercializzati da The Coca-Cola Company è cresciuto da più di 2800 nel 2007 a più di 3800 oggi a livello globale. In questo medesimo lasso di tempo, l’azienda ha anche aggiunto otto brand al suo ventaglio di marchi che hanno superato il miliardo di dollari in vendite al dettaglio nel periodo di riferimento.

Maggiore attenzione alla crescita delle entrate prima ancora che alla crescita dei volumi nei mercati sviluppati e un approccio più equilibrato tra volumi ed entrate nei mercati dei paesi emergenti o in via di sviluppo. Sotto la guida di Kent, l’azienda ha aumentato la sua quota complessiva di mercato nel settore delle bevande non alcoliche pronte per il consumo per 37 trimestri consecutivi.

Investimenti nei mercati di tutto il mondo per una crescita a lungo termine. Dal 2010 The Coca-Cola Company e i suoi partner imbottigliatori hanno investito più di 75 miliardi di dollari per la crescita in mercati locali di tutto il pianeta. In Africa, il sistema Coca-Cola ha stanziato 17 miliardi di dollari per investimenti dal 2010 al 2020; in Cina 4 miliardi di dollari dal 2015 al 2017; in India 5 miliardi di dollari dal 2012 al 2020; e molti altri ancora.

L’avvicinamento alla produttività come strategia di business e vantaggio competitivo. Con programmi di reinvestimento e programmi legati alla produttività lanciati dal 2008 a questa parte, entro il 2019 l’azienda si prepara a generare oltre 4 miliardi di risparmi l’anno.

L’offerta di valore aggiunto agli azionisti. Dal 1 luglio 2008, l’azienda ha aumentato il valore delle azioni di quasi 100 miliardi di dollari, con incrementi in dividendi costanti ogni anno e con l’aumento del prezzo delle azioni dell’azienda. Nel medesimo periodo, su base annua l’azienda ha offerto agli azionisti un introito complessivo a due cifre. Nel 2012 l’azienda ha anche effettuato un frazionamento azionario di due azioni per ogni azione posseduta, il primo in 16 anni.

La costituzione di un solido canale di sviluppo del management e la formazione di un team di leader di livello mondiale, inclusa la scelta di James Quincey come prossimo presidente dell’azienda, direttore generale e amministratore delegato.

Il sostegno alla diversità e all’inclusione sul posto di lavoro, con una particolare attenzione alla leadership femminile. Sotto la guida di Kent, il numero di donne che occupano una posizione di senior leader all’interno di The Coca-Cola Company è passato dal 23 per cento del 2008 al 32 per cento di oggi.

Un incremento considerevole dei progressi dell’azienda in ambito sociale e ambientale, compresi il fatto di aver sovrinteso al lancio dell’iniziativa 5by20 per promuovere e supportare il potenziamento economico di cinque milioni di imprenditrici di tutto il mondo entro il 2020, e il fatto di aver guidato The Coca-Cola Company fino a diventare la prima tra le aziende di “Fortune 500” ad annunciare ufficialmente che restituisce all’ambiente il 100 per cento dei suoi consumi idrici globali