Quest’estate più di 800 allegri Babbi Natale accompagnati dalle relative consorti hanno fatto festa abbigliati di tutto punto a Branson, in Montana, all’evento Discover Santa 2016. Il più grande raduno al mondo di Babbi Natale ha visto partecipare una marea di Saint Nick – il nomignolo affettuoso che si dà loro in America – in arrivo da tutto il paese che hanno condiviso i trucchi del mestiere e celebrato l’importanza dello spirito di Santa Claus durante tutto l’anno.

Con le loro rosee carnagioni e le loro lunghe barbe bianche, l’allegro spirito natalizio non è certo mancato. Ma Babbo Natale non sempre è stato così gioioso. Nel 1931, The Coca-Cola Company commissionò all’illustratore Haddon Sundblom un’immagine di Santa Claus che esprimesse espansività e salute. Fino ad allora Santa Claus era sempre stato rappresentato con un grande pancione e un’espressione un po’ più austera.

Del Babbo Natale ridisegnato per The Coca-Cola Company,  Sundblom ha detto: “L’ho immaginato come un tipo gioviale e cicciottello, ed è così che l’ho dipinto. Il nostro Santa Claus non appartiene alla categoria dei Babbi Natale filosofi dall’espressione benevola che ho visto qualche volta. È molto più allegro e più umano”.

E tutta l’umanità ha accolto questa ritrovata umanità di Babbo Natale. Nel 1947 sul numero di dicembre della rivista interna di The Coca-Cola Company Red Barrel Magazine comparve un Santa Claus circondato da giocattoli e la seguente scritta: “Grazie all’interpretazione di un artista, questo personaggio familiare è diventato un simbolo nazionale quanto la bottiglia di Coca-Cola che regge in mano. Entrambi hanno un posto speciale ricolmo d’affetto nei nostri cuori e nelle menti di un mondo aperto al sentimento”.

Il Santa Claus di The Coca-Cola Company non era più soltanto un espediente pubblicitario: era proprio Babbo Natale e con i suoi occhi circondati da rughette e le sue guance rubiconde incarnava alla perfezione il gioioso spirito delle feste.

Quell’immagine reinventata del Natale è stata a tal punto significativa che il congresso Discover Santa si è concluso celebrando l’investitura ufficiale di Sundblom e The Coca-Cola Company nel Salone Internazionale della Fama di Santa Claus. Accettando questo onore, l’archivista di The Coca-Cola Company Ted Ryan ha attribuito alla visione di Sundblom e alla “pura bellezza del suo Santa Claus” (insieme al significativo investimento di The Coca-Cola Company) il merito di aver creato quella che è diventata a tutti gli effetti “l’immagine dell’odierno Babbo Natale”.

Il potere del vestito

Quando un Santa Claus indossa il suo primo vestito rosso, è spacciato… Con lo stupore col quale i più piccoli guardano quella figura mitica dei loro sogni dal vivo, Santa prova un’emozione che poche altre cose possono dargli. Il suo vestito indica che Santa Claus esiste, e con lui c’è la promessa che quel Santa Claus è IL vero Santa Claus e si comporterà con l’allegria che gli è tipica.  In questa occasione abbiamo intervistato alcuni dei partecipanti alla manifestazione facendoci raccontare cosa significa per loro vestirsi da Babbo Natale.

Sam Simmons, uno dei presenti, spiega che una volta indossato il suo vestito da Babbo Natale “non posso essere triste, non posso essere stanco. Devo essere sempre un Santa Claus felice e in perfetta forma! Ogni minuto che noi indossiamo questo vestito facciamo davvero il possibile affinché ogni bambino sappia che noi siamo Santa Claus, perché Santa Claus è in tutti noi. Santa Claus è entusiasmo, è amore, è attesa di qualcosa di meraviglioso che sta per accadere”.

Ogni Santa potrebbe raccontare con precisione quel “qualcosa di meraviglioso”. Santa Jim McGrath ricorda di aver conosciuto un bambino che paventava profondamente il contatto fisico, perfino quello dei suoi parenti. Eppure, non appena ha visto Babbo Natale, il bambino è corso ad abbracciarlo e la madre ha urlato di gioia vedendo il figlio reagire con tale calore a un’altra persona.

“Non ero più io…Non avevo quel luccichio negli occhi per il quale mi esercitavo di continuo davanti allo specchio. A fare la differenza è stato il potere del vestito” crede Santa Jim.

Forse, però, è stato qualcosa di più di un vestito a fare centro nel cuore di quel bambino: è stato lo spirito delle feste.

Con vestiti diversi

Anche se il vestito rosso segnala senza ombra di dubbio che Santa Claus sta lavorando, il Santa Claus di The Coca-Cola Company non è definito solo dal suo abbigliamento. Al contrario, esso riproduce artisticamente un personaggio che resta altrettanto riconoscibilmente allegro e innegabilmente Babbo Natale a prescindere da ciò che indossa.

“Mi capita talvolta di andare al supermercato e i bambini mi si avvicinano” racconta Babbo Natale Greg Winters. “In qualche occasione indosso la tuta da ginnastica, altre volte i blue jeans. Ma loro sanno ugualmente chi sono e sanno che posso farli sorridere”.

Tenuto conto dell’infallibile capacità dei bambini di riconoscere un Santa Claus quando ne vedono uno, Santa Paul Agrusti afferma di far sempre in modo di uscire di casa con un certo stile: “Ogni cosa che indosso, non soltanto qui al congresso, deve essere ciò che ci si aspetta che indossi in pubblico un vero Santa”. Con un guardaroba di camicie hawaiane uniche, cucite su misura per lui, e una casacca riproducente la Coca-Cola, sembra proprio che Santa Paul stia facendo alcune visite di routine prima di fare ritorno al Polo Nord.

Tenuto conto della varietà di vestiti e indumenti indossati da tutti i suoi colleghi Santa Claus, dice Santa Jim McGrath, “siamo tutti leggermente diversi dagli altri e assolutamente unici, ossia qualcosa di molto peculiare per gli americani. Siamo una sola persona, ma siamo tutti diversi. Il paese potrebbe tenerlo a mente e ricordarsi di noi: sarebbe sicuramente positivo”.

Quando ha immaginato il Santa Claus per The Coca-Cola Company, Sundblom ha dunque fatto qualcosa di più che mettere insieme concetti e immagini disparate di Saint Nicholas: ha saputo dar forma e incarnare lo spirito delle feste e la possibilità di unire la gente.