Il cambiamento è vita, energia. All’inizio fa paura, poi diventa uno stimolo fondamentale”. Dinamica, trasparente, ironica. Filippa Lagerbäck è un vulcano in piena quando si racconta mentre rientra nella sua nuova casa appena fuori Milano, dove si è trasferita da poco con la figlia Stella e il compagno Daniele Bossari.

La presentatrice 42enne ha vissuto fissa a Milano per più di dieci anni ed era ora di cambiare. Così, non appena la figlia oggi dodicenne ha completato il ciclo delle elementari, ne ha approfittato per fare armi e bagagli e trasferirsi per l’ennesima volta.

Fosse stato per me avrei cambiato anni fa, ma le esigenze di Stella vengono prima di tutto. Avendo tagliato le radici da piccola, ora non mi sento particolarmente legata a nessun posto”, dice riferendosi ai continui spostamenti che l’hanno portata dalla Svezia natia all’Inghilterra, alla Francia, alla Svizzera e infine all’Italia. “Certo, ce ne siamo andati da Milano proprio quando la città stava rifiorendo in vista di Expo, ma abbiamo guadagnato tanto spazio in più, un giardino e anche un cane”.

Filippa parla di Whisky, il nuovo membro della famiglia diventato subito uno dei soggetti più fotografati sui suoi profili social. L’altro suo bersaglio prediletto, la figlia, crescendo rifiuta sempre più spesso di partecipare ai post materni.

In fondo la capisco, deve essere brutto quando la tua mamma ti stressa con le sue foto per internet”, dice canzonandosi. Il cagnolino, invece, non ha voce in capitolo e si presta. Filippa è molto attiva sui social, dove da anni si racconta attraverso un blog-diario in cui annota avvenimenti, gioie e passioni.

Mi piace stare all’aria aperta, fare sport e sentirmi attiva. Amo la buona tavola, la moda, il design. Nel blog cerco solo di essere me stessa, è l’unica formula che funziona”.

Che poi è la stessa formula che le ha permesso di cavalcare con successo l’onda fragile della carriera di modella e presentatrice per oltre vent’anni, fino a diventare uno dei volti storici del programma Che tempo che fa e a collezionare diversi ruoli da conduttrice di programmi. Dopo essere stata lanciata in Italia negli anni Novanta da una pubblicità di una birra (ricordate lo slogan “Una bionda per la vita”?), ha subito cominciato a lavorare come soubrette in televisione. In quella posizione, il rischio di rimanere incastrata nel ruolo di bella senz’anima era alto.

Ma non ho mai voluto piegarmi a certi stereotipi. Una volta andai alle Maldive per un servizio con un famoso fotografo italiano. Finito di scattare per la pubblicità, mi disse che dovevamo fare anche dei nudi. Rifiutai e me ne andai. Anni dopo, in televisione, mi consigliarono di rifarmi il seno se volevo lavorare di più. Non l’ho mai fatto e sono contenta. Ho perso qualche occasione ma oggi mi guardo allo specchio e mi sento una persona coerente”. Ha ricevuto anche proposte veramente scabrose? “A dir il vero quelle non sono mai arrivate e, ora che ci penso, la cosa quasi mi offende…”, dice ridendo.

Del suo momento sex-bomb, in casa conserva un solo ricordo: un vecchio poster di quella pubblicità che ha segnato l’inizio del suo successo italiano.

Generalmente non amo avere mie foto appese, ma quella è speciale. Mi ha aperto tante porte. Anche quella della famiglia: dopo esserci fidanzati, Daniele mi ha confessato di aver sempre voluto conquistare quella bionda per la vita”.

Filippa è una donna pragmatica e il suo obiettivo è continuare a fare televisione, fondendo il lavoro con le passioni di sempre. Proprio come sta già facendo in parte con il programma “in Bici con Filippa”, in cui gira l’Italia sulle amatissime due ruote alla scoperta dei segreti della nostra terra. Il cinema, in cui ha avuto un breve flirt grazie a una pellicola con Sergio Castellitto firmata da Giovanni Veronesi, non fa per lei. “Quel treno ormai è passato”, ammette. “In giro ci sono già tante attrici molto più brave di me”.

E poi di tempo libero da dedicare al cinema non ne è comunque rimasto molto: ci sono i programmi in televisione, i lavori per le cause sociali, le case di moda, le pubblicità, il blog, la famiglia, la gestione della casa. A cui ora si aggiunge quello di madrina della nuova Coca-Cola Life.

Mi fa piacere perché è un brand che fa parte della mia vita e mi ricorda gli anni dell’adolescenza a Stoccolma. Ai tempi, la televisione svedese trasmetteva senza interruzioni. L’unico modo per vedere la pubblicità era al cinema. Prima dei film c’era un quarto d’ora di pubblicità, che diventava un evento. E lo spot della Coca-Cola era sempre tra i più belli”.