La drastica riduzione dei rifiuti plastici e la creazione di un’economia circolare del riuso degli stessi richiedono che aziende, governi e ONG rendano più facile e attraente per le persone di tutto il mondo riciclare la plastica. Lo ha affermato il CEO di The Coca-Cola Company, James Quincey, durante il panel tenutosi al World Economic Forum (WEF).

“Dobbiamo offrire ai consumatori una proposta di gran lunga più valida, facendo sì che la restituzione di bottiglie PET sia più comoda e conveniente per tutti: sia i consumatori che le aziende devono trarre vantaggio dal suo riutilizzo. Così il volano dell’economia circolare girerebbe molto più veloce”.

Questa la dichiarazione di Quincey che ha poi aggiunto: “Tutti insieme abbiamo compiuto uno straordinario lavoro, mettendo a disposizione dei consumatori dei prodotti dal gusto fantastico, facili da reperire e da consumare. Ciò che manca è il recupero e il riutilizzo del loro packaging. Soltanto con questo ulteriore step potremo davvero avere un’economia circolare che dia valore a ogni singola bottiglia”.

Quincey – che durante il panel è stato affiancato dal CEO di PepsiCo Ramon Laguarta, dal CEO di Dow Chemical Jim Fitterling e da varie autorità governative di spicco tra cui il ministro dell’ambiente francese Brune Poirson e quello vietnamita Tran Hong Ha – ha sottolineato la necessità di una collaborazione continuativa e trasversale lungo tutta la catena del valore della plastica: “Penso che ci sia l’urgenza di implementare un sistema che sia realmente funzionante; per farlo, però, ciascuno deve fare sua questa priorità”.

L’anno scorso, The Coca-Cola Company ha annunciato che renderà disponibile il brevetto della sua PlantBottleTM – la prima bottiglia al mondo di plastica PET interamente riciclabile ottenuta da scarti vegetali – a tutti i competitor del settore.

“Vogliamo assistere a un’azione collettiva mirata alla creazione di packaging sostenibili e al recupero degli stessi: così anche gli attori coinvolti diventeranno sostenibili” ha spiegato il CEO.

In Francia, The Coca-Cola Company gestisce il più grande impianto europeo di riciclo della PET. “L’impianto non funziona ancora a pieno regime perché non riceviamo abbastanza recipienti puliti da riciclare”, ha fatto notare Quincey. “Dobbiamo incentivare ancora di più il recupero delle bottiglie dopo l’uso. La loro raccolta è l’unico sistema che possa soddisfare la richiesta di plastica PET di alto valore”.

La questione, però, non si ferma al riciclo. “È necessario avere a cuore anche la problematica delle emissioni di CO2 legata a ciascuna di queste operazioni”, insiste il CEO. L’impronta di carbonio derivante dai processi produttivi e di recupero delle bottiglie PET, se messe a confronto con le equivalenti di quelle in alluminio o vetro, è inferiore.

Mentre The Coca-Cola Company continua a investire in innovazione in tutti gli ambiti, dal design del packaging al riciclo delle sostanze chimiche, Quincey ha messo in evidenza come le soluzioni già esistenti stanno performando positivamente facendo rilevare ottimi risultati. Ora la sfida più ambiziosa è convincere un numero sempre più significativo di persone, in qualunque parte del mondo, a riciclare maggiori quantità di plastica.

“Abbiamo visto Paesi come Messico e Sudafrica passare dal 10% di bottiglie di plastica riciclate al 70% in soli dieci anni”, mentre la media globale si aggira attorno al 60%. “Tali testimonianze e best practices devono essere esportate e replicate su scala globale”.

Tali risultati rientrano, assieme alla volontà di rendere più accessibile il brevetto della PlantBottle, nella più ampia iniziativa del World Without Waste. Lanciata soltanto un anno fa, vanta già ottimi risultati tra cui: l'investimento nel fondo Circulate Capital per aumentare la raccolta nel sud e sud-est asiatico, l'introduzione di bottiglie realizzate con materiali riciclati al 100% in più mercati e il miglioramento del recupero e riutilizzo del packaging in Sudafrica e Kenya grazie al supporto di strutture PETCO.

Quincey ha così concluso: “Stiamo vivendo un momento di grande slancio, passando dalla fase in cui i successi erano legati solo ad azioni localizzate a singoli Paesi a una fase in cui il sistema di recupero del PET viene applicato su larga scala. In definitiva, non c’è niente da reinventare in questo modello – anche se l’innovazione può perfezionarlo – poiché, sappiamo, che vi sono Paesi in cui il problema è già stato affrontato”.

 

*Nella foto iniziale, da sinistra: Sara Eisen, Tran Hong Ha, James Quincey, Brune Poirson, Ramon Laguarta e Jim Fitterling riuniti il 24 Gennaio in occasione del panel 'Transforming the Plastics Economy' durante l’annuale Meeting 2019 del World Economic Forum. Photo Credit: World Economic Forum / Sikarin Fon Thanachaiary